barca11_bannerDal 15 settembre scorso e fino al 15 novembre prossimo, le persone interessate possono compilare on-line un questionario per commentare il pacchetto denominato la “Buona Scuola” che raccoglie le proposte dell’attuale Presidente del Consiglio per “Far crescere il Paese“.
Matteo Renzi vorrebbe ascoltare tutti perché, scrive, “Qui non c’è un noi e un voi“.

Contesto che “ascoltare” equivalga a “compilare un questionario” già predisposto; pertanto, convinto che “ascoltare” voglia dire altro, non compilerò quel questionario.
Ho sostenuto, sostengo e sosterrò invece la Legge di Iniziativa Popolare per una Buona Scuola per la Repubblica” che “presenta l’esito di un dibattito e di un percorso che ha coinvolto in modo democratico migliaia di genitori, docenti e studenti di varie parti d’Italia, che hanno avuto così l’opportunità di riflettere e condividere un’idea di scuola composita e complessa. Un percorso articolato, lungo, onesto e sofferto che ha visto ciascuno fare i conti con le idee e i bisogni dell’altro, nella ricerca della migliore mediazione possibile e che è scaturito nella raccolta di oltre centomila firme”.
Il prossimo 2 ottobre la LIP verrà ripresentata pubblicamente, a Roma, alla presenza di parlamentari di diversi schieramenti politici, sindacati, associazioni, movimenti e giornalisti.
Di seguito un confronto sintetico per punti, curato dal Comitato per la ripresentazione della LIP, fra la Legge di Iniziativa Popolare ed il “Rapporto Renzi“.
Comunque crediate in una Buona Scuola per la Repubblica, buona lettura.

