beneath-the-underdog-by-charles-mingus-mobile-wallpaperBeneath the underdog è il titolo della autobiografia di Charles Mingus, uno dei più grandi contrabbassisti; geniale tanto da riuscire ad esprimere jazz a livelli incredibili.
Charles Mingus era un cosiddetto meticcio.
Nelle sue vene scorreva sangue cinese, inglese, svedese, africano.
Nel suo sangue bolliva sacrosanta rabbia verso gli atteggiamenti razzisti.
Beneath the underdog significa: peggio di un bastardo o al di sotto di un perdente.
Il senso che voleva dare è chiaro.
Lo è altrettanto quello che hanno voluto dare Massimo Sensini, il sindaco leghista di Fossalta di Piave e la dirigente scolastica Simonetta Murri (della scuola d’infanzia Flauto Magico) negando il pasto ad una bambina, figlia di migranti (il padre è del Senegal e la madre del Ciad). Vedi articolo incollato.
A riprova dei sinceri valori di carità cristiana tipici del suo (KK)Klan il sindaco ha una posizione chiara anche sui cani randagi: occorre sopprimerli se non vengono adottati in tempo.
Che ammirevole coerenza! Allo stesso modo, contro i bastardi e contro i migranti …
Beneath the underdog, appunto.
Charles Mingus è stato un grande arrabbiato, in tutti i sensi.
Ha lottato contro le discriminazioni, in tutti i modi.
È morto in Messico a Cuernavaca; si dice che lo stesso giorno sulla spiaggia di Acapulco si arenarono 56 balene.
Quando l’indignazione e la rabbia ci lasciano, rimane meno vita.
Comunque lottiate contro quel ven(e)to, buona lettura dell’articolo a cui si fa riferimento. Mauro

Fossalta di Piave: sindaco leghista nega buoni pasto a bambina di quattro anni
Il sindaco leghista di Fossalta di Piave (Venezia), Massimo Sensini, si è opposto al gesto solidale di alcune maestre che avevano ceduto i propri buoni pasto ad una bambina di quattro anni.
Figlia di una coppia di immigrati, la piccola non ha potuto usufruire dei buoni ridotti (passati dai quattro euro e 45 centesimi agli attuali 2 euro, per decisione dello stesso primo cittadino), che quattro maestre e due bidelle avevano scelto di procurarle, con tanto di lettera ufficiale indirizzata alla direttrice.
“Il buono pasto non si può cedere”, spiega Sensini, “non può essere istituzionalizzato il suo regalo a chi si vuole, è inammissibile”.
La famiglia della piccola si trova, attualmente, in gravi difficoltà: la madre non parla italiano e deve mantenere altri quattro figli, che hanno un’età compresa tra uno e gli otto anni.
Sensini fornisce la spiegazione che ha motivato la sua opposizione al gesto: “Sono già aiutati dal Comune, e inoltre il capofamiglia è un islamico integralista. Il 98% dei buoni pasto è richiesto da immigrati che dichiarano il reddito più basso e il maggior numero di figli”.
Al gesto solidale di maestre e bidelle, oggi è seguito quello di alcuni volontari anonimi che hanno comprato per la bimba tre blocchetti di buoni pasto.
La famiglia, composta dalla papà senegalese, dalla madre, proveniente dal Ciad, e da quattro fratellini, è attualmente ospitata presso l’abitazione di un ex assessore comunale del Pd, proprio a pochi passi dall’asilo.
Il sindaco Sensini non ha shockato l’opinione pubblica solo per aver negato i pasti ad una bambina di quattro anni, ma anche per il suo punto di vista sui cani randagi: “In tempi di crisi, i cani che non vengono adottati da una famiglia entro 2 o 3 anni debbono essere soppressi perché i comuni non sono in grado di poterli mantenere per 10, 15 anni. E’ solo ipocrita l’atteggiamento di chi non si rende conto di come gli animali siano costretti a vivere nei canili”.

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