mafia-giovani-studenti-peppino-impastatoRicordati di ricordare
i nomi delle vittime
e i nomi dei carnefici
(i notissimi ignoti
di ieri e di oggi)
perché tutte le vittime
siano strappate alla morte
per dimenticanza
e i carnefici sappiano
che non finiremo mai
di condannarli
anche se hanno avuto
mille assoluzioni.
Ricordati di ricordare
quanto più difficile
è il cammino
e la meta più lontana
perché le mani dei vivi
e le mani dei morti
aprono la strada.

(Questo stralcio è tratto da Ricordati di ricordare di Umberto Santino che ha fondato e dirige il Centro siciliano di documentazione “Giuseppe Impastato” di Palermo e da molti anni é sia uno dei militanti democratici più impegnati contro la mafia ed i suoi complici che uno dei massimi studiosi a livello internazionale di questioni concernenti i poteri criminali, i mercati illegali, i rapporti tra economia, politica e criminalità.)
Logo_LiberaDal 1996, ogni 21 marzo si celebra la Giornata della Memoria e dell’Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie. Il primo giorno di primavera è il simbolo della speranza che si rinnova ed è anche occasione di incontro con i familiari delle vittime che in Libera hanno trovato la forza di risorgere dal loro dramma, elaborando il lutto per una ricerca di giustizia vera e profonda, trasformando il dolore in uno strumento concreto, non violento, di impegno e di azione di pace.
In occasione della giornata diffondo molto volentieri questo testo di Elena Buccoliero dell’Ufficio Diritti dei minori del Comune di Ferrara e giudice onorario del Tribunale per i Minorenni di Bologna.
In vista di un incontro con ragazzi delle scuole superiori ho cercato un elenco dei minori uccisi dalle mafie negli ultimi decenni e non l’ho trovato. O almeno, non sufficientemente completo e in grado di restituire qualcosa di quei bambini, di quei ragazzi.
I siti che ricordano le vittime delle mafie sono molti e di taglio diverso, generalisti o specifici, ortodossi sulla definizione di vittima della criminalità organizzata o tendenzialmente inclusivi. Molti riportano per ognuno appena il nome e cognome e la data della morte, forse l’età. Controlli incrociati tra archivi diversi e incursioni nei siti dei principali quotidiani nazionali hanno permesso di recuperare per ognuno alcune notizie di base su come si è svolto l’accaduto, o su che cosa stavano facendo quel giorno.
MAFIA: CORTEO FIRENZE; ORGANIZZATORI, SIAMO 150MILACosì, proseguendo nell’indagine si è composto via via un testo che comprende tutti i minori e i ragazzi uccisi dalle mafie “e dintorni” dal 1980 ad oggi (non per un motivo, il 1980, ma perché da qualche parte bisognava pur iniziare) rinunciando, per ragioni di tempo e possibilità di approfondimento, ad un approccio storiografico rigoroso.
Il ragazzino ammazzato da un coetaneo, ad una festa, per uno sgarro, non è stato ucciso da un boss e forse non per motivi di controllo del territorio, più probabilmente per una lite banale; ma quell’omicidio, per come è avvenuto, aveva per me il sapore di un gesto non casuale, sostenuto e legittimato da un contesto che con le mafie aveva molto a che fare.
Più di tutto è stato difficile reperire notizie sulla Sacra Corona Unita, la criminalità organizzata pugliese, così poco rappresentata in letteratura o sugli schermi. Quello che ho potuto trovare l’ho riportato.
Utilizzando queste chiavi di lettura forse mancherà ancora qualcuno, o potrà esserci qualcuno in più. Chi volesse integrare o correggere, muovendosi in questa logica, sarebbe apprezzato.
Il criterio che organizza le informazioni è semplice: le giovani vittime sono indicate insieme, dai 18 anni a scendere, e le uccisioni dei ragazzi della stessa età compaiono in ordine cronologico. A leggerle tutti insieme, è un bollettino di guerra. È una classe di quarta superiore, di terza media, un gruppo di bambini della scuola primaria, un piccolo nido. vittime-mafia-310x232È una raccolta immaginata di bambini e ragazzi come se si fossero bloccati nell’istantanea di quell’attimo che poi era un momento qualsiasi, di gioco, di svago, di lavoro, di progetto. Un momento di vita familiare, un pomeriggio di relax, un appuntamento promettente. Qualcosa che aveva a che fare con il futuro.
