partecipazione_attiva_1Ho scelto di dedicare un po’ di spazio, anche in questo blog, alla diffusione del programma de L’Altra Emilia Romagna (la lista, espressione territoriale de L’Altra Europa con Tsipras, che si presenterà alle prosssime elezioni regionali del 23 novemnre) al fine di favorire una diffusione allargata ed un’informazione maggiore.
Inizio, con questo post, dalla premessa; a seguire i 10 punti del programma.

Comunque siate per un’altra partecipazione, buona lettura.

L’Emilia Romagna è attraversata da una profonda crisi scatenata dalle politiche neoliberiste degli ultimi anni, assunte passivamente dalle direttive europee e dai governi nazionali e che la Regione non ha contestato, anzi, ha fatto integralmente proprie.
Occorre cambiare direzione e battersi contro questa logica del profitto che tutto trasforma in merci: i beni naturali, il lavoro, i diritti, la democrazia.
Siamo la sola forza alternativa a questa deriva neoliberista per questo ci batteremo fino in fondo per difendere la dignità di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori e delle tante, troppe, persone senza lavoro.
Ci candidiamo al governo della Regione per attuare una politica che abbia come obiettivi fondamentali il rilancio dell’occupazione, la difesa e l’estensione dei diritti, il contrasto alla privatizzazione dei servizi pubblici e del sistema scolastico, la difesa dell’ambiente e la conversione ecologica dell’economia, la promozione della partecipazione diretta dei cittadini e delle cittadine alle scelte politiche. Vogliamo che la nostra Regione torni a coltivare i valori della solidarietà e dell’inclusione sociale.
partecipazioneLa società dell’Emilia-Romagna è nata come costellazione di libere città millenarie.
Nei nostri atenei si è sviluppata la conoscenza, nelle nostre piazze sono sorte le libertà civili e gli ideali di uguaglianza e giustizia sociale, nei teatri le arti, nelle botteghe artigiane e nelle campagne produzioni di eccellenza, realizzando così un’elevata qualità della vita. Abbiamo riconquistato la nostra libertà con il sangue dei partigiani e delle partigiane, combattendo contro il nazifascismo. Questa storia non può essere cancellata. Non possiamo accettare supinamente che siano tolti alla Regione, alle Province, ai Comuni, come voluto dalle “riforme” di questo Governo i poteri e le competenze e gli strumenti di democrazia che hanno permesso all’Emilia-Romagna di raggiungere un alto livello di qualità della vita.

Occorrerà quindi invertire la rotta e porre mano allo Statuto regionale con visione costituente per organizzarne le funzioni in modo equo fra i territori, con la partecipazione diretta e deliberativa dei cittadini e delle cittadine alla loro amministrazione.
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La crisi in atto va affrontata con un Programma politico di governo aperto ai contributi dei movimenti, alle esperienze di cittadinanza attiva e alle competenze professionali, culturali, artistiche, tecnico-scientifiche che riterranno di cooperare per affermare in Emilia-Romagna la priorità delle persone e l’attuazione della Costituzione.

Non è il momento di cedere sovranità popolare!
Occorre un governo della Regione capace di stare nei conflitti e fronteggiare le scelte compiute dal governo nazionale e dalle oligarchie politico-finanziarie a livello europeo e mondiale.

Giorgio GaberLa libertà

P.S. L’inserimento delle illustrazioni nel testo e dei brani alla fine di ogni punto del programma rappresentano una libera scelta del sottoscritto.

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