Mario Monti incontra Jose Manuel Barroso“Non sempre come generazione abbiamo operato per lasciare ai giovani l’Italia che avremmo voluto“. Lo ha detto ieri il Presidente del Consiglio Mario Monti agli studenti dell’Istituto Morvillo Falcone di Brindisi.
Altre delle sue risposte sono state: “La credibilità si conquista giorno dopo giorno per dare ai giovani un Paese migliore. Non dovete avere paura del futuro.
Mario, ma queste sono frasi prezzemolo che non migliorano il sapore amarissimo dei sacrifici che avete imposto.
Mario, la credibilità si conquista costruendo un paese migliore giorno dopo giorno.
Mario, la paura del futuro se ne va se si riesce a sentire la fiducia nel presente.
Mario, non c’è più la tua canzone. Mario, non ti resta che ascoltare“… come cantava Jannacci.
Verso la metà degli anni settanta trasmettevo in una delle prime radio libere di Ferrara; ricordo una canzone che ascoltavo e facevo ascoltare spesso: “Mario“, scritta da Pino Donaggio ma resa famosa da Enzo Jannacci.
Ancora oggi un capolavoro di amara malinconia.
Le parole usate nell’oggetto della mail sono una frase della canzone ma il punto di domanda l’ho aggiunto io perché non so se siamo feriti quanto basta per non rassegnarci o se siamo talmente feriti da lasciarci trasportare da questa corrente di pseudo esperti che con la scusa di un governo pseudo tecnico riscaldano la stessa minestra precedentemente cucinata da rappresentanti pseudo politici di uno pseudo governo.
Quello che so è che ci sono quelli che… e gli altri che non si rassegnano.
Ad esempio, fra i primi…
Quelli che… sentono il Profumo del cambiamento
Quelli che… non riconoscono il Profumo di Stella
Quelli che… credono nella scuola virtuale, magari senza studenti
Quelli che… vorrebbero dematerializzare, forse anche i precari
Quelli che… regalano gli Ipad ai professori del Sud, per risolvere i problemi dell’abbandono scolastico
Quelli che… dal Ministero si mettono su Youtube, per ascoltare gli studenti
Quelli che… passano dal CNR (Consiglio Nazionale Ricerche) al CNR (Concorso Non Richiesto)
Quelli che… vogliono accorciare di un anno il percorso scolastico, così possono tagliare più docenti
Quelli che… in ogni istituto superiore nascerà lo studente dell’anno, così crescerà almeno la motivazione al premio
Quelli che… il Merito soprattutto, per evitare così la fatica di offrire uguali opportunità a tutti
Quelli che… mettono le LIM per le TIC, poi tutto va nel POF forse anche nel PEI e nel PDF perché lo dice il DPR
Quelli che… le iscrizioni si ricevono solo online, del resto il Miur sei tu chi può darti di più
Quelli che… scrivono le lettere di buone vacanze per affermare che il programma d’azione del Miur è quasi temerario
Quelli che… vogliono il registro elettronico anche alle elementari, così tutto è più trasparente
Quelli che… i programmi, le indicazioni, i curricoli, gli obiettivi, le competenze e poi modifica/copia/incolla
Quelli che… la scuola dell’integrazione va bene, però molto meglio se i disabili stanno per conto loro
Quelli che… gli handicappati più simpatici sono i mongoloidi
Quelli che… era ora che ci fosse il voto in comportamento alle elementari, così imparano
Quelli che… bisogna insegnare a risolvere i test Invalsi per preparare gli studenti alla vita
A tutti gli altri… le parole di Gianni Rodari: “È difficile fare le cose difficili: parlare al sordo, mostrare la rosa al cieco. Bambini imparate a fare le cose difficili: dare la mano al cieco, cantare per il sordo, liberare gli schiavi che si credono liberi“.
A tutti gli altri… le parole, ormai diventate famose, che la giornalista Anniek Cojean, nel 1995 sul quotidiano Le Monde, riferiva ad un preside di liceo americano che aveva l’abitudine di scrivere, ad ogni inizio di anno scolastico, una lettera ai suoi insegnanti. Eccola:
«Caro professore, sono un sopravvissuto di un campo di concentramento. I miei occhi hanno visto ciò che nessun essere umano dovrebbe mai vedere: camere a gas costruite da ingegneri istruiti; bambini uccisi con  veleno da medici ben formati; lattanti uccisi da infermiere provette; donne e bambini uccisi e bruciati da diplomati di scuole superiore e università.
Diffido, quindi, dell’educazione.
La mia richiesta è: aiutate i vostri allievi a diventare esseri umani. I vostri sforzi non devono mai produrre dei mostri educati, degli psicopatici qualificati, degli Eichmann istruiti. La lettura, la scrittura, l’aritmetica non sono importanti se non servono a rendere i nostri figli più umani».
Comunque rimaniate umani, buon cammino a tutt* sui sentieri di questo nuovo anno scolastico. Mauro
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