monsnegriIn questi giorni i giornali locali danno grande risalto alle esternazioni di Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara ed importante esponente di Comunione e Liberazione.
Nel descrivere il suo bilancio dei primi 100 giorni infatti il Monsignore ha fatto esplicito riferimento alla frequentazione della piazza antistante la Cattedrale da parte di ragazze e ragazzi,  dichiarando fra l’altro:
“È inutile prendersela con chi non capisce le questioni economiche quando la generazione adulta, e addirittura le istituzioni, consentono a centinaia o migliaia di giovani di bruciare la loro vita, quasi tutte le notti, in enormi sbronze di alcol e droga. Stanno a vedere e, al massimo, intervengono per ridurre le conseguenze negative sul piano dell’estetica della piazza o della vita della città. Non consentirò più, e studieremo i modi, che la piazza della Cattedrale, corpo unico con la Cattedrale stessa, e quindi nella piena disponibilità della Chiesa di Ferrara-Comacchio, possa servire a queste vicende che, come ho già detto altre volte, sono un postribolo a cielo aperto”.
Il Monsignore ha parlato anche di “educazione di tutti a nuove forme di sobrietà e di solidarietà” e di “Nuova Evangelizzazione”.
Scrivere, come ho appena fatto, che il Monsignore ha dichiarato…, ha parlato… è un eufemismo.
Sarebbe forse più corretto scrivere: ha criticato, ha giudicato, ha minacciato; in pratica ha tuonato.
L’uso delle parole non è mai neutro pertanto quando il Monsignore ha definito il ritrovo di ragazze e ragazzi sulla piazza come un “postribolo a cielo aperto” ha scelto di usare parole che evocano immagini forti.
Il vocabolario riporta che: Postribolo viene da pro e stibulum, esposto al pubblico, in vendita. Significa: luogo di prostituzione; così detto dall’usanza delle meretrici di sedersi sull’uscio ad aspettare clienti (ad esempio, le prostitute erano dette anche prostibulae).
cattedraleL’Arcivescovo insomma giudica le ragazze che frequentano la piazza di sera come prostitute ed i ragazzi come… comme on dit en français: “puttanieri“?
Che sia questa la “Nuova Evangelizzazione”? E io che mi ero sorpreso pensando che il nuovo potesse stare anche in un semplicissimo: “Buon appetito” augurato ai fedeli da Papa Francesco.
Cosa farà Monsignor Negri per non consentire più che la piazza della Cattedrale “possa servire a vicende che sono un postribolo a cielo aperto“?
Vieterà l’ingresso nel Centro Storico?
Recinterà il Duomo o lo proteggerà con uno scudo spaziofiscale?
In questo caso, il suo mi è sembrato più l’atteggiamento di un giustiziere che quello di un pastore di anime.
Io sono per il rispetto dei luoghi e delle persone per cui non fatico a comprendere alcune rimostranze dell’Arcivescovo ma la generalizzazione che ha usato risulta essere fastidiosamente offensiva ed intollerante proprio perché rivolta a persone, in particolare a giovani.
Ha fatto bene Massimo Maisto, vicesindaco ed assessore alle politiche giovanili, ad affermare che “Il termine postribolo è assolutamente fuori luogo. È vero, esiste per una minoranza problema di abuso, che noi abbiamo affrontato e continueremo ad affrontare e gli stessi commercianti hanno capito che il divertimento non deve degenerare in altro, ma non bisogna mai generalizzare. Per questo non sono d’accordo con le affermazioni del vescovo anche perché il fatto che il centro storico sia frequentato dai giovani è una cosa positiva. Ferrara è una città ricca di cultura, con l’Università e tanti giovani, una città deserta sarebbe peggio”.
Chissà che Ferrara vorrebbe Mons. Negri? Chissà che centro storico immagina?
M_Presini_30703Me lo chiedevo questa mattina quando, passando per il centro, mi sono fermato davanti all’ingresso dell’Arcivescovado: ho guardato verso l’alto e mi sono accorto che sopra il portone di ingresso c’è uno stemma in cui è riportata la frase: “THOMAS S.R.E. CARD. RUFUS AEDEM HANC EREXIT AN.MDCCXX (che, se non mi sbaglio, significa più o meno: il Cardinale Thomas Rufus eresse questo tempio nel 1720).
Subito, sorridendo dentro ironicamente, ho pensato a quello che scriverò fra poco ma una volta a casa ho provato a documentarmi: Thomas Rufus in realtà era Tommaso Ruffo, figlio di Carlo Ruffo, terzo duca di Bagnara e della sua seconda moglie Andreana Caracciolo.
È vissuto per 90 anni dal 1663 al 1753. Fu nominato cardinale nel 1706 e fu arcivescovo di Ferrara dal 1717 al 1738.
Ritratto_del_cardinale_tommaso_ruffoLeggo sulla rete che: “La sua famiglia, antichissima ed illustrissima fin dai tempi  degli imperatori di Costantinopoli, fu per Signorie di vassalli, per ricchezze e per militare valore così potente da non essere dagli storici del tempo altrimenti ricordata che con l’appellativo di Magna Domus. Feudataria di vasti stati in Calabria ed in Sicilia, e decorata di molti titoli, ascese alle più alte dignità dello Stato e della Chiesa.”
In famiglia infatti ci furono altri cardinali: Antonio Maria, Fabrizio Dionigi e Luigi Scilla.
Tommaso Ruffo, in qualità di arcivescovo di Ferrara curò il rifacimento della cattedrale dedicata a San Giorgio martire e ricostruì il palazzo arcivescovile.
Tommaso Ruffo alias Thomas Rufus, ma guarda un po’.
Stamattina pensavo che Thomas Rufus se lo leggi diversamente diventa Rufus Thomas.
Per chi non lo conosce, il grande Rufus Thomas è stato un cantante grandioso che ha incarnato alla perfezione l’anima musicale di Memphis: dal vaudeville al rhythm & blues, dal soul al funky. Purtroppo scomparso nel 2001, ha lasciato moltissimi successi: Do the funky chicken, Walking the dog, Breakdown, The Memphis Train, Willy Nilly, ecc.
rufus-thomasLo vidi, anni fa, in concerto a Porretta e fu, come sempre, un generosissimo dispensatore di energia e di divertimento.
Il Comune di Porretta Terme, grazie all’energia dell’infaticabile Graziano Uliani, gli ha anche dedicato il parco cittadino, luogo dove si tengono i concerti di uno straordinario festival di Soul Music che attira appassionati da tutta Europa e che quest’anno è arrivato alla 26° edizione (info: http://www.porrettasoul.it/).
1011884L’ultimo disco di Rufus Thomas si intitola: “That woman is poison” (Quella donna è veleno).
Sul significato di questo titolo, e forse solo su questo, immagino che potrebbe essere d’accordo anche il vescovo Negri ma io immagino, fantasticando fra me e me, che se il palazzo dell’Arcivescovado fosse stato costruito non dal Thomas Rufus, arcivescovo cardinale e nobile napoletano, ma dal Rufus Thomas che dico io, credo che Ferrara avrebbe respirato un’altra aria e sarebbe diventata una città meno nebbiosa, più colorata e sicuramente più funky.
E chi dice che una piazza in cui si dispensi energia e divertimento non potrebbe essere un luogo giusto in cui costruire nuove forme di solidarietà?
Ascoltare per Credere.

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