SpazioX3Uno dei bambini della mia classe, il giorno dopo il concerto del Primo maggio trasmesso in televisione, mentre si parlava di attività extrascolastiche, ha raccontato che “quel cantante con la coda e i tatuaggi sul braccio, quello che è anche nella giuria del programma The Voice… mi sembra che si chiami Piero Peluche… ha detto una cosa sui boy scout“.
Non avendo seguito il concerto di Piazza San Giovanni in televisione, ma quello di piazza Municipale da sotto il palco, e non guardando il programma The Voice non sapevo a cosa alludesse; documentandomi ho capito che il mio alunno si riferiva al fatto che Pierò Pelù ha definito il Presidente del Consiglio Matteo Renzi: “il boy scout di Licio Gelli”.
Queste le frasi del rocker fiorentino: “Non vogliamo l’elemosina di 80 euro vogliamo lavoro. Il non eletto, ovvero sia il boy scout di Licio Gelli deve capire che in Italia c’è un grande nemico, un nemico interno che si chiama disoccupazione, corruzione, voto di scambio, mafia, camorra, ‘ndrangheta“.
Da allora ho seguito qualche commento sulla vicenda.
B&RFra tutte le pronte difese del Presidente del Consiglio è singolare quella che ha fatto una fra le sue fedelissime; infatti Pina Picierno, capolista Pd alle europee nella circoscrizione Sud, ha dichiarato che: “Quando la politica va veloce succede che il rock diventa lento“.
Ha usato quindi la velocità in contrapposizione alla lentezza, ha evidenziato la velocità come caratteristica positiva e, di conseguenza, ha fatto della lentezza la sua antagonista negativa.
Ha confrontato la politica al rock e ha messo la politica di Renzi su un piano di gran lunga superiore al Rock.
Insomma alle persone che si lamentano perché vedono il rischio che si stia andando “verso una svolta autoritaria” il messaggio che si fa arrivare è che l’importante è il FARE e non dovrebbe importare COSA fa il governo, COME lo fa e PERCHÈ lo fa così in fretta.
Sicuramente la candidata Picierno non è l’unica che pensa che le persone siano talmente sciROCKate da sorbirsi tranquillamente la filastROCKa da parROCKia della rottamazione, del fare e del nuovo che avanza.
A me non sembra un modo “nuovo” di far politica quello di usare promesse mirabolanti in cambio di voti o di imporre stravolgimenti in tempi rapidi ed in maniera autoritaria per evitare di perdere tempo con stupidaggini quali il confronto democratico; soprattutto se fatto in prossimità di importanti scadenze elettorali (ricordo che il 25 maggio è la data delle elezioni europee ed amministrative in molti comuni).

Lorenza Carlassare
Lorenza Carlassare

Mi sembra una politica taROCKata alla quale occorre rispondere senza scROCKare niente, schivando posizioni arROCKate, in modo da dimostrare la migliore consapevolezza e determinazione delle minoranze e CONvincere che la realtà va osservata con occhi (anzi con quattROCKi) attenti PRIMA ALLE PERSONE; insomma per dare prova di essere “quel cambiamento che si vuole vedere in Europa”.

Anche per questo vi invito all’incontro pubblico che si terrà sabato 10 maggio alla Sala Grande del Centro Sociale Acquesotto in via Corso Isonzo 42 a Ferrara in cui interverrà l’insigne costituzionalista LORENZA CARLASSARE.
Anche per questo vi invito inoltre a firmare il seguente ‘appello di GenteDiSinistra e di Libertà e Giustizia rivolto alla Ferrara democratica.
Comunque non vi sentiate degli sbROCKati, buona partecipazione.

