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Nello sport più costituzionale di tutti ho imparato, in prima linea, che si può avere paura ma occorre affrontarla insieme agli altri, senza tirarsi indietro, mettendoci non solo la faccia ma anche la testa, il cuore, il fiato, le mani e le gambe. Infatti…
Nello sport più sociale di tutti si gioca in tanti perché c’è bisogno di diversi contributi e punti di vista per raggiungere l’obiettivo… come nell’integrazione.
Nello sport più strano di tutti la palla non è rotonda per cui non bisogna solo saperla lanciare e colpire con la giusta forza, ma occorre soprattutto saperla ricevere… come nell’accoglienza.
Nello sport più collettivo di tutti chi riceve la palla sta più indietro rispetto a chi la porta per osservare la strada che fa chi viene prima di lui e, grazie al suo aiuto, provare a trovare il proprio percorso originale… come nella cooperazione.
Nello sport più educativo di tutti si valorizzano le capacità e le abilità di ciascuno… come nella solidarietà.
Lo sport più progressista di tutti è nato quando qualcuno ha inventato nuove strategie per migliorare il modo tradizionale… come nella ricerca.
Nello sport più combattivo di tutti per proteggere i propri spazi occorre lottare… come per i beni comuni.
Nel rugby, per arrivare alla meta, occorre sudare, scontrarsi, soffrire, sostenersi, stringersi, insieme… come nella vita.

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