Mentre anche nella scuola primaria ormai sembra imperare il dogma dell’On-Line (schede, iscrizioni, registri, richieste, ecc.)… io mi chiedo dove andrà a finire lo spazio ed il tempo per l’ascolto ed il confronto.
Mentre, in poco spazio, mi concedo il tempo per ascoltare qualche politico e qualche giornalista in tv… io mi domando perché il discorso non venga quasi mai portato sull’istruzione pubblica.
Mentre in tv il giornalista di Armani vestito, scordando l’editto bulgaro, gigioneggia rendendosi ancor più indecente del leader che asseconda… io inizio a preoccuparmi.
Mentre la famiglia tradizionale che sta sui Monti sembra essere l’unica benedetta da chi ha protetto molti pedofili… io comincio ad inquietarmi seriamente.
Mentre cinque stelle vogliono oscurare i sindacati ma illuminano i fascisti di Casa Pound… mentre gli ex fascisti adesso si fanno chiamare Moderati… mentre addirittura i Moderati sono in Rivoluzione… mentre la Rivoluzione lascia odore di soffritto… io continuo ad agitarmi davvero.
Mentre il Marco radicale a digiuno si allea con il Francesco del saluto romano… io, attonito, ricordo che domani sarà il 19 gennaio, ripenso a quello del 1969, alla Primavera di Praga e a Jan Palach.
Mentre qualcuno vorrebbe al Quirinale i Draghi, autori della lettera tremenda che ha dettato la cosiddetta agenda politica italiana…. io sento crescere la rabbia.
Mentre i partiti cercano disperatamente, fra varie leggerezze musicali, la canzone giusta per sottolineare la propria campagna elettorale… io mi iutubo Bruce Springsteen che canta Land Of Hope and Dreams per Barack Obama.


Mentre non ritrovo la mia dimensione in Facebook ed esco dopo un giorno e mezzo… io mi fermo ad ascoltare Van Morrison che, potente come al solito, si chiede: “Why must I always explain?” (Perché devo sempre spiegare?) in un disco che si intitola Hymn to the silence (Inno al silenzio), di conseguenza sogno come inno di una improbabile campagna elettorale: Nutopian International Anthem di John Lennon, cioè l’inno di Nutopia, ovvero 6 secondi di assoluto silenzio.
Silenzio anche in ricordo delle parole perse, dimenticate, barattate, svendute.
Silenzio soprattutto per ricordarle, per richiamarle, per riappropriarsene, per attribuir loro il valore che meritano, per costruire un nuovo linguaggio.
Comunque proviate ad ascoltare l’inno di Nutopia, buona lettura dell’articolo allegato di Salvo Intravaia TAGLI ALLA SCUOLA MA AUMENTANO I PROF DI RELIGIONE. Mauro

Tagli alla scuola ma aumentano i prof di religione

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