matteo-renzi-council-on-foreign-relationsPropongo un dialogo immaginario fra due rottamatori a proposito della cosiddetta buona scuola di Matteo Renzi.
Per comodità userò le loro iniziali anziché i loro nomi; quelle del primo rottamatore sono PD (che sta per Primo Decisini) e quelle del secondo sono PDL (cioè Pier Devoto Liberista).

P.D.: Ci vediamo tomorrow al barcamp per organizzare il crowfunding ?
F.I: Ok boy, sinceramente avrei proposto un world café per un Fab Lab .
P.D.: Ahimé non possiedo ancora il know how e purtroppo conosco solo i Fab Four .
F.I.: Sei un bonus a nulla!
P.D.: Se io sono old perché non conosco il significato di B.Y.O.D., tu sei proprio un hackaton !
F.I.: Non ti si può dire N.E.E.T.: hai la coding di paglia!
P.D.: Basta così: nonostante la spending review ti confesso che sei il mio user friendly preferito .
F.I.: Se vuoi essere cool fatti un work in progress tutto tuo!
P.D.: Se non la smetti di offendere chiamerò la policy .
F.I.: Sai cosa ti dico: Voucher a quel paese!!!

Renzie-3Ho scelto questo dialogo introduttivo, zeppo di termini inglesi (usati anche a sproposito) perché nella proposta cosiddetta di “buona scuola” del Presidente del Consiglio Matteo Renzi succede la stessa identica cosa.
Nonostante si premetta che la proposta è stata “offerta ai cittadini italiani: ai genitori e ai nonni che ogni mattina accompagnano i loro figli e nipoti a scuola; ai fratelli e alle sorelle maggiori che sono già all’università; a chi lavora nella scuola o a chi sogna di farlo un giorno; ai sindaci e a quanti investono sul territorio“, l’impiego massiccio del linguaggio inglese non è affatto alla portata di tutti.
Sentendomi il primo degli ignoranti, mi rivolgo a coloro i quali non conoscono a fondo il significato di alcune parole contenute nel documento la “buona scuola“, per offrirne una traduzione e poi ipotizzare il senso del loro impiego.
(Le frasi fra virgolette sono prese letteralmente dalla proposta “La Buona Scuola”).
Barcamp = È una rete internazionale di non conferenze aperte i cui contenuti sono proposti dai partecipanti stessi. Gli eventi si occupano soprattutto di temi legati alle innovazioni sull’uso del World Wide Web, del software libero e delle reti sociali.
Blended Learning= Nella ricerca educativa si riferisce ad un mix di ambienti d’apprendimento diversi.
Bring Your Own Device = La traduzione è: Porta il tuo dispositivo. “La didattica viene fatta sui dispositivi di proprietà degli studenti e le istituzioni intervengono solo per fornirle a chi non se lo può permettere.”

Co-design Jams = È un gruppo composto da professionisti operanti in diversi settori che credono nel Design Collaborativo, come strumento per dare risposte agli scenari complessi della società odierna.
Coding = Programmazione.
Content and Language Integrated Learning = L’insegnamento di una materia in un’altra lingua. “Va esteso significativamente anche nella scuola primaria e nella scuola secondaria di primo grado”.
Crowdfunding = La traduzione potrebbe essere: raccolta di denaro. “Coinvolge tutti i cittadini e mira ad incentivare meccanismi di microfinanziamento diffuso a favore della scuola. I docenti, i genitori, gli studenti stessi saranno protagonisti.”
Data School Nazionale = Dati della scuola.Tutti hanno l’esigenza di fare comprendere i propri dati, le sfide di bilancio, di amministrazione, di policy.”
Decision Making = Processo che porta a prendere una decisione, da parte di un individuo o di un gruppo.
Design Challenge = “Una gara aperta per identificare la miglior soluzione tecnologica che aumenti la fruibilità delle informazioni.
Digital Makers = Produttori digitali. “Ogni studente avrà l’opportunità di vivere un’esperienza di creatività e di acquisire consapevolezza digitale anche attraverso l’educazione all’uso positivo e critico dei social media e degli altri strumenti della rete.”
Early leavers = Abbandono scolastico precoce. “Sono giovani disaffezionati ad una scuola che non riesce a tenerli con sé”.
Fab Lab = Dall’inglese fabrication laboratory è una piccola officina che offre servizi personalizzati di fabbricazione digitale.

Gamification = È l’utilizzo di elementi mutuati dai giochi e delle tecniche di game design in contesti esterni ai giochi
Good Law = La traduzione è: buona legge ma nel contesto viene impiegato come semplificazione. “Da subito il MIUR elaborerà delle Linee Guida perché i propri atti siano elaborati in un linguaggio comprensibile e di facile attuazione”.
Hackathon = È un evento al quale partecipano, a vario titolo, esperti di diversi settori dell’informatica: sviluppatori di software, programmatori e grafici web.

“Per aumentare l’impatto dell’apertura, lanceremo in autunno il primo hackathon sui dati del Ministero, dalle stanze del Ministero”.
Living Lab = È un nuovo approccio nelle attività di ricerca che consente agli utilizzatori di collaborare con i progettisti nello sviluppo e nella sperimentazione dei nuovi prodotti ad essi destinati.

Matching Fund= È la proposta di un percorso che porta l’impresa a tornare protagonista. Uno scambio di valore che porta a crescita e sviluppo del business. “Il Governo valuterà di mettere a disposizione finanziamenti per fare matching fund“.
Mentor = Persona che fa da guida e da consigliere ad una persona con minore esperienza.
Nudging = Accessibilità. “All’estero li chiamano good law e nudging, noi lo chiamiamo semplificazione, accessibilità, attuazione.”

