marioIl regalo a Mario Lodi, nel giorno del suo novantaduesimo compleanno, glielo abbiamo scritto e disegnato oggi a scuola.
Un presente che faccio a tutti coloro che stimano Mario Lodi, e anche a chi non lo conosce, è invece una notizia poco conosciuta.
Lo scorso anno al maestro di Vho di Piadena è stato assegnato un riconoscimento particolare, unico, davvero molto speciale.
Ne ha ricevuti molti finora (e sono sicuro che altri ne riceverà): ad esempio la laurea honoris causa a Bologna nel 1989, il Premio Internazionale Lego sempre nel 1989, il titolo di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana nel 2003, il Premio Unicef nel 2006.
Ma, conoscendolo, non credo proprio immaginasse di poter ricevere il Premio Nobel per la Pace.
Per la verità non è lo stesso premio previsto nel testamento di Alfred Nobel, quello insomma che si consegna al municipio di Oslo ma un riconoscimento, altrettanto serio ed importante, che viene dalla gente comune.
La cerimonia è avvenuta nell’auditorium del Centro Scolastico di Sulbiate nel gennaio 2010, al termine della Marcia della Pace partita da Bernareggio, promossa dall’Associazione Interculturale “Mondo a colori” e dal Comitato Pace e Democrazia del Comune sopracitato che si trova vicino a Monza.
Questa la motivazione dell’assegnazione del Premio:
Mario Lodi, maestro, scrittore, pedagogista. La sua vita ha interpretato culturalmente la ricostruzione dell’Italia post-guerra, ne ha segnato i momenti più alti di riflessione sulla pedagogia e il mondo della scuola e dei bambini attraverso un impegno concreto e quotidiano. È proprio nel contatto quotidiano con i bambini, con la loro osservazione partecipe che Mario Lodi ridisegna il valore della scuola, ne cambia aspetti e metodologia. Si deve a questa esperienza e alle successive elaborazioni se anche in Italia si fa strada la consapevolezza che il bambino è portatore di una vera e propria cultura che una società civile deve saper accogliere e rispettare.”
Mario non ha potuto essere presente a quella cerimonia; al suo posto è andato il collega maestro Aldo Pallotti che lo ha ricordato così:
icare“Questo Nobel per la Pace – settore Istruzione – premia un grandissimo amico dei bambini, una delle più importanti figure che in Italia hanno operato e lottato per dare dignità ai bambini ed alla loro cultura.
Inizia nel 1948 la storia di Mario, giovane maestro, che vuole attuare nella scuola italiana, a favore dei bambini, i valori della appena promulgata Costituzione italiana.
Desidera che la scuola e la classe diventino una comunità di persone felici (insegnanti e bambini), con uguali diritti e uguali doveri, che insieme operano per costruire una cultura vera e democratica e per vivere veramente i principi espressi dalla Costituzione.
In particolare, realizzare concretamente nella vita di classe ciò che afferma l’articolo 21: come dare al bambino il diritto e la possibilità di manifestare liberamente con ogni mezzo il proprio pensiero.
Ed è così che nasce il giornale di classe, che è un giornale vero, con le idee dei bambini non manipolate dall’insegnante, un giornale che contiene le loro idee, le loro esperienze, i loro sentimenti, la loro filosofia.
Questa straordinaria intuizione si è poi trasformata nel 1985 in A&B ( Adulti e Bambini che vogliono diventare amici), unico giornale europeo scritto interamente dai bambini, per il quale Mario riceve nel 1989 il prestigioso premio Lego.
Progetta e realizza una nuova scuola basata su una metodologia che ha le caratteristiche tipiche del gioco, lo strumento di conoscenza attraverso il quale il bambino interagisce con il mondo e lo interpreta: gioco che diventa interesse, che diventa scoperta, che diventa ricerca.
Nella nuova scuola, assieme a tante originali tecniche didattiche, Mario valorizza la conoscenza e l’uso, da parte dei bambini, di tutti i linguaggi dell’uomo: l’invenzione di storie e poesie, il teatro, il cinema, la pittura.
In particolare, è estremamente significativa la sua lunga ricerca (sfociata poi in mostre e in un catalogo) sull’arte del bambino, che attraverso l’espressione grafica ci racconta con originalità ciò che sa del mondo, i suoi sentimenti, i suoi sogni…
In questa scuola Mario è maestro di pace: una pace conquistata in un clima sereno in cui vivere bene insieme, nell’aula sentita come una “seconda casa”.
MarioLodiFraseE non si tratta di una pace “predicata” con discorsi moraleggianti e retorici, ma di una pace vissuta insieme, per prima cosa proposta dall’esempio che dà l’insegnante, sempre modello coerente delle proprie affermazioni e dei principi che propone.
Nella “classe seconda casa” si usano la discussione ed il confronto come mezzi per la risoluzione dei conflitti; le regole sono costruite insieme e condivise, nello straordinario processo dell’io che diventa noi.
E in questa comunità che ogni giorno cresce esiste un’attenta, continua valorizzazione delle diversità dei singoli: ognuno è importante per quello che è, per quello che pensa, per ciò che sa fare.
Credere nel bambino come persona e come soggetto culturale, superare la tentazione di sovrapporsi a lui invece di stimolarlo a esprimere le sue idee, a confrontale con quelle degli altri e a sostenerle se reggono alla verifica dei fatti, valorizzare e documentare la sua crescita sul piano affettivo, morale ed intellettuale…
Sono queste le cose che Mario ha sempre insegnato e messo in atto in tutta la sua vita di maestro, di pedagogista e di scrittore.”
Invito, chi sentisse il bisogno di approfondire, a visitare questi link:

Biografia di Mario Lodi
Casa delle Arti e del Gioco
A chi invece non conoscesse la sua umiltà, la delicatezza, la coerenza, la capacità di ascolto, l’attenzione alla creatività e l’incredibile messaggio di speranza che continua a trasmettere con le sue testimonianze, consiglio la lettura di una lettera recente che Mario scrisse all’inizio dell’anno scolastico 2010-2011.
Care maestre e cari maestri,
mi è capitato spesso, in questo periodo, di ricevere lettere o telefonate da qualcuno di voi. La domanda che mi viene rivolta con maggiore insistenza è: “Come facciamo a insegnare, in tempi come questi?”.
I sottintesi alla domanda sono molti: il ritorno del “maestro unico”; classi sempre più affollate; bambini e bambine che provengono da altre culture e lingue e non sanno l’italiano etc.
Anch’io, come voi, soprattutto nei primi anni della mia attività di maestro, mi ponevo interrogativi analoghi.
Ho cominciato ad insegnare subito dopo la guerra. Le classi erano molto numerose. Capitava anche di avere bambini e bambine di età diverse.
ridolfi4_bigForse qualcuno di voi ha la brutta sensazione di lavorare come dopo un conflitto: in mezzo a macerie morali e culturali, a volte causate dal potente di turno – ce n’erano anche quando insegnavo io – che pensa di sistemare tutto con qualche provvedimento d’imperio.
I vecchi contadini delle mie parti dicevano sempre che i potenti sono come la pioggia: se puoi, da essa, cerchi riparo; se no, te la prendi e cerchi di non ammalarti e, magari, di fare in modo che si trasformi in refrigerio e nutrimento per i tuoi fiori.
Il mio augurio è questo: NON SENTITEVI MAI DA SOLE E DA SOLI!
Prima di tutto ci sono i bambini e le bambine, che devono essere nonostante tutto al centro del vostro lavoro e che, vedrete, non finiranno mai di sorprendervi.
Poi ci sono altre e altri che, come voi, si stanno chiedendo in giro per l’Italia quale sia ancora il senso di questo bellissimo mestiere.
Capitò così anche a me, anche a noi.
Cercammo colleghe e colleghi che si ponessero le nostre stesse domande e fu così che incontrammo Giuseppe Tamagnini, Giovanna Legatti, Bruno Ciari e altre e altri con i quali costruimmo il Movimento di Cooperazione Educativa.
Poi ci sono anche i genitori e le zie e i nonni dei vostri alunni e delle vostre alunne, che possono darvi una mano, se saprete, anche insieme a loro, rendere la scuola un luogo accogliente e bello, in cui ciascuno abbia il piacere e la felicità di entrare e restare assieme ad altri.
Non dimenticate che davanti al maestro e alla maestra passa sempre il futuro.
Non solo quello della scuola, ma quello di un intero Paese: che ha alla sua base un testo fondamentale e ricchissimo, la Costituzione, che può essere il vostro primo strumento di lavoro.

Siate orgogliosi dell’importanza del vostro mestiere e pretendete che esso venga riconosciuto per quel moltissimo che vale.
Un abbraccio grande.
Mario Lodi
Gli auguri a Mario Lodi, nel giorno del suo novantaduesimo compleanno, glieli abbiamo scritti e disegnati oggi a scuola.
Gli auguri a tutti coloro che non lo conoscono provo a  farli così: vi auguro di dissetarvi leggendo sia i suoi libri scritti insieme ai bambini che i “diari”; soprattutto C’è speranza se questo accade al Vho”, in cui fra l’altro mostra gli ostacoli e i problemi della scuola e come si possono risolvere.
Auguri Mario, maestro di noi maestri.
Comunque resistiate con speranza, buona visione del seguente filmato e buon ascolto delle parole di Mario Lodi, nei confronti del quale la mia stima è smisurata.

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