Si è fatti di futuro quando si è ragazzi, questo ho letto da qualche parte.
In queste righe ricordiamo tante primavere mai iniziate e che valgono tutte uguali, il figlio del giudice e il figlio del mafioso, o di un negoziante non sottomesso al pizzo, o di qualcuno che passava al momento sbagliato nel momento sbagliato.

RAGAZZI E BAMBINI UCCISI DALLE MAFIE DAL 1980 AD OGGI

18 anni
–        24 maggio 1982, Palermo. Matteo Rizzuto pensava davvero che a lui e al suo amico Rodolfo avrebbero offerto un lavoro. Torturati, uccisi, buttati in fondo al mare. Rodolfo indagava sulla morte del fratello.
–        14 Agosto 1992, Casalabate (LE). Mauro Maniglio, studente, era in moto con il cugino, sul sedile posteriore. Un giovane in auto li blocca e fa fuoco.
–        1 marzo 1996, Vinosa (TA). Annamaria Torno, bracciante, muore in un incidente stradale. Il pulmino che la portava al lavoro avrebbe dovuto trasportare 9 persone. Erano in 14.
7 settembre 1996, Catania. Antonio Barbera, massacrato con una decina di colpi di pistola alla testa.
– 4 luglio 1998, Catania. Enrico Chiarenza si uccide. Il padre era morto tre anni prima in un agguato mafioso, lo zio era stato collaboratore di giustizia.
       5 aprile 2003 San Sebastiano al Vesuvio (NA). Paolino Avella muore all’uscita dalla scuola per difendere il motorino dai rapinatori.
– 15 febbraio 2004, Napoli. Francesco Estatico sorride a una ragazza sulla porta di un bar. Un gruppo di giovani subito lo accerchia. Rimane a terra, accoltellato.
30 marzo 2005, Reggio Calabria. L’appuntamento di Daniele Polimeni era una trappola. Ucciso a colpi di pistola, denudato e dato alle fiamme.
–        19 Marzo 2006, San Nicandro Garganico (FG). Giorgio Palazzo apre la porta per primo. Il pacco bomba era indirizzato al padre, gioielliere.
–        5 dicembre 2009, Taurianova (RC). Francesco Maria Inzitari sta uscendo da una pizzeria. Lo freddano con dieci colpi di pistola. Il padre, politico, è imputato per delitti di mafia.
–    11 ottobre 2009, Serra San Bruno (VV). Pasquale Andreacchi scompare da un giorno all’altro.
Lo ritrovano dopo un anno e mezzo, il corpo fatto a pezzi. I resti raccontano che è stato colpito selvaggiamente, fatto inginocchiare, gli hanno sparato alla fronte e il cadavere è stato dato in pasto agli animali selvatici.
17 anni
–        12 giugno 1981, Palermo. Giuseppe Inzerillo era figlio di un boss. Volevano farla pagare a suo padre.
–        9 novembre 1982, Castrovillari (CS). Eduardo Annichiarico figlio di un gioielliere, viene sequestrato da una banda di dilettanti, accoltellato sei volte e gettato in un fosso lungo l’autostrada.
–        12 dicembre 1985, Villafranca Tirrena (ME). Nell’abito dato a lavare era rimasta l’agendina di un capomafia latitante. Graziella Campagna, operaia nella lavanderia, l’aveva trovata. Sequestrata e uccisa.
–        11 luglio 1989, Camporeale (PA). Paolo Vinci aveva assistito all’agguato contro il suo datore di lavoro.
–        21 Gennaio 1991, Trepuzzi (LE). Antonio Rampino, ucciso per una vendetta trasversale. Il padre è un presunto appartenente alla Sacra Corona Unita.
–        26 luglio 1992, Roma. Rita Atria si toglie la vita. Figlia di un capomafia, dopo l’uccisione del padre e del fratello aveva collaborato con la giustizia rompendo i rapporti con la madre. Paolo Borsellino era un padre per lei. Quando Borsellino muore, lo sconforto diventa troppo pesante da sopportare.
–        3 gennaio 1998, Cinquefrondi (RC) Davide Ladini, 17 anni, e Saverio Ieraci, 13, escono da una sala giochi. Killer loro coetanei sparano da una macchina.
