pjAlessandro Giberti sul Sole 24 ore del 16 giugno ha scritto un articolo intitolato Pearl Jam: perché San Siro tremerà.
Si legge nel suo articolo: “I Pearl Jam sono la band con meno appeal al mondo. Niente frasi dei ragazzini sugli zaini, scarsa rilevanza fuori dal palco. Non basta: musicalmente il gruppo di Seattle è invecchiato abbastanza male. Non che scrivano brutte canzoni, tutt’altro, è che scrivono canzoni prive di guizzi e contemporaneità. <…> Non c’è pressoché fan della band che non abbia un’età compresa tra i 30 e i 38 anni…”.
Io so come si fa a diventare maestri, a diventare ingegneri, a diventare medici e anche come si fa a diventare muratori ma non so bene come si diventi critici musicali.
So però che, a dispetto della formazione, ci possono essere buoni o cattivi maestri, ingegneri, medici, muratori e anche buoni o cattivi critici musicali.
Ho 56 anni, mio figlio 17 come pure il suo amico, tutti e tre siamo appassionati della musica dei Pearl Jam e ieri sera eravamo a San Siro; per Giberti però siamo fuori dal target da lui indicato.
Ieri sera a Milano i Pearl Jam hanno dimostrato di non essere invecchiati male, anzi… hanno suonato tre ore piene presentando trentaquattro pezzi, ognuno dei quali è stato cantato, non solo sul palco, ma anche e soprattutto nel prato e sugli spalti (da brividi le versioni di Better man e di Alive cantate da tutte le 64 mila persone presenti, compresi i cinquantenni ed i minorenni).
Sulla contemporaneità delle loro canzoni sono in forte disaccordo perché per essere contemporanei non c’è bisogno di raccontare un telegiornale ma di riuscire ad interpretare i sogni, i bisogni, le delusioni, le paure e le speranze di più generazioni.
È vero però che anche io non vedo loro frasi scritte sugli zaini dei ragazzini ma credo sia perché, quando si riesce ad entrare nell’anima delle persone, queste non hanno bisogno di appiccicare gadget sul proprio “fuori” perché provano già emozioni diverse nel proprio “dentro”.
Sulla scarsa rilevanza fuori dal palco basterebbe ricordare tutte le iniziative a cui i Pearl Jam hanno aderito ed aderiscono: “già dal 1992, hanno fatto proprie alcune cause, come quella di Pro-Choice, associazione che supporta il diritto di libera scelta per le donne, riguardo alla propria fertilità. La band ha aiutato le ricerche per combattere il morbo di Crohn che affligge il chitarrista McCready.
LBindexHanno partecipato con Neil Young al Bridge School Benefit mentre nel 1998, per esempio la band incluse Last Kiss nella compilation No Boundaries: A Benefit for the Kosovar Refugees, i cui introiti furono interamente devoluti in beneficenza. La band suonò ad altri noti concerti di beneficenza, come quello il cui incasso fu devoluto ai familiari delle vittime degli attentati dell’11 settembre 2001 e quello per le vittime dell’uragano Katrina.
Forse più noto, è, tuttavia, l’impegno politico della band. Già alle presidenziali del 2000, la band appoggiò il candidato dei verdi Ralph Nader, mentre nel 2004 appoggiarono John Kerry, perché ritenevano la situazione più critica. L’appoggio al candidato dei Democratici e la critica nei confronti di Bush fu piuttosto veemente. Riot Act (in italiano, atto di rivolta) è un album dalla forte carica politica, che si concentra soprattutto nella canzone Bu$hleaguer, che ha fatto scandalo quando Vedder iniziò a eseguirla indossando la maschera di George W. Bush. Successivamente la band si impegnò assieme ad altre star, come i R.E.M. e Bruce Springsteen, nel tentativo di portare a favore dei democratici le votazioni negli stati “incerti”.
I Pearl Jam inoltre hanno deciso di donare 100.000 dollari a diverse organizzazioni (in Italia, in Germania e in altri paesi europei) per lo sviluppo di energie rinnovabili e per combattere l’inquinamento come risarcimento per le emissioni inquinanti che hanno prodotto durante gli spostamenti del loro tour estivo del 2006”. (da Wikipedia)
Quindi, senza arrivare ad usare la nota frase di Frank Zappa (“I critici musicali sono persone che non sanno scrivere che intervistano persone che non sanno parlare per un pubblico che non sa leggere”), credo che un buon critico sia colui che, in possesso di studi musicologici, riesce a capire la musica ma anche gli artisti e le persone.
Pertanto, caro Alessandro Giberti, this is NOT FOR YOU…



SETLIST DEL CONCERTO DEI PEARL JAM A MILANO (20 giugno 2014)
Release, Nothingman, Sirens, Black, Go, Do the Evolution, Corduroy, Lightning Bolt, Mind Your Manners, Pilate, Untitled/MFC, Given to Fly, Sad, Even Flow, Swallowed Whole, Setting Forth, Not for You, Why Go, Rearviewmirror

Primo Bis: Yellow Moon,Elderly Woman Behind the Counter in a Small Town, Thin Air, Just Breathe, Daughter (W.M.A., Let it Go, It´s OK) , Jeremy, Better Man, Spin the Black Circle, Lukin, Porch
Secondo bis:Alive, Rockin’ in the Free World,Yellow Ledbetter

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