3456img1Il decimo ed ultimo punto del programma de L’Altra Emilia Romagna.
Siamo per lo ius soli (cittadinanza italiana ai nati e alle nate in Italia da genitori stranieri) e per l’estensione dei diritti di cittadinanza a partire dal diritto di voto a tutti/e coloro che risiedono in Emilia Romagna.
Siamo per sviluppare patti commerciali e culturali con i paesi di origine dei cittadini e delle cittadine migranti.

L’accoglienza alle persone richiedenti asilo in fuga disperata da paesi anche a noi vicini è un diritto-dovere di solidarietà e di responsabilità collettiva, oltre che il riconoscimento a tutti e tutte di muoversi e costruire una vita migliore nel luogo scelto (Carta di Lampedusa). Siamo contro il razzismo, per il dialogo, l’accoglienza e la valorizzazione di ogni diversità generazionale, geografica, culturale o di genere. Vogliamo la promozione dei diritti civili e proponiamo in particolare che l’Assemblea legislativa regionale promuova progetti di legge statali di iniziativa regionale (art, 121,co.2, Cost.) con i quali:
siano conferiti pieno riconoscimento e pieni diritti alle coppie di fatto ed ai matrimoni fra omosessuali;
sia istituito ovunque il registro comunale dei testamenti biologici per l’autodetermi-nazione nelle scelte di fine vita, evitando l’accanimento terapeutico.

