peppino_impastatoSe si insegnasse la bellezza alla gente la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà.
All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre.
È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.
Queste parole sono di Peppino Impastato, un ragazzo che ha dedicato la propria vita all’impegno per la verità e contro la mafia.
Il prossimo 5 gennaio avrebbe festeggiato il suo sessantaseiesimo compleanno ma Cosa Nostra lo ha ammazzato il 9 maggio del 1978 quando aveva 30 anni.
Per il suo omicidio è stato condannato all’ergastolo, come mandante, il boss Tano Badalamenti, morto nel 2004.
Il suo nome torna prepotente in questo periodo di dilagante indifferenza perché Alessandro Forte, Matteo Maragnano e Stefano Ottone, imprenditori responsabili della Glassing (un marchio di occhiali da sole), hanno scelto di usare nella pubblicità televisiva l’esortazione di Peppino Impastato.
Di seguito lo spot in cui l’attore Paolo Grassi recita i versi di Peppino.


Questo invece uno spezzone del film “I Cento Passi” di Marco Tullio Giordana in cui Luigi Lo Cascio, che interpreta Peppino Impastato, fa riferimento ai versi sulla bellezza.

Il presidente del Centro di documentazione siciliano Peppino Impastato (Csd), Umberto Santino, ha chiesto che sia ritirato lo spot e ha dichiarato: “Lo spot è stato messo in onda senza aver avvertito i familiari, i compagni di militanza di Peppino, noi del Csd che abbiamo avuto un ruolo decisivo nel salvare la memoria di Peppino Impastato, ritenuto un terrorista-suicida dagli investigatori, dai magistrati, dai giornalisti, con poche eccezioni, e nell’ottenere giustizia, con le condanne dei mandanti dell’assassinio e con la relazione della Commissione parlamentare antimafia sul depistaggio delle indagini.
Invitiamo inoltre la stampa a fare riferimento, non solo all’icona cinematografica, che pure è servita a far conoscere Peppino a milioni di persone, ma soprattutto al Peppino Impastato storico, e all’unicità della sua figura nella lunga storia delle lotte contro la mafia“.
Ivan Vadori, regista de “La Voce di Impastato”, ha proposto questa petizione che vi invito a firmare:
http://www.change.org/it/petizioni/ritirate-lo-spot-glassing-con-i-versi-sulla-bellezza-di-peppino-impastato?share_id=EUbfHnRLtk&utm_campaign=signature_receipt&utm_medium=email&utm_source=share_petition
La bellezza a cui pensava Peppino era fatta di spontaneità e non di marketing“, dice il fratello Giovanni Impastato. “Era impegno civile e non mercificazione. Per questo la famiglia Impastato ha deciso di donare la casa di Peppino alla società civile, quella casa è oggi patrimonio di tutti. Peppino è di tutti, nessuno può appropriarsi del suo nome”.
Anche la famiglia si è avvalsa della tutela legale dell’avvocato Gervasi per chiedere l’oscuramento di tale video.
Non è importante quello che vedi ma come lo vedi” recita lo spot della Glassing.
Io dico che per vedere bene, piuttosto che mettere quegli occhiali da sole, c’è bisogno di indossare degli “occhiali da soul“.
Per approfondire:
http://www.peppinoimpastato.com/
http://www.casamemoria.it/
http://www.associazioneradioaut.org/
Per ascoltare la voce e lo stile di Peppino Impastato:

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