16 anni
–        8 gennaio 1982, Torre Annunziata (NA). Rosa Visone passa di lì. Un carabiniere sta facendo un controllo. I camorristi sparano.
–        10 giugno 1984, Marano (NA). Salvatore Squillace ha scelto la strada sbagliata. Ucciso per sbaglio durante uno scontro tra clan.
–        9 gennaio 1987, Acireale (CT). Cosimo Aleo aveva rubato in casa di un mafioso. Strangolato e poi finito a colpi di pietre.
–        8 Novembre 1989, Milazzo (ME). Anna Cambria era uscita dal bar per portare un cioccolatino al suo ragazzo. A pochi metri c’era un pregiudicato con cui qualcuno voleva regolare i conti.
–    8 gennaio 1989, Bianco (RC). Scompare Rosario Bevilacqua. Viene ritrovato qualche settimana dopo, sull’Aspromonte, ucciso a colpi di pistola e di lupara.
–        5 luglio 1990, Strongoli (CZ). Arturo Caputo, assassinato per errore mentre è in pizzeria con gli amici.
–        1 settembre 1990, Reggio Calabria. Domenico Catalano, con quella maglia a righe e il motorino, assomigliava proprio all’obiettivo dei boss.
–        31 Marzo 1991, Siderno (RC). Andrea Muia, in sella al suo motorino. Vittima di una faida tra famiglie rivali.
–        26 gennaio 1997, Ercolano (NA). Ciro Zirpoli, figlio di un collaboratore di giustizia. Pochi giorni dopo la tomba viene profanata.
–        2 Settembre 2001, Casoria (NA). Stefano Ciaramella, studente di ragioneria. Aveva cercato di difendere la sua ragazza e il suo vecchio motorino.
–        12 luglio 2001, Bari. Michele Fazio si è trovato in mezzo alla sparatoria. Forse il vero bersaglio, un capo della Sacra Corona Unita, lo ha usato come scudo.
–        2 ottobre 2003, Bari. Gaetano Marchitelli lavorava in una pizzeria. La sparatoria si è svolta proprio lì.
–        16 Gennaio 2007, Napoli. Durante un litigio sul campetto da calcio Luigi Sica gli tira uno schiaffo. Il ragazzo torna poco dopo, armato dagli amici. Luigi muore accoltellato.
15 anni
–        4 novembre 1983, San Ferdinando (RC). Serafino Trifarò, 15 anni, e Domenico Cannatà, 10, vengono uccisi nel centro del paese. Probabilmente un messaggio per il padre di Domenico.
–        6 Gennaio 1984, Pomigliano (NA). Aldo Arcioni, colpito alla testa da una pallottola vagante durante un inseguimento tra camorristi.
–        3 maggio 1986, Bruzzano Zeffirio (RC). Pietro e Fortunata Pezzimenti, entrambi studenti, uccisi per una vendetta trasversale.
–        26 Ottobre 1986, Napoli. Carlo Bustelli aiutava il padre, proprietario di un bar. Viene colpito alla testa al posto di alcuni clienti, pregiudicati, seduti poco distante.
–    2 Gennaio 1990, Catona (RC). Andrea Bonforte, ucciso in un agguato nel forno di famiglia. I colpi erano per il fratello maggiore, pregiudicato.
–        1 Maggio 1992, Strage di Acerra (NA). Pasquale Auriemma è ospite da degli amici di famiglia colpiti da una vendetta trasversale. Muore con Livia, 24 anni, incinta, il fratello di lei, Silvio, 21 anni, e i loro genitori.
–        31 marzo 1992, Casteldaccia (PA). Salvatore Colletta e Mariano Farina, 15 e 12 anni, scompaiono nel nulla. Si ritiene siano stati vittime di lupara bianca.
–    27 ottobre 2000, San Giovanni in Fiore (CS). Gianfranco Madia muore in auto col nonno, vera vittima dell’agguato.
14 anni
–        11 novembre 1981, Fasano (BR). Palmina Martinelli, cosparsa di alcol e data alle fiamme perché ha rifiutato di prostituirsi.
–        12 Febbraio 1988, Cittanova (RC). Francesco Megna lo uccide un coetaneo per una lite scattata durante una festa di carnevale.
–        12 Novembre 1988, Melfi (PZ). Lucia Montagna, uccisa da tre ragazze per una vendetta trasversale.
