Pubblicato sul MOSAICO la rivista del Centro servizi per il Volontariato di Ferraramosaico 1_03

         A circa tre anni dall’insediamento del Gruppo di lavoro interistituzionale per l’integrazione presso il Provveditorato agli studi di Ferrara, è opportuno riflettere seriamente sulle attività svolte sia per tracciarne un seppur parziale bilancio che per progettare il lavoro degli anni futuri. Questo breve articolo rappresenta comunque la sintesi di una relazione ben più ampia che verrà trasmessa al più presto alle istituzioni interessate all’integrazione scolastica.
Sono doverose alcune premesse.
In quasi tre anni le riunioni sono state in totale 14. Analizzando la frequenza si può dedurre che quella scadenza almeno bimestrale indicata dall’articolo 5 del D.M. 122/94 non è stata rispettata; se poi si analizza la distribuzione delle riunioni (9 nel 1993, 3 nel 1994 e 2 nel 1995) si vede come il periodo di massima attività sia stato proprio il primo anno e come sia stato molto difficoltoso, in seguito, il prosieguo dei lavori a causa di problemi di vario tipo.
Durante tutti questi periodi di “inattività” del gruppo, i rappresentanti delle Associazioni hanno avuto frequenti contatti con gli uffici del Provveditorato al fine di comunicare il bisogno di continuità negli incontri e la possibilità che, nel caso di impedimento del coordinatore, le riunioni potessero anche essere presiedute da un suo delegato. È purtroppo spiacevole ricordare come tali sforzi non abbiamo prodotto nessun risultato concreto. L’ultimo importante tentativo lo abbiamo fatto nell’ottobre di quest’anno quando, insieme con i rappresentanti delle altre Associazioni e della Provincia, abbiamo chiesto la convocazione del gruppo in maniera formale,  motivando la richiesta e proponendo una data per la riunione. A tutt’oggi nessuna risposta formale è stata data contravvenendo quindi, oltre che alle più elementari regole di comunicazione anche, e ciò è più grave, al dettato normativo che impegna il Provveditore a convocare l’incontro.
Ora, per un approccio più razionale ai problemi, vale la pena procedere tenendo ben presenti i compiti istituzionali del Glip, analizzando nel merito le proposte del gruppo e confrontando queste ultime con le attività poi effettivamente realizzate. La natura sintetica dell’articolo non permette di approfondire ogni singolo punto; si rimandano quindi gli interessati alla relazione completa che sarà presto a disposizione presso la sede dell’AIAS.
Sono essenzialmente tre i compiti che la Legge 104/92 (comma 3, dell’articolo 15) assegna al Gruppo  e più precisamente: di consulenza e proposta al provveditore agli studi, di consulenza alle singole scuole, di collaborazione con gli enti locali e le unità sanitarie locali.
Successivamente il D.M. 122 dell’11 aprile 1994 all’articolo 4 chiarisce meglio questi compiti precisandone la natura di ricerca, studio, proposta, consulenza e supporto.
consulenza e proposta al provveditore agli studi
Il gruppo, nel suo breve cammino, ha formulato diverse proposte soprattutto mirate al coinvolgimento degli insegnanti e al coordinamento dei vari gruppi esistenti a livello di Circolo e di Istituto.
INCONTRI CON I DIRIGENTI SCOLASTICI
Ciò che è stato realizzato è un primo incontro, rivolto ai dirigenti scolastici delle scuole di ogni ordine e grado della provincia, in cui ogni componente del gruppo ha trattato un argomento specifico riferito alle parole-chiave della legge 104 (concordate nel gruppo nei precedenti incontri). Un secondo incontro, a due anni di distanza, previsto dal Glip con i rappresentanti dei vari gruppi di circolo ed istituto per la verifica dei bisogni degli insegnati, è stato invece proposto dal Provveditorato come un incontro di studio strutturato con una serie di interventi di carattere generale, dei quali soltanto uno è stato svolto da un componente del Glip.
GLI ORGANICI
Va detto inoltre che mai il gruppo è stato convocato dal Provveditore per problemi relativi agli organici del personale di sostegno anche se ad esempio la recente C.M. 249 del 17 luglio 1995 lo prevede espressamente per l’istituzione diretta dei posti in deroga. Non è un caso che il Gruppo H pensato fin dalla metà degli anni settanta per la conoscenza dei fenomeni sul territorio provinciale, per le attività di coordinamento, programmazione e di aggiornamento abbia avuto vita breve a Ferrara.
IL GRUPPO ”H”
Le Associazioni, soprattutto nelle ultime riunioni, hanno ribadito con tenacia l’urgenza di ricostituire tale gruppo le cui competenze specifiche sono indispensabili per una attribuzione più ragionata del personale di sostegno e l’intero Glip ha riconosciuto tale necessità. Non così il Provveditore visto che Ferrara è una delle pochissime provincie dove il Gruppo H è sparito poco dopo la sua nascita.