Opening Up Education = Educazione aperta. Consentirà agli studenti, agli operatori del settore e agli istituti di istruzione di condividere risorse educative aperte e liberamente utilizzabili. “Stiamo scommettendo sul fatto che la scuola abbia già in sé le soluzioni per il suo rinnovamento”.
Policy = Linea di condotta.
Problem solving = Indica il processo cognitivo messo in atto per analizzare la situazione problematica ed escogitare una soluzione
Service Design = È l’attività di pianificazione e organizzazione di personale, infrastrutture, comunicazione e materiali di un servizio, con lo scopo di migliorarne l’esperienza in termini di qualità ed interazione tra il fornitore del servizio e il consumatore finale.

Social Impact Bonds = Obbligazioni ad Impatto Sociale. “Sono strumenti che mirano a creare un legame forte tra rendita economica e impatto sociale”.
School Bonus = È un bonus fiscale per un portafoglio di investimenti privati (da parte di cittadini, associazioni, fondazioni, imprese) nella scuola.
School Guarantee = È mirato a premiare in maniera più marcata l’investimento nella scuola che crea occupazione giovanile.
Voucher = Dall’inglese (to) vouch : attestare, garantire. Sono documenti emessi da agenzie ai propri clienti, come conferma del diritto a godere di specifici servizi, in essi indicati e già pagati in precedenza all’agenzia stessa.
World Cafés = È una metodologia che si ispira ai vecchi caffè, creando un ambiente di lavoro che inviti i partecipanti ad una discussione libera ed appassionata. [1]
Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti! diceva Nanni Moretti in una scena del film “Palombella rossa“, rivolgendosi ad una giornalista.
Chi parla male, fa in modo che gli altri pensino maledico io rivolgendomi a chi scrive di “buona scuola” in un modo che rasenta l’arroganza.
Perché, dunque, in un documento simile dove si parla di buona scuola, di semplificazione e di linguaggio comprensibile, si usano così tante parole prese dal vocabolario aziendal-finanziario?
Tento qualche risposta elementare…
Perché si cerca di stupire con effetti speciali (“Noi ne sappiamo a pacchi, voi non sapete niente“).
Perché l’uso della lingua inglese offre un esempio di modernità (“Noi siamo moderni, voi siete vecchi“).
Perché il linguaggio tecnico è usato dagli specialisti (“Noi conosciamo, voi siete ignoranti“).
Perché il linguaggio specialistico impedisce la comprensione a tutti (“Noi abbiamo studiato, voi non sapete“).
Perché il linguaggio difficile crea subordinazione (“Noi vi stupiamo con i paroloni, voi dovete fidarvi“).
2Traducendo con il vecchio vocabolario pedagogico le parole della “buona scuola“, l’idea che esce dalla lettura complessiva e dalla sua traduzione è quella di uno stile aziendale, competitivo, classista, emarginante, ipocrita ed ignorante.
Quindi, se si usa un linguaggio simile, si sceglie di comunicare qualcosa a qualcuno, proprio in quel modo.
La proposta di “buona scuola” è scritta con un “cattivo linguaggio” perché esso contraddice alcune affermazioni di principio e sostiene invece l’idea di una scuola paragonabile ad un’azienda.
Ho sempre sostenuto che, volendolo, addirittura le leggi si possono scrivere in maniera buona, semplice e comprensibile; ne è un esempio l’articolo uno della LIP ovvero del DDL “Norme generali sul sistema educativo d’istruzione statale nella scuola di base e nella scuola superiore. Definizione dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di nidi d’infanzia“.
Art. 1. (Princìpi)
1. Il sistema educativo di istruzione statale:

a) si ispira a princìpi di pluralismo e di laicità;
b) è finalizzato alla crescita e alla valorizzazione della persona umana, alla formazione del cittadino e della cittadina, all’acquisizione di conoscenze e competenze utili anche per l’inserimento nel mondo del lavoro, nel rispetto dei ritmi dell’età evolutiva, delle differenze e dell’identità di ciascuno e ciascuna, secondo i princìpi sanciti dalla Costituzione, dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e dalla Convenzione sui diritti del fanciullo;
c) concorre altresì a rimuovere gli ostacoli di ordine economico, sociale, culturale e di genere, che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini e delle cittadine;
d) garantisce la partecipazione democratica al suo governo da parte di docenti, educatori, personale ausiliario-tecnico-amministrativo, genitori e studenti.
Ancora a proposito di parole, nelle 136 pagine de “La Buona Scuola“, il termine “Competizione” batte il termine “Cooperazione” 5 a 0 (il primo viene nominato 5 volte, il secondo nessuna) mentre il vocabolo “Economia” batte “Costituzione” 8 a 2. Vorrà pur dire qualcosa!

In conclusione, se la scuola della Gelmini era quella delle tre I: Internet, Inglese, Impresa, quella di Matteo Renzi si caratterizza per essere quella delle tre F: Falsa, Frivola e Furba, perché mette in vendita vecchie idee liberiste spacciandole per nuove proposte, perché mette in vendita proposte superficiali spacciandole per affascinanti, perché mette in vendita la scuola spacciandola per un’azienda.

[1] Naturalmente sono ben accetti i suggerimenti di tutt@ coloro che sono in grado di fornire una definizione migliore dei termini inglesi che ho indicato.

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