AbbracciareLaCulturaIl sesto punto del programma de L’Altra Emilia Romagna.
La Costituzione italiana (Art. 9) ha inserito fra i suoi principi fondamentali la promozione della cultura e della ricerca scientifica e tecnica e la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della nazione.
Ciò comporta l’inalienabilità del patrimonio in quanto bene comune, di proprietà di tutti e di ciascuno, che ci rende cittadini sovrani.

Nel nostro Paese esso è capillarmente distribuito nel territorio, ogni città piccola o grande è “città d’arte”, e costituisce una fondamentale infrastruttura di cittadinanza.
Gran parte di questo patrimonio è di proprietà dello Stato e degli Enti locali cui è affidata la tutela e la valorizzazione. La conservazione e la gestione di questi beni richiedono risorse adeguate e personale specializzato e stabile, che i continui tagli di bilancio e il blocco del turn-over hanno reso del tutto insufficienti. Negli ultimi trent’anni, viceversa, le politiche statali – nessun governo escluso – sono state finalizzate esclusivamente all’abbattimento della spesa.

La chimera dello sfruttamento commerciale dei beni culturali ha, fra l’altro, dato origine a provvedimenti che, senza generare sensibili risparmi, hanno determinato l’affidamento a privati – naturalmente for profit – di una molteplicità di servizi, anche di carattere progettuale, scientifico o didattico. Il ricorso a personale precario, spesso reperito tramite cooperative di servizi, non garantisce la continuità della ricerca e degli interventi necessari, diffondendo insicurezza fra lavoratrici e lavoratori spesso sottopagate/i e prive/i di diritti.
cultura-globalOccorre invece un forte investimento nel settore pubblico della cultura, a fronte del vantaggio collettivo offerto dalla sua potenzialità di diffusione della creatività e della capacità di innovazione. Gli interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale vanno orientati non nell’ottica del marketing culturale, ma come strumento e occasione generatrice di conoscenza, intelligenza critica, partecipazione, coesione e integrazione sociale. Devono essere assicurati organici qualificati e di ruolo. Deve essere ripensato e disciplinato con urgenza il trasferimento delle competenze delle disciolte province alle unioni intercomunali e alla città metropolitana, riorganizzando le modalità di pianificazione e distribuzione delle risorse.
Va incentivata la produzione indipendente di cultura, con l’offerta di servizi e strutture. Va promossa la partecipazione di tutte/i alla vita culturale, anche attraverso la co-progettazione di interventi e servizi e il sostegno all’autogestione di spazi in disuso, senza concessioni a logiche clientelari.
I finanziamenti europei, vincolati a specifici programmi di intervento e a particolari modalità operative, andranno pienamente utilizzati con più attente prospettive strategiche nell’attuazione di politiche regionali coordinate, finalizzate anche allo sviluppo sostenibile del turismo, settore in cui, nonostante la crisi, gli itinerari culturali mantengono inalterata la loro attrattiva.
La nostra proposta :
– Potenziare il ruolo dell’Istituto per i Beni Culturali, con l’attribuzione di competenze specifiche nella pianificazione della spesa e nella ripartizione delle risorse.
Includere i beni culturali in un piano coordinato di prevenzione e protezione, concorrendo al finanziamento di interventi finalizzati alla sicurezza negli edifici pubblici storici e a destinazione culturale anche attraverso sponsorizzazioni e mecenatismo.
– Incentivare le assunzioni a tempo indeterminato, con procedure concorsuali, per le figure direttive e specialistiche delle istituzioni culturali pubbliche, includendo nuove professionalità e incoraggiando forme di lavoro collegiale e interdisciplinare.
ec55dc5618542f58722a1f8bf1436a86– Promuovere la piena attuazione della L. 22 luglio 2014, n. 110 sulle professioni dei beni culturali, imponendone la ricezione nei bandi e negli affidamenti pubblici.
– Introdurre norme che ribadiscano e perfezionino l’obbligo di destinare il 2% della spesa destinata all’edilizia pubblica all’arte contemporanea, favorendo i percorsi di condivisione e, laddove possibile, di co-progettazione con gli/le utenti e le popolazioni interessate.
– Rendere effettiva, attraverso procedure trasparenti, la destinazione di aree e edifici dismessi per lo svolgimento di attività culturali, come previsto dalla L. 8 agosto 2013, n. 91, art. 6

 Louis ArmstrongWhat a wonderful world

P.S. L’inserimento delle illustrazioni nel testo e dei brani alla fine di ogni punto del programma rappresentano una libera scelta del sottoscritto.

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