LE PAROLEgianni rodari

Abbiamo parole per vendere
parole per comprare
parole per fare parole
ma ci servono parole per pensare.
Abbiamo parole per uccidere
parole per dormire
parole per fare solletico
ma ci servono parole per amare.
Abbiamo le macchine
per scrivere le parole
dittafoni magnetofoni
microfoni telefoni.
Abbiamo parole
per far rumore,
parole per parlare non ne abbiamo più.

Gianni Rodari, Il secondo libro delle filastrocche

Quello che è successo oggi a Ferrara è stato raccontato e documentato nell’articolo intitolato: Non ci sono parole pubblicato da Estense.com:
http://www.estense.com/?p=288569
Immagino lo si troverà domani anche sui giornali e non solo su quelli locali.
Un tempo, quando si pensava in un altro modo e di conseguenza si parlava in un altro modo quindi ci si comportava in un altro modo, le parole si cercavano e si trovavano.
Un tempo quello di oggi si sarebbe definito un gravissimo atto di provocazione ed intimidazione fascista.
Senza se e senza ma!
Oggi invece sembra che non ci siano parole.
Forse perché oggi sentiamo che le parole irritano, infastidiscono, pesano, devastano… come se fossero le parole stesse ad essere più irritanti, fastidiose, pesanti, devastanti delle azioni; a volte si arriva addirittura a censurare le parole senza preoccuparsi di condannare le azioni.
Forse vogliamo dimenticare un brutto passato e allora non vorremmo sentire certe parole che gli appartengono.
Oppure c’è qualcosa nel presente che ci spaventa proprio perché ci ricorda quel brutto passato e noi, non riuscendo ad accettare questo fatto, sterilizziamo le parole illudendoci che in questo presente non ci siano aspetti inquietanti.
Forse è una fra le innumerevoli conseguenze di questa pedagogia della paura imperante che mira ad intimidire, a sottomettere, a costringere a lasciare ogni speranza. Forse… ma: Non ci possono non essere le parole!
E allora come al solito in questi casi, da maestro elementare, faccio ricorso al dizionario e alla rete per documentarmi.

PROVOCAZIONE =  Atto diretto a suscitare una reazione irritata o violenta.
INTIMIDAZIONE = Minaccia più o meno aperta rivolta a qualcuno per indurlo a un determinato comportamento.
FASCISTA = estens. Chi interpreta i rapporti sociali come rapporti di forza e quindi con prepotenza e intolleranza.
COISP = Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle forze di Polizia
POTITO SALATTO = eurodeputato del PdL, presente oggi a Ferrara alla manifestazione del COISP.
FRANCO MACCARI = Segretario generale del COISP, presente oggi a Ferrara alla manifestazione dello stesso Coordinamento.
Dopo una7-vincitore-campagna-coisp-2012 attenta ricerca lessicale ed una riflessione su tutte le soste del camper del COISP a Ferrara negli ultimi mesi, sulla scelta dello stesso COISP di tenere il congresso regionale proprio a Ferrara, sugli obiettivi del COISP, sulla proposta del COISP di voler manifestare ogni 20 luglio a Genova in piazza Alimonda in solidarietà con le forze di polizia, sulle reazioni del segretario del COISP e dell’eurodeputato PdL alle richieste del sindaco di Ferrara: Tiziano Tagliani, credo che potrei definire quello che è successo oggi a Ferrara in maniera esplicita, chiara, attenta, colorita, ricercata, eufemistica, politicamente corretta.
Credo però che quello che è successo oggi a Ferrara debba essere definito, oggi come un tempo, come un gravissimo atto di provocazione ed intimidazione fascista.
Comunque condanniate, buona partecipazione. Mauro

illinois-nazisP.S. “Io li odio i nazisti dell’Illinois” diceva Jake (John Belushi) nel film The Blues Brothers prima che Elwood lanciasse la macchina a tutta velocità contro un gruppo di manifestanti nazisti, facendoli saltare giù dal ponte in cui si trovavano per vederli finire dentro il fossato del Castello pardon dentro il fiume sottostante.

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