mobilitaelettricaL’ottavo punto del programma de L’Altra Emilia Romagna.
Nel 2012 sulle strade della regione sono morte 376 persone e 24.800 sono stati quelle ferite (il 10% dell’Italia).
Una strage dai costi umani enormi e da altrettanto importanti costi per la sanità e l’economia tutta.

Nello stesso anno sono stati infatti registrati dati decisamente allarmanti dell’inquina-mento dell’aria in gran parte dovuti alla mobilità privata con superamenti ripetuti dei livelli di PM10 (max consentiti 35): Parma (115 giornate), Reggio Emilia (93), Rimini (88), Modena (85), Ferrara (77), Bologna (73), Piacenza (71), Ravenna (66) e infine Forlì (52).
Per noi Mobilità sostenibile significa muoversi in maniera intelligente, con attenzione all’ambiente, agli altri e al futuro della società. Ci sono spostamenti che è corretto fare in auto, per altri è molto meglio andare in autobus, in bici o a piedi. Infatti in Emilia Romagna circa il 50% degli spostamenti fatti in auto è più corto di 5 km.
E’ necessario un intervento radicale con obiettivi precisi e verificabili in termini di riduzioni degli inquinanti e riduzione della lunghezza e del numero dei viaggi di veicoli privati. Occorre promuovere Agende Locali per la mobilita’, dove siano presenti le associazioni e i singoli cittadini, per affrontare con le Istituzioni Locali temi come sicurezza, pedonalità e ciclabilità, zone a traffico limitato e riqualificazione urbana. Ciò deve avvenire tramite l’integrazione con il mezzo pubblico, lo sviluppo del Sistema Ferroviario Regionale e di quello Metropolitano, del TPL nei servizi filoviari e su gomma “di bacino”, con una tariffazione equa riqualificando il servizio come da anni richiesto dalle associazioni degli utenti. Inoltre si deve prevedere la riorganizzazione della viabilità urbana su gli assi stradali esistenti creando piste ciclo-pedonali, zone 30, aumento delle ZTL e delle aree pedonali, servizi alla mobilità dolce, e per progetti di mobilità solidale e condivisa in sharing.
retemobilitanuova--400x300É noto che la maggior parte dei veicoli commerciali fa viaggi a vuoto per la mancanza di un’organizzazione logistica efficiente. Per superare questo situazione il Piano deve programmare l’intermodalità e la costruzione di piattaforme logistiche di scambio. Ciò deve valere in particolare per il trasporto merci nelle città (City-logistic) attraverso la programmazione degli orari, lo sviluppo dei sistemi informatizzati, l’uso di veicoli elettrici.
A livello regionale la dotazione infrastrutturale è in linea con le aree europee più urbanizzate. Eppure c’è chi continua a chiedere nuove infrastrutture, nuove strade o superstrade con un’idea di sviluppo del territorio vecchia di 40 anni, che punta a nuova cementificazione e ai “grandi corridoi infrastrutturali”, la cui realizzazione però comporta impatti ambientali non più tollerabili, e richiede risorse assolutamente ingenti che vengono sottratte al welfare o ai bisogni base dei cittadini.
Siamo quindi contrari/e alle grandi infrastrutture stradali e autostradali in progetto o in programma nella nostra Regione: il Passante Nord, l’autostrada Cispadana, la bretella autostradale Campogalliano-Sassuolo, la Orte-Mestre, il Tibre, ed alcune altre bretelle di collegamento. Molte di queste opere si basano, per altro, sulla finanza di progetto, privatizzandole e scaricandone sui cittadini e le generazioni future i costi e i debiti.
La gestione coordinata e pianificata del traffico urbano con l’utilizzazione dei mezzi informatici e un adeguato sistema di comunicazione e indirizzamento dei flussi in tempo reale sugli itinerari alternativi può supplire adeguatamente alla richiesta di nuove grandi opere stradali costose e mangiasoldi come il Passante Autostradale Nord di Bologna. E’ un’opera per cui esistono valide alternative già presentate che evitano lo spreco di risorse e non devastano il paesaggio agrario la cui capacità di generare occupazione stabile supera di gran lunga l’effetto di un cantiere che si esaurisce in pochi anni e che lascia in eredità cave esaurite e ulteriore urbanizzazione. Altra opera da non realizzare è il People-mover, la monorotaia fra la stazione ferroviaria di Bologna e l’aeroporto, che può essere validamente sostituita da un uso appropriato del Servizio Ferroviario Metropolitano.
ec55dc5618542f58722a1f8bf1436a86In sostanza serve un nuovo Piano della Mobilità sullo sviluppo dei sistemi eco-sostenibili, a partire dalle grandi scelte regionali fino i Piani del Traffico dei Comuni e delle loro Unioni: che renda più sostenibile e sicura la mobilità individuale, il trasporto pubblico di persone e merci che ottimizzi la logistica intermodale anche attraverso le “autostrade del mare” e del Po il cui alveo attende da troppi anni cure e ripristini dalle regioni rivierasche.
Investire su questi aspetti significa investire nella salute, sull’ambiente, sulla sicurezza, nel risparmio dei costi sanitari e di risanamento ambientale a posteriori.

Pat MethenyLast train home

P.S. L’inserimento delle illustrazioni nel testo e dei brani alla fine di ogni punto del programma rappresentano una libera scelta del sottoscritto.

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