Il-cardinale-Angelo-BagnascoIl cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, una dozzina di giorni fa nella sua prolusione al Consiglio permanente dei vescovi, ha dedicato alla scuola pubblica parole durissime e molto “interessate“.
Ad esempio nel capitolo intitolato “Educare: intelligenza e cuore” si è chiesto se educando alla diversità a scuola non si voglia trasformare la scuola pubblica in un campo di rieducazione e di indottrinamento“. A questo punto onde evitare che qualcuno mi ricordi che è meglio “scherzare con i fanti ma lasciar stare i santi“, è meglio che io riporti le parole del cardinale.
In questa logica distorta e ideologica, si innesta la recente iniziativa – variamente attribuita – di tre volumetti dal titolo “Educare alla diversità a scuola”, che sono approdati nelle scuole italiane, destinati alle scuole primarie e alle secondarie di primo e secondo grado. In teoria le tre guide hanno lo scopo di sconfiggere bullismo e discriminazione – cosa giusta –, in realtà mirano a “istillare” (è questo il termine usato) nei bambini preconcetti contro la famiglia, la genitorialità, la fede religiosa, la differenza tra padre e madre… parole dolcissime che sembrano oggi non solo fuori corso, ma persino imbarazzanti, tanto che si tende a eliminarle anche dalle carte.
È la lettura ideologica del “genere” – una vera dittatura che vuole appiattire le diversità, omologare tutto fino a trattare l’identità di uomo e donna come pure astrazioni.
Viene da chiederci con amarezza se si vuol fare della scuola dei “campi di rieducazione”, di “indottrinamento”.
Ma i genitori hanno ancora il diritto di educare i propri figli oppure sono stati esautorati?
Si è chiesto a loro non solo il parere ma anche l’esplicita autorizzazione?
I figli non sono materiale da esperimento in mano di nessuno, neppure di tecnici o di cosiddetti esperti. I genitori non si facciano intimidire, hanno il diritto di reagire con determinazione e chiarezza: non c’è autorità che tenga.

Ipse dixit…
È davvero curioso notare come stoni l’espressione “campi di indottrinamento” se ad usarla è chi sostiene l’introduzione della “dottrina” cattolica nella scuola pubblica italiana.
Ma quali sono i volumetti a cui allude il cardinale?
progetto-UNARSono pubblicazioni dal titoloEducare alla diversità curati dall’Unar, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali per informare studenti e insegnanti circa il problema dell’intolleranza e del bullismo omofobico nelle scuole.
Le tematiche si sviluppano in cinque schede che trattano le “linee-guida per un insegnamento più accogliente e rispettoso delle differenze” attraverso altrettanti capitoli.

Il sottosegretario al ministero dell’Istruzione Gabriele Toccafondi, vicinissimo a Comunione e Liberazione, ha spalleggiato il cardinale commentando:
I libretti sono stati commissionati dal ministero delle Pari opportunità per una spesa di circa 24 mila euro. Alla notizia dei gravi contenuti di questi opuscoli con il ministero dell’Istruzione ho chiesto di bloccarne la distribuzione. Il problema è che qualcuno li aveva già stampati e non si può escludere che siano stati usati o che possano essere fotocopiati. La cosa grave di tutta la vicenda però sta a monte, quando queste tematiche sono state assunte come modello educativo senza il consenso dei genitori, rimasti completamente esclusi dalla cosiddetta strategia per la lotta contro la discriminazione nelle scuole”.
Chissà cosa ha dato così tanto fastidio al cardinal Bagnasco, al sottosegretario Toccafondi, e a diversi senatori fra cui Formigoni e Giovanardi? Forse frasi come queste?
Layout 1È importante, inoltre, che l’insegnante sia molto chiaro e deciso nello spiegare ai suoi studenti i seguenti punti: la scuola non tollera questo tipo di comportamenti. Il bullismo è sbagliato.
Prendere in giro, minacciare, picchiare qualcuno, farlo sentire escluso, perché è grasso, perché è un “secchione”, perché è diverso da noi, perché pensiamo che sia omosessuale, è sbagliato.
Ognuno ha diritto di essere com’è, ognuno ha qualcosa da insegnarci.
Quanto più qualcuno è diverso da noi, tanto più ha da insegnarci. Essere bulli non è “figo”, è stupido”.
Concordo con l’Associazione Nazionale per la Scuola della Repubblica quando esprime:
il proprio sconcerto per l’irresponsabile atteggiamento che il Miur sta tenendo contro una corretta informazione sul bullismo omofobico nelle scuole sulla scorta delle dichiarazioni del cardinal Bagnasco, con l’appoggio di alcuni senatori della Repubblica (Giovanardi, Sacconi, Formigoni, Compagna, Chiavaroli e Bianconi), della campagna del settimanale Avvenire e dell’Agesc, e di altre associazioni di scuola e genitori cattolici.
Il blocco della campagna Unar, Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale, e degli opuscoli informativi, peraltro realizzati con un protocollo di intesa MIUR-Pari Opportunità, per un approfondimento nelle scuole di “temi riguardanti la violenza di genere, la violenza nei confronti dei minori, la pedopornografia, anche on line, il bullismo anche quello a sfondo omofobico e transfobico” dimostra  il totale asservimento dello Stato nei confronti della Chiesa che, ancora una volta, detta priorità, scelte e raccoglie privilegi.
Ma, ancor di più, indignano le dichiarazioni esplicitamente razziste, lesive della dignità e del principio di uguaglianza, i toni controriformistici e oscurantisti spesi per stigmatizzare la democratica e civile lotta ad atteggiamenti di discriminazione basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere.
Prospettare ai cittadini di domani un mondo in cui ciascuno abbia la possibilità di esprimere la propria individualità nel rispetto reciproco delle scelte e dell’identità di ciascuno è una delle principali funzioni che una scuola pubblica, democratica, laica e pluralista deve avere.
Potete scaricare l’opuscolo “Educare alle diversità” per la scuola primaria qui; quello per la scuola secondaria di primo grado qui; infine quello per la scuola secondaria di secondo grado qui
Comunque educhiate alla ricchezza della diversità, buona visione del cortometraggio di Bruno Bozzetto (che è stato usato per un altro aspetto della diversità ma che si adatta benissimo anche questo tema)
IL BELLO DELLA DIFFERENZA

Annunci