v3_u8_mandelaPer sostenere i giocatori della squadra Sudafricana di rugby prima del campionato del mondo del 1995, Nelson Mandela lesse loro questo brano tratto da un discorso che il presidente americano Theodore Roosevelt tenne, nel 1910, in occasione di una visita all’Università della Sorbona a Parigi.
Non è il critico che conta, né l’individuo che indica come l’uomo forte inciampi, o come avrebbe potuto compiere meglio un’azione. 
L’onore spetta all’uomo che realmente sta nell’arena, il cui viso è segnato dalla polvere, dal sudore, dal sangue; a colui che lotta con coraggio; che sbaglia ripetutamente, perché non c’è tentativo senza errori e manchevolezze; ma che combatte davvero per raggiungere un obiettivo; che conosce davvero l’entusiasmo, la dedizione, e si spende per una giusta causa; che, nella migliore delle ipotesi, conosce alla fine il trionfo delle grandi conquiste e, nella peggiore, se fallisce, almeno cade sapendo di aver osato abbastanza.
Per questo il suo posto non sarà mai accanto a quelle anime timide che non conoscono né la vittoria né la sconfitta».

Il filmato seguente, che ripercorre la storia della scommessa politico-sportiva compiuta da Nelson Mandela, vale la pena di essere visto non solo dagli appassionati di rugby ma anche dalle persone “appassionate” perché mostra come i giocatori, i sostenitori, i cittadini siano riusciti ad interpretare alla lettera quelle parole, superando le contraddizioni e le differenze, per farle diventare proprie.

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