–        20 ottobre 1989, Statte (TA). Domenico Calviello aveva terminato di lavorare con il padre nella macelleria di famiglia. Due colpi, a distanza ravvicinata.
–        29 dicembre 1991, Taranto. Sandra Stranieri usciva dalla chiesa con un’amica. Colpita per sbaglio durante una sparatoria.
–        18 febbraio 1998, Napoli. Giovanni Gargiulo tenta di rifugiarsi nel supermercato ma non è ancora  aperto.  Quattro  colpi  di  pistola,  forse  una  vendetta  della  camorra  per  uno  sgarro compiuto dal fratello.
–        27 marzo 2004, Napoli. Annalisa Durante chiacchierava sotto casa insieme alle cugine. Un camorrista di 20’anni la uccide per sbaglio, nello scontro con un clan rivale, e poi si fa scudo col corpo di Annalisa per parare i colpi.
13 anni
–    9 novembre 1982, Caraffa del Bianco (RC). Giovanni Canturi muore in una vendetta contro lo zio. L’uomo ha già pagato col carcere l’omicidio di un compaesano.
–        2 gennaio 1983,Vibo Valentia. Francesco Pugliese scompare. È la prima “vittima di lupara bianca”, 40 persone in trent’anni.
–        27 agosto 1996, Catania. Salvatore Botta muore con la zia 22enne, vedova da un anno per mano della mafia. Andava in visita alla tomba dello zio.
–        2 novembre 2004 Bruzzano Zeffirio (RC). Paolo Rodà muore con il padre, un agricoltore con piccoli precedenti penali.
–        10 aprile 2009, Napoli. Vittorio Maglione, figlio di un boss di camorra, si toglie la vita. Lascia un biglietto al padre: “Adesso sei contento. Non ti rompo più”. Nel 2005 il fratello maggiore era stato ucciso da altri camorristi.
12 anni
–        9 febbraio 1981, Alessandria della Rocca (AG). Vincenzo Mulè gli aveva chiesto un passaggio per attraversare il fiume. Lui era un capomafia, li hanno ammazzati entrambi.
–    23 dicembre 1984, San Benedetto in Val di Sambro (BO). Federica Taglialatela (12 anni) e Anna e Giovanni De Simone (9 e 4 anni) muoiono insieme ad altre dodici persone sul rapido 904 Napoli-Milano. Centinaia i passeggeri feriti.
–        18 marzo 1990, Rosarno (RC). Michele Arcangelo Tripodi viene rapito per vendetta verso il padre legato ad un clan. Il cadavere viene trovato dopo 7 anni.
–        10 Ottobre 1990, Caltagirone (CT). Giuseppe Aiello: aveva assistito all’omicidio del pastore per cui lavorava.
–    18 aprile 1991, Villa Literno (CE). Salvatore Richiello muore con il padre e un amico di famiglia durante una sparatoria tra camorristi. Non c’entravano niente.
–        22 aprile 1999, Favara (AG). Un agguato tutto sbagliato: l’auto era di un uomo ritenuto vicino ad una famiglia mafiosa ma la guidava un incensurato. Stefano Pompeo era a bordo.
11 anni
– 7 ottobre 1986, Palermo: Claudio Domino. Il proiettile lo colpisce alla fronte davanti al negozio dei genitori. Sembra avesse assistito ad azioni di spaccio.
– 27 agosto 1987, Niscemi (CL). Giuseppe Cutroneo e Rosario Montalto, 8 e 11 anni, giocano per strada. Per Giuseppe una sventagliata di proiettili vaganti, per Rosario quattro colpi che gli spappolano i polmoni, il fegato e il colon.
23 Gennaio 1990 Sciara (PA). Angelo Selvaggio ha rubato due pecore. Ucciso a coltellate.
– 23 febbraio 1990 Curinga (CZ). Scompare Saverio Purita. Viene ritrovato 4 giorni dopo soffocato e poi bruciato.
–        21 luglio 1991, Napoli. Fabio De Pandi saliva sull’auto dei genitori. Ucciso per sbaglio durante una sparatoria tra camorristi.
23 novembre 1993, Altofonte (PA). Giuseppe Di Matteo, figlio di un collaboratore di giustizia, scompare nel nulla. Sequestrato e tenuto in ostaggio per oltre due anni, poi strangolato e sciolto nell’acido.
