Quando leggo o ascolto le proposte del governo dirette alla razionalizzazione della spesa pubblica, in particolare relativa all’organizzazione scolastica, mi viene sempre in mente quel bel film di Sidney Pollack intitolato “Non si uccidono così anche i cavalli?cavalli
Ambientato in California nel periodo della Grande Depressione il film racconta, come una sorta di show, le estenuanti maratone di ballo che coppie di poveracci disperati eseguono per giorni interi attirate, ancor prima che dal premio in denaro, dalla possibilità di avere almeno il vitto assicurato per il tempo corrispondente alla loro resistenza. Un vero e proprio spettacolo massacrante che costringe i partecipanti all’esaurimento completo.
Mi ricorda il modo con il quale si sta obbligando la scuola pubblica a funzionare, ad adattarsi, a sopravvivere, a fare acrobazie, senza garantire l’essenziale, senza coinvolgerla nelle sue componenti principali, senza rispettare le scelte delle famiglie, senza dignità, costringendola poco alla volta allo sfinimento.
Infatti quelli che guidano “le danze”…
Da lassù continuano a confezionare con sapiente crudeltà e lucida follia l’annientamento spettacolare della scuola pubblica: senza pudore, senza vergogna, senza giustificazioni… ma chiedono che la “maratona” continui.
Da lassù continuano a togliere soldi, risorse, personale, professionalità, tempo, materie e qualità…  ma aumentano il volume della musica fino a stordire.
Da lassù non vogliono vedere i “balli di gruppo”… ma preferiscono mandare a ripetizione il brano: Dance with your grandmother.
Da lassù illudono con premi in denaro… ma vogliono che si balli a ritmi sempre più vertiginosi.
Da quaggiù invece “Razionalizzazione della spesa relativa all’organizzazione scolastica” vuol dire che…
Non bastano i tagli spaventosi al personale; ne hanno già preparati altri per il futuro.
Non basta il taglio drammatico di oltre 8 miliardi di euro di questi 3 anni; hanno già preparato un altro taglio, ancora triennale, per altri 14 miliardi.
Non basta il blocco dei salari del personale; lo hanno prolungato.
Non basta l’innalzamento del numero di alunni per avere un istituto comprensivo; quel numero lo hanno quasi raddoppiato.
Non basta la riduzione massiccia del personale ATA che metterà a rischio la normale organizzazione quotidiana; hanno già pensato di dirottare gli insegnanti dichiarati inidonei sui posti mancanti del personale ATA.
Non basta l’aumentato numero di alunni con disabilità in classi sempre più numerose; hanno pensato di affidare il processo di integrazione ai docenti di sostegno e di classe (come ora) ma dopo aver messo un tetto rigido ed anacronistico agli organici del personale e senza preoccuparsi della loro formazione.
Non basta la ridicolaggine delle cosiddette prove Invalsi; hanno pensato di investire parte dei soldi tagliati alla scuola proprio per potenziare l’Invalsi.
Non basta!!! Hanno pensato!!!
Nel bel film di Pollack si scopre solo alla fine, dopo diverse tragedie, che il premio finale è un’autentica truffa perché i vincitori dovrebbero addirittura pagare le spese sostenute dall’organizzazione per mantenerli in quelle settimane.
Nel brutto film sulla scuola invece la parte più interessante deve ancora venire; come risponderanno gli spettATTORI alla domanda sottintesa: “Do you wanna dance?”
Comunque balliate, buona lettura dell’articolo di Stefano Rodotà “L’ultima volontà espropriata” (che non ha attinenze scolastiche ma ognuno è liber* di leggerci quelle che crede). Mauro

L’ultima volontà espropriata

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