risorse_umane_modificata-725x265Il nono punto del programma de L’Altra Emilia Romagna.
L’economia del debito aggrava la povertà e provoca una crescita delle disuguaglianze.
I ricchi sono sempre più ricchi e l’area della povertà assoluta e relativa si estende. La crisi grava su questa enorme ingiustizia.
Nell’arco di 20 anni 15 punti di PIL (ogni punto vale 15 miliardi di euro) sono passati dai salari e stipendi ai profitti e alle rendite. 

Occorre invertire questa direzione di marcia! Certo le Regioni non hanno un ruolo e una responsabilità diretta. Ma non possono essere solo esecutrici di decisioni prese sopra la loro testa e contro gli interessi dei cittadini e delle stesse imprese. C’è spazio per dare voce alla protesta e alla lotta avanzando rivendicazioni e richieste, cominciando dalla cancellazione dell’obbligo introdotto in Costituzione del pareggio di Bilancio.
Nel reperimento di risorse per il cambiamento c’è spazio per l’intervento diretto della Regione e degli Enti Locali. C’è spazio per contrasto l’evasione e l’elusione fiscale, una emergenza che va affrontata consolidando un accordo con i Comuni del territorio perché partecipino all’attività di accertamento dei tributi gestiti dall’Agenzia delle Entrate.
hand symbolC’è spazio per intervenire sulla perequazione e progressività delle imposizioni fiscali della stessa Regione, fra cui Irap e addizionale Irpef. Sulle imposte e sul sistema tariffario vanno attivate modalità progressive che, in funzioni delle classi di reddito, configurino un’area dell’esenzione e un’area dell’incremento progressivo delle imposte e dei tributi.
La Regione deve sollecitare la ripubblicizzazione della Cassa Deposito e Prestiti che oggi persegue scopi indirizzati alla privatizzazione di beni comuni e dei patrimoni pubblici. Analogo discorso vale per i fondi pensione che oggi sfuggono ad ogni controllo e finiscono per alimentare le speculazioni finanziarie mentre potrebbero essere finalizzati alla soddisfazione di bisogni collettivi.
Vanno ottimizzate, nel perseguimento degli obiettivi di interesse pubblico le funzioni di programmazione e quelle amministrative assicurando competenza tecnica e legittimazione democratica. Tale riordino istituzionale dovrà adottare buone prassi amministrative per liberare e mettere a disposizione risorse attraverso:
– la trasparenza e la correttezza dell’azione amministrativa;
– la lotta per la Legalità contro l’infiltrazione della criminalità organizzata;
– la democrazia partecipativa e di cittadinanza attiva nelle decisioni, e nel controllo dei risultati;
– la riduzione dei costi dei servizi pubblici dei Comuni, città metropolitana e città capoluogo;
ec55dc5618542f58722a1f8bf1436a86– l’impegno a fare il bilancio di genere, impostare cioè tutto il bilancio, in ogni sua parte, in ottica di genere;
– la possibilità di tasse di scopo sui temi dei servizi pubblici, di solidarietà e accoglienza;
– la diffusione della cultura alla democrazia contro l’assenteismo dalle responsabilità del voto.
Attraverso l’applicazione di queste direttrici la Regione Emilia-Romagna deve ambire ad essere considerata un modello di equità e di solidarietà.
Vorremmo diventare la regione più equa, solidale, accogliente d’Europa!

Sam CookeA change is gonna come” eseguita da Al Green

P.S. L’inserimento delle illustrazioni nel testo e dei brani alla fine di ogni punto del programma rappresentano una libera scelta del sottoscritto.

Annunci