legaGli “aglieni” sono frutto di un errore ortografico avvenuto in classe ma sono diventati subito, nella storia che abbiamo inventato con i bambini, una popolazione con un alito terrificante proveniente da un pianeta lontano.
Il titolo di questo post è semiserio e prende a prestito la recente “notizia” secondo la quale il giovane sindaco leghista di Bondeno: Alan Fabbri ha dichiarato di essere stato minacciato di morte dai “musulmani”.
Non intendo minimizzare le eventuali minacce subite da Fabbri ma ho la sensazione che stia cercando di giocare la sua campagna elettorale alzando i toni in maniera esasperata pur di avere il consenso dei razzisti emiliano-romagnoli.
Il fatto che Fabbri, appartenendo ad un partito xenofobo, usi provocazioni di tipo fascista (visitando il campo Rom di Erbosa a Bologna e proponendo autobus separati per i “buoni” ed altri per i “cattivi”) è coerente con lo stile politico del suo partito; il fatto che molte persone “normali” condividano questo modo di fare mi preoccupa moltissimo e dovrebbe interrogarci tutti sulla grave perdita del senso di umanità che stiamo vivendo in questi anni.
I giornali, alcuni dei quali stanno dedicando davvero pochissimo spazio alle prossime elezioni regionali del 23 novembre,  godono di tali sollecitazioni perché hanno finalmente trovato qualcosa che fa notizia: infatti più Fabbri le spara grosse, più spazio ottiene su certe pagine.
Così i problemi del lavoro, della sanità, della scuola, dei trasporti, dell’ambiente, di una società sempre più precarizzata passano in secondo piano o scompaiono addirittura.
Così non si parla di una legge di stabilità che taglia drasticamente sempre i beni comuni in continuità di intenti e di provvedimenti fra il governo Renzi ed il governo Berlusconi.
Così non si informa che se da un lato si propaganda una cosiddetta “buona scuola”, dall’altro si tagliano drasticamente i fondi per realizzare alcuni degli obiettivi tanto sbandierati.
Così passano in secondo piano la rottura voluta dal PD di Matteo Renzi con la CGIL, il silenzio del premier sulle manganellate in piazza agli operai di terni, il nuovo incontro di verifica del Patto del Nazareno fra Renzi e Berlusconi e via dicendo.
Verrebbe voglia di sparare assurde stupidaggini pur di scuotere dal torpore certe coscienze ma sono consapevole che, come il lavoro dell’educatore ha bisogno di tempo, anche il compito di chi si propone di (con)vincere che un’altra società sia possibile ha bisogno di altri contesti dove ci si possa ascoltare, confrontare e discutere.
In attesa della prossima occasione, per ora, preferisco affidare il mio pensiero a queste righe scritte da Moni Ovadia, un po’ di tempo fa ma sempre attualissime.
Comunque siate insofferenti ai razzisti, buona Altra Emilia Romagna.

o-MONI-OVADIA-facebookSe voi foste persone normali
Se foste un rom, quella di Salvini non vi apparirebbe come la sortita delirante di un imbecille da ridicolizzare.

Se foste un musulmano, o un africano, o comunque un uomo dalla pelle scura, il pacchetto sicurezza non lo prendereste solo come l’ennesima sortita di un governo populista e conservatore, eccessiva ma tutto sommato veniale.
Se foste un lavoratore che guadagna il pane per sé e per i suoi figli su un’impalcatura, l’annacquamento delle leggi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro non lo dimentichereste il giorno dopo per occuparvi di altro.
Se foste migrante, il rinvio verso la condanna a morte, la fame o la schiavitù, non provocherebbe solo il sussulto di un’indignazione passeggera.
Se foste ebreo sul serio, un politico xenofobo, razzista e malvagio fino alla ferocia non vi sembrerebbe qualcuno da lusingare solo perché si dichiara amico di Israele.
Se foste un politico che ritiene il proprio impegno un servizio ai cittadini, fareste un’opposizione senza quartiere ad un governo autoritario, xenofobo, razzista, vigliacco e malvagio.
Se foste un uomo di sinistra, di qualsiasi sinistra, non vi balocchereste con questioni di lana caprina od orgogli identitari di natura narcisistica e vi dedichereste anima e corpo a combattere le ingiustizie.
Se foste veri cristiani, rifiutereste di vedere rappresentati i valori della famiglia da notori puttanieri pluridivorziati ingozzati e corrotti dalla peggior ipocrisia.
Se foste padri, madri, nonne e nonni che hanno cura per la vita dei loro figli e nipoti, non vendereste il loro futuro in cambio dei trenta denari di promesse virtuali.
Se foste esseri umani degni di questo nome, avreste vergogna di tutto questo schifo.

Moni Ovadia

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