tagliscuolaLa Camera dei Deputati ha approvato proprio ieri il Decreto Istruzione con 195 voti favorevoli, 78 astenuti e 7 contrari.
Ora questo provvedimento dovrà essere approvato dal Senato entro l’11 novembre.

Il primo dato che colpisce non è relativo all’approvazione ma alle presenze in Aula: infatti i deputati assenti superavano di gran lunga i deputati presenti: 349 contro 280. 
Questa non è una bella cosa.
Leggo che nel DL sono previsti un piano triennale per l’assunzione a tempo indeterminato del personale della scuola, la rideterminazione della dotazione organica dei docenti di sostegno, un bonus maturità, interventi sul personale scolastico, sui dirigenti e sui libri di testo, misure a favore del welfare studentesco (borse per trasporti e mensa, accesso al wireless a scuola), la lotta alla dispersione scolastica, la formazione dei docenti, il rilancio dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica, indicazione sulla salute a scuola e sull’orientamento degli studenti; inoltre è prevista un’ora in più di geografia generale ed economica negli istituti tecnici e professionali al biennio iniziale e lo studio dei primi rudimenti della lingua inglese già nella scuola dell’infanzia.
carrozza_pag-281x300Il Ministro Maria Chiara Carrozza ha dichiarato entusiasticamente: «Dopo anni di tanti tagli finalmente si ricomincia a investire e c’è una forte spinta da parte del Parlamento perché si investa di più. Ci sono stati un po’ di problemi sulle coperture anche con visioni diverse, ma in generale quello che è stato chiesto è un maggiore investimento nella scuola, quindi non c’era di principio una contrarietà a quello che si proponeva in questo decreto, ma la voglia di fare di più».
Sto ancora cercando la stesura finale e completa del Decreto per leggerla con attenzione ma ricordo che nella versione iniziale erano presenti alcuni articoli preoccupanti.
Ad esempio sembra che non saranno più obbligatori i corsi di formazione e di aggiornamento per il personale scolastico delle aree in cui i risultati dei test Invalsi sono stati meno soddisfacenti.
E questa mi sembra una bella cosa.
Ma sembra anche che sia stata eliminata la norma in base alla quale nell’ambito dei programmi di formazione dei docenti scolastici era prevista un’apposita preparazione per l’insegnamento ad alunni con bisogni educativi speciali.
E questa non mi sembra una bella cosa.
Mi preoccupa che siano stati sollevati rilievi per quanto riguarda la copertura finanziaria.
Quando ci sono tentativi di intervento nel settore dell’istruzione, li si condizionano spesso usando le solite formule che limitano pesantemente la possibilità di investire seriamente: “Compatibilmente con le risorse disponibili” o “Non dovranno derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica” oppure “Nel limite delle risorse disponibili a legislazione vigente per salvaguardare le economie già computate” e ancora “Le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili alla legislazione vigente”.
E anche questa non è una bella cosa.
E allora viene da chiedersi: se il Decreto Istruzione è stato approvato alla Camera dal 31% circa dei deputati, su un totale dei presenti corrispondente al 44,4%, quanti senatori, sui 315 totali, saranno sicuramente assenti durante la discussione in Senato?
Mi piace invece che alla Camera sia passato un emendamento di SEL, raccolto da una proposta dell’associazione antimafie daSud supportata da numerosi movimenti studenteschi. 
La deputata di Sel on. Celeste Costantino, firmataria dell’emendamento approvato, ha detto:
CELESTE-COSTANTINO-e1360339092254«Con un emendamento al DL Istruzione abbiamo chiesto e ottenuto un intervento sulle somme confiscate alle mafie, prevedendo che il 3% di queste sia destinato al finanziamento di nuove borse di studio.
L’approvazione alla Camera rappresenta una grande vittoria per l’antimafia, e tiene insieme due punti qualificanti dell’azione politica: il contrasto ai clan e il diritto allo studio.
Abbiamo raccolto la proposta elaborata dall’associazione antimafie daSud, condivisa e supportata da tanti movimenti studenteschi, e fatto in modo che fosse approvata.
Anche così dimostriamo un binomio inscindibile: non ci può essere antimafia senza formazione, né formazione senza antimafia…
Attualmente tutte le somme confiscate alle mafie sono destinate al fondo unico della Giustizia, che a luglio 2013 disponeva di 947 milioni di euro, di cui 72,7 milioni di euro da versare al Ministero dell’Interno. Con il nostro emendamento il 3% di questi fondi saranno destinati al diritto allo studio, in modo da cancellare una volta per tutte la figura vergognosa dell’idoneo non beneficiario.
Il denaro servirà al finanziamento dei servizi per gli studenti: contributi affitto, mense, mobilità oltre a diventare nuove borse di studio.
Vigileremo affinché il Senato confermi la decisione dell’aula di Montecitorio. Stiamo inoltre depositando una proposta di legge, conclude l’on. Costantino, per destinare anche gli immobili, confiscati alle mafie, agli enti regionali per il diritto allo studio: potrebbero diventare residenze per gli studenti fuorisede, open space per attività universitarie e accademie specializzate».

SE Le somme confiscate alle mafie andranno davvero alle nuove borse di studio si potrà parlare sia di investimento economico che di investimento culturale.
E questa sarebbe proprio una bella cosa.

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