rocchi4cLo vidi in concerto nel 1978 in un piccolo locale di un altrettanto piccolo paese dell’Appennino bolognese.
La sua non era musica che si potesse classificare e le atmosfere dei suoi primi LP (Viaggio, Volo Magico n° 1, La norma dei cielo, Essenza) erano molto suggestive.
Lo conoscevo dai dischi ed ero curioso di ascoltarlo dal vivo.
Quella sera mi incantò, mi sorprese, mi coinvolse; riuscì addirittura ad improvvisare, non solo la musica ma anche i testi, sull’onda delle sensazioni che provava mentre cantava davanti a noi.
Quel concerto lo ricordo con un piacere particolare perché, oltre ad impressionarmi, fu davvero vitalizzante.
Una vitalità diversa ma ugualmente forte l’ho ritrovata ieri leggendo la lettera che ha pubblicato il 25 maggio scorso sul suo profilo Facebook.
Eccone una sintesi che ho adattato:
Carissime amiche e cari amici, torno su Facebook per aggiornare le mie pagine al mio presente e viceversa…
Sollecitato con calore da più parti, ho iniziato a scrivere “La settima vita”, mia autobiografia ufficiale. …
A fine 2011 feci un’intervista per un quotidiano nazionale che titolava più o meno “Le cinque vite “. Raccontavo di una vita da studente, una seconda da aspirante rock star, una terza da aspirante santo indù, una quarta da aspirante “normale” professionista tra broadcast, media e business immobiliare. La quinta era quella in cui rientravo allora, per una serie di benedette concorrenze tra Amore e Ispirazione, di musicista ritrovato con voglia di concerti ed energia per farli. Poi arrivò la sesta. Una grave malattia degenerativa alle ossa mi faceva di fatto malato terminale pur continuando io di fatto, tra stampelle e bastoni, a fare finta di niente e guidare in su per mari e autostrade a fare i miei concerti.
Eccoci infine alla settima vita. La vivo da 20gg o poco più e tutto è successo in meno di 12 ore. Un crollo vertebrale ha determinato un’invasione del midollo spinale e di fatto ho perso l’uso delle gambe. Ho sentito risalire forte da dentro una risata incontenibile accompagnata dalla domanda: “Ma cazzo, non era sufficiente così? Pure paraplegico ora?”
Adesso, dopo vari accertamenti a tutto campo, il quadro clinico è fissato.
Patologia non reversibile che innesta la perdita d’uso degli arti inferiori sulla patologia ossea degenerativa. Sono ultra fragile, e devo stare praticamente a letto evitando movimenti di ogni genere che potrebbero, nel caso di un’invasione midollare più alta del D11 odierno, pregiudicare anche l’uso degli arti superiori. Non male, vero, per mettere alla prova il buonumore?
Sappiate che il buonumore tiene, la Coscienza pure e il libro è iniziato stamane.
Stavo lavorando a progetti molto interessanti e li sto comunque portando avanti in queste condizioni. …
Eccomi quindi a scrivere e vivere questa settima vita. Sarà probabilmente più difficile lavorare e fare fronte a complessità che non potevo certo prevedere. Anche spese per attrezzare questa settima vita con gli strumenti tecnici che le saranno necessari.
Certi strumenti miei (musicali e non) non saranno invece più necessari per me e a breve vi dirò di cosa mi voglio liberare. Chissà? Forse a qualcuno di voi potrà interessare qualcuna delle mie splendide chitarre, forse a qualcuno piacerà guidare la mia auto, od avere qualche traccia dalle mie vite precedenti. I grandi libri rilegati dove scrivevo i testi delle mie canzoni e disegnavo nei ’70, i dorje tibetani per le puje di liberazione, qualche stravagante memorabilia da puro collezionismo, gli acetati dei miei provini inediti, i nastri magnetici originali, qualche raro libro super esoterico che mi accompagna da sempre, i miei quadri mai esposti.
Io voglio alleggerire il carico, liberarmi di oggetti e tracciati ora davvero superflui e non utili. La settima vita me lo chiede e ho pensato di dirvelo.
A presto carissimi. Hugs to you all.
È partito per il suo ultimo Volo Magico il 18 giugno scorso.
È stato il bassista degli Stormy Six nel 1969 ma è stato anche attore, regista, poeta, conduttore radiofonico, pacifista convinto e, come ha scritto Paolo Vites, “sempre e ovunque alla ricerca della bellezza”.
La sua intensa spiritualità ha sempre contraddistinto il suo essere; alla fine degli anni Settanta quando la sua carriera era ad un punto alto, ha mollato tutto per l’India, il Nepal e per il Movimento Hare Krishna.
Ricordo che in quel periodo alla radio mettevamo, fra le altre, questa canzone:
rocchi1La tua prima luna
Questa è la tua prima luna che vedi / fuori di casa sapendo di non ritornare / Oggi sei uscito e ti sei domandato / ma dove sto andando e che cosa farò. / Sei finito in un prato mangiando una mela / comprata passando dal centro / dove i tuoi amici parlavano ancora / di donne e di moto e tu ti fumavi / la gioia di essere riuscito a fuggire di casa / portandoti dietro soltanto la voglia di non ritornare. / Hai pochi soldi sai bene domani / nessuno ti aiuta se hai voglia di chiedere aiuto / ma in quella prigione dove ti hanno insegnato / ad amare poche persone alla volta non vuoi ritornare. / Vuoi amare più gente vuoi vivere in mezzo alla gente. / E mentre tu dormi su un prato sentendo un po’ freddo / con dentro una voglia di piangere forte / tu vedi passare una macchina verde della polizia / Non ti vedono neanche/ li senti andar via e capisci di colpo / che il loro discorso è diverso dal tuo.
Mi scappa da immaginare che sarebbe stato bello se ieri, fra i testi proposti alla maturità, gli studenti avessero avuto la possibilità di commentare quei versi.
La realtà è un’altra; ma se quelLA REALTÀ NON ESISTEsse e provassimo ad immaginarne un’altra sarebbe già un bel passo verso il cambiamento.
Poco prima del suo ultimo viaggio, stava lavorando ad un progetto intitolato Nulla è andato perso… proveremo a non scordarlo durante le nostre lotte, carissimo Claudio Rocchi.
Che il volo ti sia leggero. Mauro

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