Italia-sottosopraC’è un solo modo per svelare l’anima di chi governa una comunità: osservare come tratta i bambini e gli insegnanti.”
Nelson Mandela

Dei modi arroganti, presuntuosi e spudorati con i quali si trattano gli insegnanti ho scritto e parlato più volte; per quanto riguarda i bambini basterebbe leggere anche solo la sintesi del quarto Atlante dell’Infanzia pubblicato recentemente da Save the Children per concludere che l’Italia, giocando con la frase di Mandela ed il titolo di una vecchia canzone di Riccardo Cocciante, è “Bella senz’anima”.
Ma visto che la frase di Mandela non si riferisce al paese ma alle persone che governano una comunità, mi sono convinto a togliere quel “bella” (che stona davvero) per lasciare un secco: “Senz’anima” a chi ha responsabilità di governo e a chi ce l’ha nell’ambito dell’istruzione.
Save the Children è la più grande organizzazione internazionale indipendente che lavora per migliorare la vita dei bambini e per la piena attuazione dei loro diritti in Italia e nel mondo.
Il rapporto “L’Italia sottosopra. I bambini e la crisi” propone una rassegna delle principali difficoltà vissute dai minori in un paese sempre meno in grado di garantire adeguatamente i loro diritti. Attraverso dati, ricostruzioni, esempi, mappe, l’Atlante restituisce l’immagine di un paese in cui vive oltre un milione di minori in povertà assoluta, in contesti segnati da disagio abitativo, alti livelli di dispersione scolastica, disoccupazione giovanile alle stelle.
Questa l’introduzione di Valerio Neri, Direttore generale di Save The Children Italia
SaveTheChildrenDei quattro Atlanti che abbiamo realizzato dal 2010 ad oggi, questo è di gran lunga il più amaro.
Le pagine che seguono mostrano come la crisi si stia chiudendo a tenaglia sui diritti dei minori: da una parte il disagio di famiglie impoverite, spesso costrette a ridurre i consumi per arrivare a fine mese soprattutto quando a casa ci sono dei bambini, dall’altra il momento di grave difficoltà che attraversa il Paese, tra conti pubblici in disordine, crisi del welfare, tagli dei fondi all’infanzia, progetti che chiudono.
In mezzo ci sono loro, bambini e adolescenti: oltre un milione di minori in povertà assoluta, in contesti segnati da disagio abitativo, disoccupazione giovanile alle stelle, alti livelli di dispersione scolastica, lavoro minorile e crescenti diseguaglianze.
Oltre a mostrare gli effetti della crisi sui minori, il nuovo Atlante di Save the Children cerca di esplorarne le cause con l’aiuto delle mappe e della letteratura scientifica.
Uno dei dati che emerge con forza quasi in ogni più disparati: epidemiologi, pediatri, economisti, educatori, operatori sociali, sociologi – è rappresentato dal fattore di rischio determinato dalle povertà educative.
Bassi livelli di studio e di competenze da parte dei genitori sono, almeno in parte, all’origine di povertà economiche, deprivazioni, condizioni di salute talvolta peggiori, del rischio obesità nei bambini e negli adolescenti, di un ricorso a volte improprio alle strutture ospedaliere, dello stesso fallimento formativo di tanti ragazzi e ragazze che vivono nella trappola delle povertà.
D’altra parte, il dato forse in assoluto più preoccupante è proprio questo: il basso livello di competenze funzionali della popolazione adulta, così come segnalato recentemente da un’indagine dell’Ocse. Mediamente noi italiani e italiane che mettiamo al mondo, alleviamo, educhiamo, legiferiamo, amministriamo, governiamo, tuteliamo, decidiamo anche in nome di circa 10 milioni di minori, mostriamo un livello di analfabetismo funzionale assai più elevato di quello che si rileva negli altri paesi dell’Ocse.
Come ha detto giustamente il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, la recessione dell’Italia non è iniziata “soltanto” 5 anni fa in conseguenza della crisi dei mutui subprime o degli attacchi speculativi all’euro, ma affonda le sue radici nella crisi del capitale umano determinata dal mancato investimento, a tutti livelli, sui beni più preziosi di cui disponiamo: i bambini, la scuola, la conoscenza.
save_children_allarme_infanziaSotto questo aspetto, l’Atlante non offre solo una mappa di ciò che non va, ma mostra bene in controluce ciò che si può e si deve fare per rimettere a posto le cose.
Un patrimonio di conoscenze, esperienze, saperi, pratiche anche molto diverse tra loro, ma tutte centrate sulla promozione della salute e dei diritti dei bambini, che, se integrate e sostenute adeguatamente, potrebbero davvero contribuire a fare ripartire il paese, regalandogli una ripresa solida e duratura.
Due anni fa l’Atlante si era soffermato sul passato, l’anno scorso ha guardato al futuro, questa volta mette a fuoco il presente.
A differenza di quanto scriveva Flaubert “il futuro ci tormenta, il passato ci trattiene, ecco perché il presente ci sfugge”, l’analisi ad altezza di bambino del passato, del futuro e del presente ci dice una cosa sola: che non c’è più tempo da perdere.
Ora è il momento di agire, tutti insieme, per salvaguardare e promuovere il capitale del nostro paese. Save the Children lo sta facendo e lo farà.
La versione integrale dell’Atlante è scaricabile dal sito di Save the children
Nonostante tutto, tenendo presenti sia Nelson Mandela con quel che ha affermato a proposito dell’anima di chi governa, che Pablo Neruda quando diceva che: “Ridere è il linguaggio dell’anima”, che l’assenza di un’anima in chi ha governato la scuola negli ultimi anni, sento il bisogno di nominarla in questo testo…
Non fosse altro che per rendere omaggio a Sam & Dave: due grandi della “musica dell’anima” (Soul Music), interpreti originali del classico “Soul Man”…
Perché credo ci sia un bisogno assoluto di “ascoltare una buona orchestra composta da ottimi musicisti che, suonando strumenti accordati alla perfezione, ci proponga finalmente una musica sana, fatta di note appassionate e sincere. Solo allora ci si potrebbe sentire coinvolti ed eventualmente partecipare alla danza”.

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