CONFRONTO SINTETICO PER PUNTI

LIP BuonaScuola
Genesi È una proposta di legge già presentata in Parlamento, si chiama: “Norme generali sul sistema educativo d’istruzione statale nella scuola di base e nella scuola superiore. Definizione dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di nidi d’infanzia“. È stata depositata alla Camera, per la prima volta, nel 2006. E’ stata ripresentata in questi ultimi due mesi sia alla Camera che al Senato, sottoscritta da parlamentari di diverse forze politiche; volendo, potrebbe essere discussa da subito.
Può essere letta integralmente, sostenuta nel suo percorso “adottandola” e commentandola qui: http://adotta.lipscuola.it/
È un “rapporto” che indica alcune proposte, si chiama: “La buona Scuola“. È stato presentato in una conferenza stampa nel settembre 2014.
Può essere letto integralmente, “giudicato” e commentato fino al 15 novembre 2014 qui: https://www.labuonascuola.gov.it/
Principi La proposta afferma i principi costituzionali del pluralismo culturale e della laicità, della formazione democratica dei cittadini, del perseguimento dell’uguaglianza dei cittadini e della partecipazione democratica al governo della scuola. In essa non ci sono riferimenti ai principi costituzionali.
La proposta si ispira a logiche di mercato volte a differenziare le scuole ed a mantenere le disuguaglianze, limitando peraltro con un modello aziendalista la libertà di insegnamento.
Finalità Riconosce alla scuola statale la funzione istituzionale che la Costituzione le assegna per garantire un effettivo diritto allo studio e realizzare condizioni di uguaglianza per tutti. Si concentra sui docenti e la loro carriera, proponendo un sistema di scuole- azienda al di fuori di un modello culturale nazionale con un conseguente degrado complessivo.
Metodologia e didattica Si definisce la pratica scolastica come un’alternanza di lezioni frontali, attività laboratoriali, momenti ludico-educativi, lavoro individuale e cooperativo, organizzazione di scambi culturali tra istituti e con scuole di altri Paesi, interventi educativi aperti al territorio. Si punta soprattutto sulle tecnologie per la comunicazione
Apertura al territorio È favorevole all’apertura delle scuole oltre l’orario curricolare. È favorevole all’apertura delle scuole oltre l’orario curricolare.
Organici Prevede l’assunzione di tutti i docenti necessari per coprire i posti vacanti e la creazione di organico aggiuntivo per la lotta alla dispersione e all’abbandono scolastico, per il sostegno all’integrazione degli alunni con disabilità, per l’alfabetizzazione degli alunni migranti. Prevede di assumere 148.100 precari nel settembre 2015 (ciò era già indicato dalla legge europea) sostanzialmente per far fronte alle supplenze.
Scuole pubbliche e private La legge disciplina l’offerta scolastica statale ai sensi degli art. 33 e 34 Costituzione. Vengono messe sullo stesso piano le “Scuole pubbliche statali e paritarie.” Omettendo che queste ultime sono per la grande maggioranza a gestione privata e prevedendo la detassazione delle spese per le rette.
Reperimento delle risorse per il funzionamento Le scuole sono Istituzioni finanziate dalla fiscalità generale. Le scuole devono reperire fondi sul mercato vendendo prodotti o servizi attraverso la costituzione di fondazioni in collaborazione con imprese e privati.
Risorse pubbliche e investimenti privati Investire il 6% costante del PIL da destinare all’istruzione pubblica (come da media degli altri Paesi OCSE); richiamando l’articolo 33 della Costituzione, prevede risorse pubbliche per le sole scuole statali ed il funzionamento delle scuole private senza oneri a carico dello Stato. Affermando che “Le risorse pubbliche non saranno mai sufficienti a colmare le esigenze di investimenti nella nostra scuola.” certifica il venir meno dell’obbligo costituzionale e tende a scaricare sui genitori parte dei costi. Prevede lo stanziamento di 2,7 miliardi di euro in tre anni e un reintegro solo parziale del fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa da differenziare tra le scuole a seconda della loro valutazione; interventi dei privati tramite un pacchetto di vantaggi fiscali (“School Bonus”, “School guarantee”) e crowdfunding e “Social Impact Bonds”.
Obbligo scolastico Effettivo obbligo scolastico dai 5 (terzo anno della scuola dell’infanzia) fino ai 18 anni di età. Rimane l’obbligo d’istruzione dai 6 fino ai 16 anni di età.
Integrazione Indica forme di sostegno per il processo di integrazione scolastica degli alunni con disabilità ma anche per combattere il disagio in tutte le sue forme e per l’ alfabetizzazione e l’integrazione degli alunni migranti. Parla solamente di sostegno agli alunni con disabilità.
Formazione classi e n° alunni Indica in 22 studenti il numero massimo consentito (19 in presenza di un alunno con diagnosi funzionale). Non parla di abbassare il numero massimo di alunni per classe rispetto agli attuali valori (a seconda degli ordini da 26 fino a 33).