Siamo per garantire i principi fondamentali di libertà e uguaglianza delle persone anche rispetto alle scelte religiose e filosofiche.
violenza-sulle-donne-campagnaVogliamo agire concretamente per il contrasto alla violenza di genere ed operare al fine della piena applicazione della Convenzione di Istanbul (Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, 2011). Vogliamo che i fondi previsti, trasferiti allo scopo dal Governo alle Regioni, siano destinati ai Centri Antiviolenza storicamente radicati nei territori. Vogliamo sviluppare progetti finalizzati a contrastare il bullismo, l’omofobia, la transfobia, gli stereotipi di genere attuando tutte le indicazioni previste.
Siamo contro il ritorno dei nazionalismi, contro i populismi e i capi plebiscitari che considerano i cittadini come massa amorfa. Vogliamo rispetto e la piena applicazione dei principi e delle norme nella nostra Costituzione, spesso disattesa e messa nel dimenticatoio e, in tempi recenti, oggetto di modifiche affrettate. Difendiamo il diritto di voto come elemento fondamentale della sovranità popolare e per questo siamo fermamente contrari alla trasformazione delle Province e del Senato in organi elettivi di secondo grado. Siamo ormai di fronte a un vero e proprio furto di sovranità popolare che creerà, nel caso delle province, pesanti difficoltà, disservizi in alcune funzioni vitali, come la viabilità e la scuola. Vogliamo che il principio della rappresentanza non venga sacrificato al principio di governabilità. Noi c’impegniamo ad attivare strumenti di democrazia diretta a cominciare dai “referendum” e dalle leggi regionali di iniziativa popolare che devono entrare a tutto diritto nella prassi gestionale corrente della Regione.
In questa direzione la rivoluzione digitale incrementa le opportunità dirette ed indirette di ogni singolo individuo alla partecipazione democratica (E-democracy) e costituisce un’opportunità straordinaria di sviluppo civile e sociale anche se, lasciata in mano a poteri transnazionali forti, può generare minacce per la libertà e la dignità umana. Essa rappresenta una sfida per tutti gli aspetti dei nostri sistemi giuridici, economici e sociali tradizionali. La nostra proposta:
> promuovere i media civici, come strumento di partecipazione alla vita democratica di tutti gli abitanti; attuare concretamente i principi dell’open Governement. Vogliamo realizzare un nuovo processo politico che si caratterizzi per la trasparenza, l’informazione, la partecipazione e la collaborazione; > sostenere una proposta di Legge regionale su accesso, pubblicazione e riutilizzo dei documenti e dei dati pubblici dell’amministrazione regionale, introducendo il principio del Freedom of Information Act (FOIA), ovvero il diritto riconosciuto a chiunque di richiedere e ottenere le informazioni prodotte dal settore pubblico assicurando la trasparenza dei processi amministrativi e politici del governo e la pubblicazione in rete di tutti gli atti pubblici che non contengano dati sensibili; > esigere che i dati pubblici siano “liberati” in modo da accrescere l’efficienza e la trasparenza della PA, migliorare la qualità della vita dei cittadini e delle cittadine e fornire alle imprese nuove opportunità di sviluppo economico (open data); > sostenere misure che permettano e promuovano ampiamente l’uso del software libero e open source, in particolare nella pubblica amministrazione. open-source-softwareCrediamo in una rete Internet come bene comune. Il libero accesso alla conoscenza ed alla cultura, l’equilibrio tra tutela della privacy e trasparenza, devono essere i pilastri della società dell’informazione del futuro che vogliamo realizzare.
Vogliamo una Regione libera dalle mafie! La relazione annuale della Dia conferma il consolidarsi delle mafie in Emilia Romagna. Non si può più parlare solo di infiltrazioni, ma di radicamento della criminalità organizzata che presenta una straordinaria capacità di penetrazione nell’economia legale. Le mafie si sono spartite il territorio regionale e oggi non c’è nessuna provincia che si possa considerare esente da fenomeni criminali che toccano ogni settore dell’economia. Il rapporto Ecomafie 2014 ci dice che l’Emilia Romagna, con oltre 800 infrazioni all’anno alla normativa ambientale, è la seconda regione d’Italia per ecoreati. La Regione Emilia-Romagna ha approvato leggi per il contrasto della criminalità organizzata e del gioco d’azzardo e ha legiferato sugli appalti pubblici e privati in edilizia e logistica. Tutto questo però non è sufficiente, occorre da parte della Regione e di tutto il sistema degli Enti locali un maggior impegno soprattutto nelle verifiche delle gare pubbliche e nei cantieri e l’abbandono negli appalti della pratica del massimo ribasso.
Siamo per la Legalità come sinonimo di giustizia sociale, contro ogni forma di clientelismo e di corruzione. L’incalzare della povertà porta a una crescita del disagio sociale. Occorre rispondere alla crescita della microcriminalità con interventi di contrasto alle disuguaglianze. Dobbiamo respingere tutte le derive securitarie che portano alla militariz-zazione delle nostre città e, invece di prevenire, seminano ulteriore paura e allarme sociale.
Ciascuna delle esigenze espresse nei punti del programma de l’Altra Emilia-Romagna richiede un sistema di decisioni complesse e con molti attori ed è necessario che la democrazia partecipata venga applicata con Conferenze sui singoli temi indette dalla Assemblea regionale invitando forze politiche e sociali ad esprimere esigenze e progetti. Dalle Conferenze potranno emergere Piani Regionali di Settore e rivendicazioni verso il Governo e l’Unione Europea per attribuzioni di deleghe e risorse.
ec55dc5618542f58722a1f8bf1436a86Noi ci batteremo per queste indispensabili azioni, perché libertà è partecipazione.
L’esperienza dell’Altra Emilia-Romagna sia il segnale per le altre Regioni italiane che andranno al voto nella primavera del 2015 e un forte segnale di opposizione al Governo Renzi-Berlusconi. Con l’ottimismo della volontà riprendiamo le parole di coloro che hanno saputo risollevare il nostro Paese dal fango del fascismo: Oggi in Emilia-Romagna, a primavera in tutte le altre Regioni d’Italia.

Modena City RamblersBella ciao

P.S. L’inserimento delle illustrazioni nel testo e dei brani alla fine di ogni punto del programma rappresentano una libera scelta del sottoscritto.

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