ambiente - shutterstock_62665876Il settimo punto del programma de L’Altra Emilia Romagna.
L’ambiente del pianeta, devastato dalla voracità insaziabile del sistema capitalistico e dalle sue guerre, dovrebbe invece essere il lascito che permetterà una degna vita alle generazioni future. Il tentativo di accentramento nazionale delle scelte in materia ambientale riduce il diritto di chi vive un territorio di scegliere in modo partecipato come tutelare questo bene comune.

I disastri climatici, economici, politici e sociali provocati dal consumo di combustibili fossili, ora in rapido esaurimento, possono essere mitigati e arrestati con la diffusione di politiche locali di risparmio, di utilizzo di fonti di energia rinnovabile, di stili di consumo eco-sostenibili.
Questo governo, modificando il titolo V della Costituzione, vuole revocare alla Regione il controllo sulla “produzione, trasporto e distribuzione di energia” con l’intenzione di far bucherellare alle grandi compagnie petrolifere il suolo e le coste senza che la rappresentanza delle cittadine e dei cittadini possa porre ostacoli o condizioni.
L’Emilia Romagna con i suoi depositi di gas e con le diverse concessioni minerarie attive è il serbatoio energetico dell’Italia, in un contesto che vede impegnato il Governo – con il decreto “Sblocca Italia” – ad accelerare i progetti di ricerca e estrazione idrocarburi eliminando le autorizzazioni regionali. È una politica energetica miope, pericolosa e altamente impattante.
Proponiamo che la Regione Emilia Romagna contrasti questa politica attraverso

> la sospensione delle nuove richieste di concessioni minerarie messa in atto dopo il sisma del 2012
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la revoca, in base al principio di precauzione, delle concessioni minerarie attive che ricadono su zone a medio e alto rischio sismico nonché le trivellazioni costiere, nel Delta e in altre aree di interesse paesistico che degradano l’ambiente e possono compromettere anche l’offerta turistica.

lampadina-ambiente2Crediamo in un’economia indirizzata alla conversione ecologica, che attraverso la ricerca e l’innovazione recuperi materiali, produca energia pulita, tuteli l’ambiente e implementi processi produttivi ecosostenibili creando così nuovi posti di lavoro.
Siamo contrari al Piano Regionale di Gestione Rifiuti, che ancora prevede il mantenimento degli inceneritori. Siamo per una politica che sappia coniugare la strategia “rifiuti zero” al principio del “riciclo totale”, affinché il nuovo Piano Regionale dei Rifiuti che proponiamo elimini il ricorso all’incenerimento, riservando risorse ai Comuni per incentivare e generalizzare la raccolta differenziata porta a porta, per promuovere un sistema di tariffazione puntuale, per puntare su processi di assimilazione e controllo del flusso del rifiuto speciale che nella nostra Regione è tre volte tanto il rifiuto solido urbano. Vogliamo e dobbiamo potenziare il ruolo della Regione all’interno dell’ATERSIR, per individuare assieme ai comuni azioni rivolte alla tutela della risorsa idrica, politiche sui rifiuti per il riciclo totale e forme di gestione pubblica dei servizi.
La conversione ecologica comporta anche politiche di “agricoltura per la comunità” rispetto alla soggezione della monocoltura, della chimica, della modificazione genetica, dei brevetti sulla vita e della ricerca di braccia a poco prezzo. L’eredità della civiltà contadina della nostra regione, che è già un punto di forza, non può esaurirsi in operazioni di marketing fieristico ma deve tornare ad essere elemento di coesione comunitaria e di resilienza di fronte alle sfide di un futuro minaccioso. Vanno salvati i terreni di pianura dall’aggressione di asfalto e di speculazioni immobiliari, per mantenere in coltura le aree di antica centuriazione e quelle di più recente bonifica. Ma vanno anche pianificati gli interventi di manutenzione e messa a frutto delle aree marginali, dalla collina alla montagna ai residui urbani e periurbani. Sono prospettive di occupazione ma anche di ricomposizione del paesaggio, di sicurezza idraulica, di riappropriazione dell’alimentazione sana e naturale.
Vogliamo incentivare processi di progettazione partecipata (ad esempio i Contratti di fiume) tra gli enti locali, la Regione e la popolazione, al fine di valorizzarne l’ambiente e il paesaggio delle vie fluviali, promuovendo investimenti contro il dissesto idrogeologico, per la tutela della qualità ambientale delle acque dei fiumi, promuovere investimenti per la depurazione delle acque e il recupero di reflui evitandone la dispersione nelle falde e nel mare. È necessario anche rivedere i sistemi idraulici e gli attuali sistemi fognari, per incentivare la totale depurazione e la capacità della rete a fronte delle crescenti alluvioni figlie del cambiamento climatico.
ec55dc5618542f58722a1f8bf1436a86Le politiche nei confronti dell’ambiente richiedono anche una specifica attenzione alla dignità animale. Noi vogliamo una Regione che ponga tra i suoi obiettivi il raggiungimento di una nuova frontiera per i diritti degli animali e il riconoscimento del loro status giuridico promuovendo una politica ambientale ed alimentare che tuteli la natura, la salute e il benessere umano e animale. Ci impegniamo alla emanazione del regolamento attuativo della legge regionale 3/2013. Per questo vogliamo che la Regione s’impegni per venire incontro a chi desideri seguire un regime alimentare vegetariano e vegano negli ospedali.

Pierangelo BertoliEppure soffia” eseguita da Luciano Ligabue

P.S. L’inserimento delle illustrazioni nel testo e dei brani alla fine di ogni punto del programma rappresentano una libera scelta del sottoscritto.

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