Carriera e merito Unicità della funzione docente, senza gerarchie di ruolo; la carriera è materia contrattuale che non può essere stravolta. Le nuove assunzioni vengono condizionate alla nuova carriera: si parla di abolizione di tutti gli scatti di anzianità e del riconoscimento economico solo a due terzi dei docenti meritevoli dal 2019.
Formazione e valutazione Prevede l’autovalutazione d’istituto, ma unicamente come processo di miglioramento per rispondere ai bisogni degli studenti, slegato dalla competizione tra scuole. Prevede l’autovalutazione d’istituto legata alla competizione tra scuole che è funzionale alla concessione di maggiori finanziamenti a chi ottiene risultati migliori.
Informazione e trasparenza Favorevole alla più ampia informazione sulle attività della Scuola. Favorevole alla più ampia informazione sulle attività della Scuola; propone un Registro Nazionale dei Docenti che offra indicazioni sulla professionalità del personale e permetta al Dirigente di scegliersi e chiamare i docenti “più bravi”.
Edilizia scolastica Necessità di un piano straordinario per l’Edilizia Scolastica. Necessità di un piano straordinario per l’Edilizia Scolastica.
Programmi Propone che siano rivisti, in modo condiviso, per rispondere alle esigenze di una società che muta molto rapidamente. Non prevede la loro ridefinizione.
Nidi d’infanzia I nidi devono essere intesi come un servizio rivolto alla collettività e non come servizi pubblici a domanda individuale. Non vengono nominati.
Scuola dell’infanzia Si indica che il terzo anno della scuola dell’infanzia rientra nell’obbligo scolastico e costituisce il livello di istruzione cui hanno diritto tutte i bambini e le bambine di età compresa tra i tre e i sei anni. L’unica citazione presente fa riferimento a “percorsi di inglese fin dalla scuola dell’infanzia”.
Scuola primaria Propone il ripristino dell’offerta di due modalità organizzative, quella modulare di 30 ore e il tempo pieno di 40 ore, con le compresenze fra docenti, secondo le scelte espresse dalle famiglie. Si parla dell’introduzione di specialisti per l’inglese, l’educazione motoria e la musica ma non si specifica se le ore lasciate dai maestri agli specialisti diventeranno ore di compresenza oppure ore di supplenza, se non addirittura riduzione di organico.
Scuola media Deve offrire due modelli didattici, uno a 30 ore e uno a 36 ore, fatte salve le sperimentazioni a quaranta ore. Si conferma il valore delle compresenze e delle sperimentazioni che permettano, in prospettiva, l’unificazione tra scuola elementare e scuola media. Viene definita “anello debole” del sistema ma si propone solamente l’ampliamento della lingua inglese.
Scuola superiore È articolata in un biennio unitario ed in un triennio di indirizzo.Il biennio unitario ha una forte impostazione laboratoriale ed ha un curricolo di base di trenta ore, uguale in tutti gli istituti superiori, a cui si aggiungono sei ore di orientamento. Le attività svolte nelle sei ore di orientamento offrono agli allievi/e un primo approccio alle discipline che caratterizzano gli indirizzi presenti nell’istituto prescelto.Il triennio delle superiori prevede cinque macroaree: umanistica, scientifica, tecnico-professionale, artistica, musicale. Prevede il rafforzamento del binomio “scuola – lavoro” come se la scuola fosse funzionale solo alla creazione di lavoratori e non alla formazione di cittadini; prevede un forte intervento, fiscalmente incentivato, delle imprese e fondazioni private del Paese che diventano protagoniste della progettazione della “filiera istruzione – orientamento – lavoro”.
Partecipazione Propone la valorizzazione degli organi collegiali esistenti con il Collegio dei Docenti presieduto da un docente eletto dal collegio stesso e l’istituzione di nuovi organi: il consiglio dei genitori, il collegio del personale A.T.A e, nelle scuole medie, il consiglio degli studenti e delle studentesse. È piuttosto vaga la composizione dei consigli e le loro attribuzioni; non viene mai nominato il consiglio di classe. Le uniche cose chiare sono che il Collegio dei Docenti perderà parte della sua centralità e che il Consiglio di Istituto avrà la funzione di un vero e proprio Consiglio di Amministrazione, vengono ridimensionati fortemente il ruolo degli organi collegiali e le forme di partecipazione democratica e rafforzato il ruolo del dirigente scolastico che diventa un capo con pieni poteri nei confronti del personale.
Abrogazioni Propone l’abrogazione delle riforme Moratti e Gelmini e del Servizio Nazionale di Valutazione basato sull’Invalsi, introdotto dal ministro Profumo e reso attuativo dal ministro Giannini. Non fa riferimento a nessuna abrogazione.
Linguaggio Usa un linguaggio semplice, educativo ed attento al genere nella convinzione che i concetti passino anche attraverso la scelta delle parole. È di tipo aziendalista, infarcito di inglesismi e sigle a volte neppure spiegati (cosa abbastanza singolare per chi vuole rivolgersi “a tutti”, nonni compresi).

Scarica qui il pieghevole ed aiutaci a diffonderlo!
Per leggere il testo della Legge di Iniziativa Popolare per una Buona Scuola per la Repubblica (LIP) e la relazione introduttiva completa: http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00801606.pdf

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