Aldro1938/1939: “Statemi a sentire: chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente. Fuori di casa mia!”
(Da “Vita di Galileo” di Bertold Brecht)
25 settembre 2005: … L’abbiamo bastonato di brutto. Adesso è svenuto, non so… È mezzo morto
(Telefonata ricevuta dalla centrale operativa della polizia di Ferrara).
2 gennaio 2006: “Scrivo la storia di quel che è successo a Federico, mio figlio“.
(Dal Blog di Patrizia Moretti).
12 marzo 2006: Come cittadino vorrei una verità limpida, pulita che crei accordi e stemperi angoscia e conflittualità.
Come mamma e genitore vorrei un mondo in cui le mie/nostre/i figlie/i potessero fidarsi degli adulti e credere nelle istituzioni che ci rappresentano e aiutano.

Come insegnante vorrei che i valori che mi ostino a comunicare avessero una valenza esistenziale effettiva nell’educazione e crescita sociale e sentimentale dei miei ragazzi ma anche una corrispondenza nelle istituzioni e nei luoghi del mondo adulto con il quale devono confrontarsi e del quale faranno parte.”
(Dalla lettera che Gianna Perinasso, collega ma soprattutto cara amica, ha inviato alle redazioni dei giornali locali).

federico-aldrovandi-facebook15 marzo 2006: iscrizione nel registro degli indagati per omicidio colposo di Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani e Luca Pollastri: agenti di polizia che, domenica 25 settembre 2005, intervennero nella zona dell’Ippodromo di Ferrara per tentare di “calmare” un ragazzo di 18 anni.
Il ragazzo che uccisero si chiamava: Federico Aldrovandi.
6 aprile 2006: i quattro agenti ricevono un avviso di garanzia.
10 gennaio 2007: i poliziotti sono rinviati a giudizio per “aver ecceduto i limiti dell’adempimento di un dovere, per aver procrastinato la violenza anche dopo aver vinto la resistenza del giovane e per aver ritardato l’intervento dell’ambulanza“.
19 giugno 2009: il pubblico ministero pronuncia una requisitoria in cui chiede 3 anni e 8 mesi per i poliziotti implicati.

6 luglio 2009: Il tuo, era, e doveva essere, il più semplice degli interventi che una Forza di Polizia può affrontare e risolvere. Quella mattina potevi essere chiunque, il figlio di chiunque, la persona più onesta o disonesta di questo mondo. Quando ci si trova di fronte una persona nelle condizioni in cui ti hanno descritto, la prima cosa da fare è chiamare un’autoambulanza con medico al seguito.
Nel frattempo si prova a dialogare con chi ti sta di fronte per cercare di calmarlo, di tranquillizzarlo. Se poi è violento o diventa violento ci si allontana, ci si chiude in macchina chiedendo dei rinforzi.
Una volta arrivato il medico, con questi si concorda su come intervenire.
Di solito si immobilizza il soggetto ed il medico pratica un’iniezione con del calmante”
.

(Dalla lettera che Nicola Solito, ispettore di Polizia di Ferrara, ha indirizzato a Federico Aldrovandi ed ha consegnato a Stefano, suo fratello, prima della sentenza).
6 luglio 2009: il giudice del tribunale di Ferrara condanna per omicidio colposo a 3 anni e 6 mesi di reclusione i quattro agenti indagati, riconoscendo l’eccesso colposo.
anne-marie-tsagueu-con-in-coniugi-aldrovandi-e13166277142355 marzo 2010: gli agenti di polizia Paolo Marino, Marcello Bulgarelli e Marco Pirani vengono condannati per aver depistato le indagini.
10 giugno 2011: la Corte d’Appello di Bologna conferma la pena sancita in primo grado dal tribunale di Ferrara, respingendo totalmente le tesi della difesa.
21 settembre 2011: il Sindaco di Ferrara Tiziano Tagliani consegna il “Premio Cittadinanza Responsabile” ad Annie Marie Tsagueu, ragazza camerunense residente in via Ippodromo, l’unica ad aver riferito di aver sentito grida di aiuto e conati di vomito e di aver visto due agenti di polizia picchiare selvaggiamente Federico Aldrovandi.
21 giugno 2012: la Corte di Cassazione rende definitiva la condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione. I poliziotti però beneficiano dell’indulto che cancella 3 anni di carcerazione.
éStatoMortoUnRagazzo29 gennaio 2013: il Tribunale di Sorveglianza di Bologna decreta il carcere per la pena residua di 6 mesi nei confronti degli agenti di polizia.
18 marzo 2013: Monica Segatto viene scarcerata dopo un mese di detenzione e ammessa al regime degli arresti domiciliari sulla base del decreto Severino, il cosiddetto “svuota carceri“.
27 marzo 2013: il COISP (COordinamento per l’Indipendenza Sindacale della Polizia) organizza una manifestazione di solidarietà verso gli agenti condannati, proprio sotto le finestre dell’ufficio della madre di Federico.
Fine gennaio 2014: i quattro agenti condannati per l’omicidio di Federico Aldrovandi tornano a servire lo Stato.
13 febbraio 2014: “La verità la sa solo Federico. La sentenza di un giudice ambisce e spera di assomigliarle.” (Dal film “È stato morto un ragazzo” di Filippo Vendemmiati che sarà proiettato alle ore 18 presso la Sala dell’Imbarcadero del Castello Estense di Ferrara.
15 febbraio 2014: L’Associazione “Federico Aldrovandi” promuove una MANIFESTAZIONE NAZIONALE per chiedere:

