foto_pabloIo penso positivo ma non vuol dire che non ci vedo. Io penso positivo in quanto credo.
Non credo nelle divise né tanto meno negli abiti sacri che più di una volta furono pronti a benedire massacri, non credo ai fraterni abbracci che si confondon con le catene. Io credo soltanto che fra il male e il bene è più forte il bene“.
Non so se Lorenzo Jovanotti abbia mai fatto una versione spagnola della sua canzone “Penso Positivo” ma il titolo di questo testo non allude ad un brano musicale anche se il riferimento è a qualcosa che suona bene, ad una bella melodia: nuova e coraggiosa.
Piensa en Positivo” (Pensa in Positivo) è infatti un programma televisivo per promuovere l’integrazione sociale e lavorativa delle persone con disabilità condotto, per la prima volta, da un presentatore con Sindrome di Down.
È un investimento culturale che ha deciso di fare La2, il secondo canale delle televisione pubblica spagnola.
Secondo le anticipazioni pubblicate da Vertele, sito di informazione specializzata sul mondo della tv, prevede 12 trasmissioni da 30 minuti, in ciascuna delle quali si racconteranno tre storie di integrazione e superamento dello svantaggio. Le telecamere seguiranno i protagonisti in una loro giornata tipo, e mostreranno le loro attività abituali nel lavoro insieme a dettagli della loro vita personale.
Pablo+Pineda+Antonio+Naharro+Yo+Tambien+Premiere+_jQWGbeJBiZlIl presentatore è Pablo Pineda, malagheno di 34 anni, famoso in Spagna per essere stato il primo laureato dell’Unione Europea con sindrome di Down e per la sua interpretazione nel film Yo También, premiata con la Concha de Plata (la Conchiglia d’Argento) al miglior attore nell’edizione 2009 del festival Internazionale del Cinema di San Sebastián.
(Consiglio vivamente la visione di “Yo tambien/Anche io” anche se da quel che mi risulta non è ancora uscito il DVD con la versione italiana).
Laureato in psicopedagogia, Pablo Pineda partecipa anche a conferenze in varie università e centri formativi, in Spagna e all’estero. “Nel programma”, spiega Vertele, “non solo farà da filo conduttore ma parlerà anche dal punto di vista della sua esperienza. E mostrerà ai telespettatori diversi strumenti e oggetti che si sono introdotti per facilitare l’integrazione nel lavoro: dalle sale sensoriali a quelle con pittogrammi per autisti”.
Piensa en Positivo” dovrebbe andare in onda ogni sabato mattina a partire dal 21 settembre.
È molto importante che ci sia un programma come questo che scommetta sull’integrazione nel mondo sociale e lavorativo delle persone con disabilità, soprattutto con la crisi attuale” ha dichiarato Pineda che è un simbolo dell’integrazione.
Pablo-PinedaQuando nel 2009 fu invitato a dare una lezione all’Università di Cordova dichiarò: “Ovvio che mi piacerebbe insegnare. Per questo ho studiato magistero e per questo mi mancano quattro esami per finire psicopedagogia. Però so che se finisco a fare il maestro sarà “brutale” per la società (nell’originale spagnolo: “Será bestial para la sociedad si acabo de maestro”). Le famiglie continuano ad aver paura delle persone con Sindrome Down, paura che diventino maestri, paura che diventino il fidanzato o la fidanzata dei loro figli. Io però sono stanco di essere considerato l’eterno alunno, l’eterno bambino, ora tocca a me insegnare”.
Non so se Lorenzo Jovanotti abbia mai fatto una versione spagnola della sua canzone “Penso Positivo” ma “Piensa en Positivo” è una bella musica suonata da un’orchestra che, per andare dove deve andare, sa molto bene per dove deve andare.

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