I GRUPPI DI CIRCOLO E ISTITUTO
La necessità di stabilire criteri per la strutturazione e la definizione dei compiti dei gruppi di lavoro di circolo e istituto (previsti, seppur in maniera abbastanza vaga, al comma 2 dell’articolo 15 della legge quadro), pur condivisa da molti, non ha trovato momenti opportuni di traduzione operativa. In effetti poteva essere utile stabilire collegamenti diretti sia fra i vari gruppi esistenti e fra loro ed il Glip; la continuità, l’orientamento, le strategie sono soltanto alcuni dei temi che potrebbero davvero divenire patrimonio comune se ci fosse la possibilità di incontro fra diverse esperienze e competenze.
Consulenza alle singole scuole
         Questo è stato uno dei punti su cui le divergenze di opinione sono e rimangono evidenti. Continuo a credere che una consulenza seria vada fatta andando prima ad ascoltare i problemi direttamente nelle scuole (o nei circoli, negli istituti, nei distretti) e non aspettando che gli insegnanti o i dirigenti scolastici si facciano vivi; successivamente, sentiti questi bisogni, il Gruppo dovrebbe lavorare per articolare proposte mirate alla soluzione dei problemi.
Evidentemente questa interpretazione, che non è solo mia, non interessa al Provveditorato, il quale privilegiando la gestione diretta del problema, sceglie di avere un riferimento esclusivo con i dirigenti scolastici. Non si è fatto quindi a mio avviso nessun tipo di seria consulenza alle scuole, nonostante le insistenti richieste da parte delle associazioni.
LA STATISTICA
Il gruppo, dopo averli elaborati, ha riflettuto sui dati statistici inerenti l’inserimento degli alunni in situazione di handicap certificato nella nostra provincia; tale ragionamento ha portato a considerare come il concetto di “handicap” sia tuttora alquanto soggettivo: infatti da una lettura incrociata dei dati e da un confronto con altre statistiche, diversi dati numerici sono risultati non coincidenti.
IL QUESTIONARIO PER DIRIGENTI SCOLASTICI
Molto impegno è stato profuso anche nell’elaborazione di un questionario rivolto ai dirigenti scolastici della provincia, articolato per grandi temi: rapporti U.S.L./Scuola, formazione ed aggiornamento, continuità fra scuole, collaborazione scuola-famiglia,  e successiva valutazione. Lo scopo principale è stato quello di costruire una mappa delle situazioni di handicap in provincia che mettesse in evidenza problemi, attese, ostacoli relativi al processo di integrazione.
Collaborazione con gli enti locali e le unità sanitarie locali
D.F. – P.D.F. – P.E.I.
Una riflessione sui materiali dell’Osservatorio permanente sull’handicap del Ministero alla Pubblica Istruzione riguardanti la Diagnosi Funzionale, il Profilo Dinamico Funzionale ed il Piano Educativo Individualizzato ha permesso l’elaborazione di diverse idee relative alla ricerca di “linguaggi comuni” nell’uso di questi strumenti, giudicati in maniera non del tutto positiva proprio per la loro forte connotazione sanitaria. Va comunque segnalata la frustrazione dei componenti del gruppo nel vedere vanificate parte di queste loro osservazioni dall’uscita, pochi mesi dopo, del DPR 24 febbraio 1994 “Atto di indirizzo e coordinamento relativo ai compiti delle unità sanitarie locali in materia di alunni portatori di handicap” che riportava, invariati, gli stessi materiali per i quali si chiedeva un contributo.
IL MODELLO PROVINCIALE PER LA DIAGNOSI FUNZIONALE
In ogni caso un risultato importante lo si è raggiunto con la realizzazione da parte dell’U.S.L. di un accordo per l’unificazione di un modello provinciale di redazione delle Diagnosi Funzionali. Il problema infatti della molteplicità stilistica delle certificazioni ha sempre creato problemi di “traducibilità scolastica” sia per quanto riguarda l’uso che ne dovrebbero fare gli insegnanti che, ancor prima, della leggibilità da parte del Provveditorato agli studi per la concessione dei posti di sostegno in deroga al normale rapporto di uno a quattro.
DOCUMENTO SULLE PROBLEMATICHE MEDIO-LIEVI
L’esame del Documento sulle problematiche medio-lievi di bambini in età prescolare sottoscritto dal Comune di Ferrara, dal Provveditorato agli Studi, dall’Azienda U.S.L. e dalla Federazione Italiana Scuole Materne ha coinvolto il Glip in due incontri in cui è stato espresso un parere sostanzialmente favorevole a questa iniziativa interistituzionale.
GLI ACCORDI DI PROGRAMMA
Per quanto riguarda questo compito il lavoro del gruppo è stato … nullo! Infatti, pur esistendo in provincia ed in regione gruppi che stanno elaborando proposte di accordi di programma o di adattamento dei vecchi protocolli d’intesa, il Glip non ne è mai stato messo al corrente in maniera approfondita. Anche per questo aspetto la determinazione dei rappresentanti delle associazioni non è stata sufficiente per smuovere questa situazione.
         Il quadro che ne esce non è certo positivo ed in futuro il grosso lavoro da svolgere, per chi sarà in questo gruppo, dovrà essere, ancor prima che sui contenuti proprio sulla conquista di autonomia che questo Gruppo dovrà darsi se vorrà veramente incidere sulla realtà provinciale.

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