– la destituzione dei 4 poliziotti condannati (per omicidio colposo) per la morte di Federico Aldrovandi;
– la democratizzazione delle forze dell’ordine;
– l’introduzione del numero identificativo per gli appartenenti alle forze dell’ordine;
– l’introduzione del reato di tortura.
Il concentramento è alle ore 14 in via Ippodromo. Partenza prevista per le ore 15.
Percorso: via Ippodromo – via Bologna – via Kennedy – Piazza Travaglio – Porta Reno – Corso Martiri – Largo Castello – Ercole d’Este – Prefettura
Comunque ricordiate di chiamare la verità con il proprio nome, ci vediamo sabato prossimo in via Ippodromo a Ferrara. Mauro

VauroAldrovandi

P.S. Per chi arriva a Ferrara in treno
Dal piazzale della Stazione di Ferrara autobus 4c (circolare, direzione “stazione“) e dal piazzale opposto la Stazione autobus 11 (a/b direzione “Chiesuol del Fosso/Ospedale San Giorgio”) con fermata in Via Bologna Ippodromo (biglietti acquistabili nel punto Tper in Stazione, all’edicola della Stazione, o a bordo con leggero sovrapprezzo). A piedi circa 30/45 minuti.

Per il ritorno da Ercole d’Este a piedi via Corso Biagio Rossetti/Corso Porta Po in circa 20 minuti, oppure autobus 3c (circolare direzione “Stazione“) da Corso Porta Mare e autobus 9 (direzione “Stazione”) e 11 (a/b direzione “Santa Maria Maddalena/Via Vallelunga”) da Viale Cavour.
Per chi arriva a Ferrara in auto
Dall’uscita Ferrara SUD consigliamo il parcheggio presso il parcheggio gratuito EX MOF ovvero nel parcheggio a pagamento Centro Storico (euro 0,80 l’ora; massimo euro 3,20) ambedue con ingresso in via Darsena e segnalati dalla cartellonistica su Via Bologna. Dai parcheggi Ex MOF/Centro Storico a Via Ippodromo a piedi in circa 20/10 minuti. Da ex MOF autobus 8 (direzione Rivana) da Via Ripagrande Piangipane e fermata in via Goretti Ippodromo (attraversando l’ippodromo dall’interno) o via Del Campo Poletti.

Ritorno da Ercole d’Este a piedi in circa 25/15 minuti, autobus 3c da Corso Biagio Rossetti sino a Piazzale Kennedy.
Dall’uscita Ferrara NORD consigliamo il parcheggio a pagamento Diamanti (per un’ora euro 0,50; tutto il giorno euro 2,00) a pochi passi da Via Ercole d’Este e comodo per il rientro. In alternativa i parcheggi Ex MOF e Centro Storico (vedi sopra). Dal parcheggio Diamanti linea 3c (biglietti disponibili anche a bordo) da Corso Biagio Rossetti direzione “Stazione”, fermata in Via Bologna Ippodromo.
Ritorno da Ercole d’Este a piedi in 5 minuti.
INFO: http://www.federicoaldrovandi.it

Massimo Bubola in “Quante volte si può morire e vivere

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