Bart-Simpson_SpendingReviewIn questi giorni il ministro dell’Economia Saccomanni, dovrebbe illustrare alle Camere le linee della politica economica del governo.
Non immagino sorprese pertanto, preoccupatissimo, intravedo dietro l’angolo del problema la soluzione che probabilmente ci verrà imposta entro agosto.
Da dove verranno presi i soldi per tentare di risolvere qualcuno dei diversi problemi se finora le possibili soluzioni si sono rimandate o boicottate?
Quale settore si farà carico degli ulteriori sacrifici se non si parla di una seria lotta all’evasione e all’elusione fiscale, se non c’è l’intenzione di mettere una tassa sui grandi patrimoni, se si rinvia il pagamento dell’Imu, se si rimanda l’aumento dell’Iva e soprattutto se non si è deciso di sospendere il programma di acquisto dei cacciabombardieri F35?
Temo che la risposta stia soffiando nel vento delle “larghe intese” e il suo nome ho paura che sia: riduzione della spesa pubblica (o come si dice quando si vuol dare ad intendere di fare una cosa giusta e necessaria: “spending review“).
Vauro_SpendingPerché siamo in estate che, oltre ad essere periodo di saldi e soldi, è anche la stagione preferita da certi politici per far ridurre ai cittadini il giro vita in modo da costringerli ad una linea che consenta di far belle figure in costume soprattutto sui lidi tedeschi.
Io invece penso che quello di  prendere in giro la vita sempre delle stesse persone per stritolarle sia davvero un malcostume, che si usino lacci o lacciuoli, pitoni e pitonesse.
Infatti quando si parla di ridurre la spesa pubblica chi paga sono soprattutto le persone che hanno già abbondantemente pagato per una crisi che non hanno generato.
Inoltre quando si parla di ridurre la spesa chi ne fa le spese è soprattutto la scuola pubblica.
Eppure la scuola ha pagato in maniera drammatica in questi anni: oltre 8 miliardi di finanziamenti in meno, oltre 130mila unità di personale in meno, tempo scuola ridotto, materie tagliuzzate, integrazione scolastica a rischio, meno autonomia, organi collegiali in discussione e richieste di contributi alle famiglie sempre più consistenti.
Quindi gli ambiti della scuola in cui tagliare ulteriormente, come suggerisce Reginaldo Palermo su La Tecnica della Scuola, si riducono ai seguenti:
– riduzione del personale ATA (bidelli e assistenti amministrativi);
– riduzione degli insegnanti su posto di sostegno;
– riduzione degli incarichi a collaboratori del dirigente scolastico;
– riduzione del personale distaccato per l’autonomia;
– riduzione del personale per le scuole italiane all’estero.
La fantasia di certi sostenitori dellascuola azienda però è incontenibile pertanto potrei anche sbagliarmi per difetto.
Occorrerà prepararsi a resistere anche pensando a strumenti creativi.
jpg_2209958Fra questi non intendo l’attraversamento fisico della barriera discriminatoria spazio temporale già adottato da Renzo Bossi che, dopo tre maturità non superate, nel luglio 2009 a 21 anni, ha ottenuto il diploma da privatista al Liceo Scientifico (voto 69/100) e subito l’anno dopo, il 29 settembre, è riuscito ad ottenere una laurea triennale in Gestione Aziendale dall’Università Kristal di Tirana. Incredibile: una laurea triennale in un anno solo. Potenza della kriptonite o dell’acqua che scende dal Monviso ma il fatto che gli siano stati comprati 20 esami è un dettaglio, che purtroppo questa laurea albanese non fosse valida in Italia un problema, che il tesoriere della Lega si sia rivolto un’università privata londinese per farne riconoscere almeno 17 una soluzione, che il tutto sia stato pagato con soldi pubblici una realtà, che la Lega continui ad essere arrogante ed offensiva un’indecenza!
Intendevo naturalmente altri strumenti creativi di resistenza dove per “creativi” intendo “non comuni,  sorprendenti” ma che raccontino la realtà e la prospettiva di una scuola pubblica intesa come luogo dei saperi, delle relazioni, delle differenze, delle solidarietà e della cittadinanza attiva dove sono indispensabili investimenti economici e culturali.
Io spero di commettere uno sbaglio ma sospettando ulteriori salassi, immagino già la corrente trasversale dei Realisti più del re iniziare ad escogitare stratagemmi al limite della costituzionalità, poiché con un budget ridotto, pur di poter attirare nuovi utenti nel proprio punto di erogazione del servizio, hanno bisogno di centrare il target per mantenere una governance efficace.
Che tristezza quando anche a scuola ci si ritrova ad ascoltare le parole del vocabolario aziendale.
È triste per lo stravolgimento in sé ma anche perché la difesa e la valorizzazione del mondo della scuola pubblica partono proprio dal raccontare, dal definire, dal dare parola attraverso l’uso di un vocabolario specifico della propria realtà quotidiana.
Non ci potrà essere vero e continuativo coinvolgimento dei cittadini nelle lotte a favore dell’istruzione pubblica senza che questa sia accompagnata dalle parole giuste.
Perché il progetto di un futuro diverso passa necessariamente attraverso l’immaginazione, il pensiero e la parola…
Io credo che lo abbia capito bene Michele che ha 8 anni, quando dopo che in classe avevo proposto di immaginare ed inventare un paese fantastico, ha pensato alla Città delle Nuvole e ha scritto…
Nella città delle nuvole è tutto sospeso in aria.
Le case hanno le fondamenta nelle nuvole.
Per andare da una casa all’altra ci sono gli arcobaleni.
La gente per muoversi usa delle piccole nuvole, che si spostano con il vento, grazie ad una piccola vela.
Questa città non appartiene a nessuna nazione, perché spinta dal vento si sposta sempre.
Gli abitanti sono felici perché  hanno sempre un paesaggio diverso e amici in tutto il mondo.”
Comunque scegliate le parole, buona immaginazione di una nuova resistenza.

Annunci