 

NO ALLA SVOLTA AUTORITARIA CHE SI PREPARA CON L’ITALICUM
E CON LA RIFORMA DEL SENATO

L’accordo politico-istituzionale tra Renzi e Berlusconi sta portando a modifiche della Costituzione e della legge elettorale in senso autoritario, con l’aggravante che, facendo parte dell’accordo anche il segretario del Pd, le riforme autoritarie che furono di Berlusconi oggi non trovano adeguata opposizione come se la cosa fosse meno grave secondo chi la compie.
Vogliono una legge elettorale che peggiora i vizi di incostituzionalità per cui la Corte Costituzionale ha annullato il ’porcellum’: assegna premi di maggioranza esorbitanti anche a forze minoritarie solo perché hanno un voto in più di altri, condannati al silenzio a causa di sbarramenti abnormi che escludono la rappresentanza per milioni di cittadini, con un’idea di stato in cui il premier la fa da padrone e dove non è ammesso il confronto tra diverse istanze sociali; la democrazia è considerata un inciampo e la sovranità popolare un ferro vecchio.
Accanto a questo si prepara una riforma del senato che, al di la degli accenti populisti di chi la propone, lungi dall’armonizzare politiche locali e nazionali e dal rappresentare organo di garanzia e dei diritti, in realtà aumenta il peso dei partiti ed elimina quello degli elettori privati del diritto di votare i senatori, crea una camera di nominati dai partiti maggiori che, pur senza essere stata eletta dal popolo, potrà votare le leggi più importanti, cioè le leggi costituzionali e di modifica della Costituzione oltre a nominare gli organi di garanzia costituzionale.
Un solo partito, grazie a premi di maggioranza e senatori nominati, potrebbe legiferare e cambiare la Costituzione a suo piacimento senza rappresentare la maggioranza del popolo.
Questi gravi stravolgimenti si appresta a votarli un parlamento delegittimato perché eletto con una legge dichiarata incostituzionale, seguendo disegni politici di bottega.
Non si è risposto nemmeno all’istanza di una maggiore eguaglianza tra uomini e donne nelle istituzioni ma, anche tale istanza, non può trovare veramente spazio in un’operazione complessivamente autoritaria: non è certo nell’interesse e nella storia del movimento delle donne avere qualche deputata in più in un contesto di affossamento della democrazia e della sovranità popolare.
Si tratta quindi di leggi e riforme incostituzionali, contro i cittadini e contro la democrazia, imposte impedendo ogni reale dibattito.
Chi cerca di riflettere e fare proposte serie, come il Presidente del Senato Grasso, viene arrogantemente tacciato di conservatorismo, la voce dei migliori costituzionalisti viene ignorata e irrisa.
Noi non siamo contro le riforme, come vorrebbe la propaganda che sbandiera una mistica del cambiamento a prescindere dai contenuti: siamo per riforme serie tra cui il superamento del bicameralismo perfetto, ma chiediamo cambiamenti che aumentino la democrazia e la partecipazione dei cittadini mentre con le leggi ora in discussione si affossano le istituzioni democratiche.
Chiediamo ai parlamentari ferraresi di farsi portatori in parlamento di una luce di democrazia e buon senso per evitare questa svolta autoritaria , di bloccare questo attacco alla Costituzione ed alla democrazia, di impegnarsi a votare contro queste proposte.
Chiediamo che tutti i sindaci , i candidati sindaci e le liste che si presenteranno alle prossime elezioni amministrative ed europee, si esprimano contro questo scempio facendo pressione sui rispettivi partiti, dichiarino che chi si presenta alle elezioni per ottenere il voto dei cittadini, non può accettare che la rappresentanza sia svilita e impedita da simili leggi.
Lanciamo in modo forte e allarmato questo appello a tutti i sinceri democratici.
Movimenti, associazioni, singole personalità possono aderire nei prossimi giorni scrivendo a vivacostituzione@yahoo.it

Infine dedico alla candidata Pita Picierno il brano “99 Revolutions” dei Green Day (versione eseguita a Bologna il 6 giugno 2013. C’eravamo!) perchè prima di usare ancora nella stessa frase il rock e la politica di Matteo Renzi impari a memoria questa frase di Gianfranco Manfredi: “Nel filone del rock ribelle, se il diavolo c’è, trattasi di Lucifero, l’angelo favorito da Dio, il più bello, cacciato per disobbedienza agli ordini, per mancanza di sottomissione“.

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