FreirePaulo“L’educatore dovrebbe essere umile, riconoscendo i suoi limiti ma anche le sue possibilità e potenzialità; coerente, mettendo per primo in pratica quanto va chiedendo alle persone educate; pazientemente impaziente, rispettando i tempi dell’educando ma sollecitandolo anche a fare le scelte necessarie in tempi utili.
Dovrebbe infine avere il coraggio di amare. Non si può, infatti, educare senza questa capacità di dedicare il proprio tempo e le proprie energie al servizio degli altri”.
(Paulo Freire)
Nell’ambito dell’iniziativa: “VIAGGIO NELLA COMUNITÀ DEI SAPERI – ISTRUZIONE E DEMOCRAZIA”, organizzati dall’Istituto Gramsci e dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara, venerdì 14 febbraio 2014 dalle ore 17 alle ore 19, presso la Sala Agnelli della Biblioteca Ariostea di Ferrara si terrà l’incontro:
43090PAULO FREIRE, LA PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA PER UNA CITTADINANZA ATTIVA
Il sottoscritto introdurrà Nadia Bonora, maestra e docente di Pedagogia interculturale dell’Università di Bologna.

Paulo Freire (Recife 1921 – San Paolo 1997), pedagogista “della speranza e della libertà”, ideatore e promotore del programma di alfabetizzazione della classe lavoratrice brasiliana e cilena che abitava nelle “favelas”, è considerato tra i più innovativi educatori del ventesimo secolo.

Il suo metodo si fonda sul dialogo e sull’impegno sociale.
Quest’ultimo si concretizza nell’aiutare gli oppressi a sviluppare la percezione della realtà in cui vivono e a prendere coscienza della propria dignità individuale, al fine di acquisire gli strumenti necessari a realizzare un’indipendenza che non sia solo economica, ma coinvolga tutti gli aspetti della loro esistenza.

Nessuno libera se stesso, nessuno libera l’altro. Ci si libera insieme.
(Paulo Freire)

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