Ricevo da Anna Bellini, che a sua volta riceve dal MCE Sardegna, una presa di posizione molto critica nei confronti della prof.ssa Paola Mastracola.
Per il documento del Movimento di Cooperazione Educativa Sardegna vedi qualche riga sotto.
Pla_scuola_e_di_tutti._ripensarla_costruirla_difenderla_di_girolamo_de_micheleer un’analisi nitida su Paola Mastrocola e sul Mastrocolismo come categoria dello spirito, leggi: La scuola è di tutti di Girolamo de Michele (da pag. 108 a pag. 129, ma anche e soprattutto prima della pag. 108 e dopo la pag. 129).
Per un invito forte a Paola Mastrocola a continuare ad occuparsi del suo cane raccontandogli la scuola, partecipa all’incontro: C’era una volta il sorriso pedagogico di Gianni Rodari (Mestre, 14 aprile).
Comunque vi togliate il cappotto di Mastrakan, buona lettura. Mauro

In questi giorni è in atto a diversi livelli un attacco senza precedenti al nostro modo di fare scuola. L’occasione è stata un libretto di Paola Mastrocola “Togliamo il disturbo”. C’è stato un rimbalzo in vari media: una intervista alla televisione, una intervista a radio 3, articoli sul corriere della sera ecc. ecc.
Ci si approfitta di contraddizioni e disagi reali di chi oggi lavora in quell’inferno che è diventata la scuola, per fare una operazione completa di restaurazione, anzi di più.
La colpa principale è della scuola primaria e della sua … “creatività” (affermazioni della Mastrocola alla radio). Invece di chiedersi come mai l’insegnamento alle superiori appare così scollegato ormai dallo sviluppo della società e quindi metterlo in discussione, si preferisce fare un passo indietro, anzi due: bisogna abolire la creatività e la scuola di massa.  Nei vari articoli di rimbalzo vengono attaccati Don Milani e la scuola di Barbiana, viene attaccato Gianni Rodari ecc. Gli studenti non studiano più come una volta, ergiamoci quindi a baluardo del rigore, del sacrificio e del dovere, facciamo una scuola di superélite e due scuole di carne da macello. E nella scuola di superélite, finalmente in silenzio acquisito, spiegheremo ai vasi vuoti che sono gli studenti le bellezze del pensiero astratto, senza possibile contradditorio.
La situazione è estremamente grave, l’attacco è concentrico.
Il collettivo di redazione del Canovaccio del Movimento di Cooperazione Educativa Sardegna ha approntato velocemente una pagina :

http://www.mce-fimem.it/sardegna/canovaccio/nontogiamoildisturbo.html
Il titolo della pagina è “noi che non vogliamo togliere il disturbo“.
In questa pagina abbiamo cominciato a riversare, dopo contatti telefonici, articoli recenti di Roberto Maragliano e una intervista altrettanto recente a Silvano Tagliagambe (due dei sei saggi della famosa commissione). A breve immetteremo una recensione assai critica del libretto in questione e il riferimento ad esperienze concrete che mostrano esattamente il contrario. Bisogna, crediamo, aprire immediatamente il dibattito. Non è da fare la solita distinzione reazionario-progressista, con schieramenti ideologici connessi. E’ invece da discutere sul serio, documenti alla mano, esperienze concrete alla mano di quale scuola vogliamo e  quale scuola sia opportuno oggi fare per sviluppare concretamente la nostra società.
Gli articoli in questione (per ora):

http://www.mce-fimem.it/sardegna/canovaccio/nonstudentinondocenti.html nonstudenti e nondocenti di Roberto Maragliano
http://www.mce-fimem.it/sardegna/canovaccio/saperemonadano.html sapere mondano dentro e fuori le aule scolastiche di Roberto Maragliano
http://www.mce-fimem.it/sardegna/canovaccio/trascrizionerussomaragliano.html la trascrizione dell’incontro tra Lucio Russo e Roberto Maragliano
http://www.mce-fimem.it/sardegna/canovaccio/trequestioni1.html tre domande a Silvano Tagliagambe, sulla riforma della scuola, sulle sperimentazioni in atto, su cosa si dovrebbe fare in Italia
Se avete materiali, resoconto di esperienze concrete, commenti, scritti o altro mandateli pure a “il canovaccio” utilizzando l’indirizzo e-mail in intestazione
Il collettivo di redazione de “il canovaccio”, Luisanna Ardu, Nino Martino, Stefania Utimperghe


Movimento di cooperazione educativa
Gianni_RodariPerché tornare a Rodari?
Perché, nella scuola di oggi, i Gianni ci vogliono più che mai… perchè ha insegnato ai  bambini a ‘fare le cose difficili: parlare al sordo, mostrare la rosa al cieco,liberare gli schiavi che si credono liberi…’
Perché servono, scriveva Rodari, ‘uomini capaci di immaginare quel che non c’è ancora… all’umanità servono uomini completi, non dei robot amputati di essenziali capacità umane. Nell’educazione di uomini completi le fiabe hanno il posto delle cose che in apparenza non servono a nulla e invece, proprio al contrario, servono all’essenziale: all’uomo stesso. Il diritto alla fiaba è la stessa cosa del diritto al gioco, alla poesia, alla musica. E’ una questione di libertà….
Anche per discutere ci vuole immaginazione.’
Forse capiremo, al termine dell’incontro, come possono stare insieme la luce e le scarpe….

C’ERA UNA VOLTA…IL SORRISO PEDAGOGICO DI GIANNI RODARI

‘non c’è al mondo niente di più bello della risata di un bambino’

intervengono:
Guido Petter (Università degli studi di Padova) ‘LA COSTITUZIONE E’…FANTASTICA l’opera di Rodari fra immaginario e cittadinanza’
Francesco Tonucci ( C.N.R. Roma) ‘ Le giornate della fantastica: io c’ero’. Segue dibattito

GIOVEDI’ 14 APRILE 2011 ORE 17,00/19,00 AUDITORIUM PALAPLIP MESTRE
v. San Donà

contestualmente verrà esposta la mostra sulle filastrocche di Gianni Rodari a cura del Coordinamento genitori democratici ( C.G.D.) che potrà successivamente essere richiesta scuole interessate, presso le quali potrà essere concordato un intervento di animazione nelle serate del 15 e del 16 aprile il gruppo teatrale composto da genitori e insegnanti circolo ‘L. Da Vinci’ presenterà lo spettacolo ‘Cipollino’. Mestre, febbraio 2011

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