–        10 giugno 1997, Taranto. Puntavano al padre, pregiudicato per spaccio di droga. Al suo posto muore Raffaella Lupoli.
25 giugno 2009, Crotone. Domenico Gabriele era alla partita di calcetto. Ferito per errore in un agguato di ‘ndrangheta, muore dopo tre mesi.
10 anni
–        29 maggio 1982, Cava dei Tirreni (SA). Simonetta Lamberti rincasava con il padre Alfonso, magistrato. Il killer voleva uccidere lui.
–    15 dicembre 1983, Napoli. Luigi Cangiano muore per sbaglio durante una sparatoria.
–    23 febbraio 1989 Laureana di Borrello (RC). Marcella Tassone andava dai genitori a vedere il Festival di Sanremo in auto col fratello, pregiudicato. Colpita durante una sparatoria.
9 anni
7 settembre 1990, Palermiti (CZ). Elisabetta Gagliardi viene assassinata insieme alla mamma. Il papà di Elisabetta era un pluripregiudicato.
Strage di via dei Georgofili, 27 maggio 1993, Firenze. Nadia Nencioni, 9 anni, e Caterina, di 50 giorni, muoiono con altre tre persone per l’esplosione di un’autobomba.
–        8 maggio 1998 Oppido Mamertina (RC). Mariangela Ansalone passava in auto col nonno. Nel negozio si era appena consumata un duplice omicidio. Uccisi entrambi.
8 anni
–  14 Settembre 1990, Napoli. Paolo Longobardi, ucciso insieme al padre in una guerra tra bande.
–        8 maggio 1998, Oppido Mamertina (RC). Mariangela Anzalone muore con il nonno, feriti la mamma e il fratellino. I killer hanno sparato all’impazzata per coprirsi le spalle dopo aver ucciso due ‘ndranghetisti.
7 anni
–        31 Luglio 1982, Roccarainola (NA). Filippo Scotti viene colpito al cuore da un proiettile sparato contro il padre, pregiudicato.
–    29 settembre 1994, Mileto (CZ). Nicholas Green, statunitense, è con i genitori. L’auto su cui viaggiano assomigliava a quella di un gioielliere. Viene ucciso durante la rapina.
6 anni
–        2 aprile 1985, Pizzolungo (TP). Giuseppe e Salvatore Asta, gemellini, passano per caso insieme alla mamma. L’autobomba era destinata ad un sostituto procuratore.
5 anni
–        24 agosto 1989, Agropoli (SA). Carmela Pannone muore nell’agguato contro lo zio Giuseppe, camorrista.
–        11 giugno 1997, Napoli. Francesco tornava a casa con la mamma. I killer hanno sparato tra la folla per colpire un pregiudicato.
4 anni
–        26 luglio 1991, Palermo. Andrea Savoca muore assieme al padre, appartenente a famiglia mafiosa.
3 anni
19 gennaio 2014 Cassano allo Jonio (CS). Nicola Campolongo detto Cocò muore in un agguato contro il nonno e la sua fidanzata. Vengono uccisi e bruciati dentro all’auto.
19 marzo 2014, Taranto. Domenico Petruzzelli sul sedile posteriore, sull’auto una sventagliata di mitra. Muore con la mamma, che aveva testimoniato sulla morte del papà per mano mafiosa, e il compagno di lei, detenuto in semilibertà. I fratellini di 6 e 7 anni atterriti restano a guardare.
2 anni
18 maggio 1990, Napoli. Nunzio Pandolfi muore in casa, tra le braccia della zia, nell’agguato che uccide anche il padre.
10 gennaio 1991, Casarano (LE). Angelica Pirtoli scompare insieme alla mamma. Vengono ritrovate otto anni dopo in un sacco di iuta sepolto ai piedi di un pino. L’omicidio era stato ordinato per gelosia dalla moglie di un boss.
–        15 novembre 1995, Somma Vesuviana (NA). Gioacchino Costanzo era in auto con lo zio, un venditore di sigarette di contrabbando scomodo al clan del luogo.
–        12 novembre 2000, Pollena Trocchia (NA). Valentina Terracciano, uccisa per errore durante una sparatoria. Il padre era un trafficante di droga.
Neppure un anno
9 gennaio 1991, Taranto. Miravano al padre che la teneva in braccio. Con lui muore anche Valentina Guarino, 6 mesi.

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