intervento-spalla-scuola-firenze-333-no-invalsi-studenti-scuoladi  Roberto Ciccarelli, dal Manifesto del 10.2.2015
Il mini­stro dell’Istruzione Ste­fa­nia Gian­nini è una dei sena­tori di Scelta Civica ad essere «con­fluita» nel Pd di Renzi.
C’è stato un tempo, in fondo bgreve, in cui l’ex ret­trice dell’università degli stra­nieri di Peru­gia ha cer­cato di dedi­carsi ad un per­corso poli­tico auto­nomo.

Gli esiti non sono stati all’altezza delle ambi­zioni. Da segre­ta­rio di Scelta Civica, Gian­nini ha pro­vato a gui­dare un drap­pello di liberal-democratici alle ele­zioni euro­pee con esiti non scin­til­lanti: il par­tito degli ex mon­tiani ha incas­sato lo 0,72% con poco più di 197 mila voti.
Vista la mala parata il mini­stro ha scelto di svol­gere il ruolo di por­ta­voce della «Buona Scuola» ren­ziana a tempo pieno. Per ren­dere più saldo l’impegno ha pre­sen­tato ven­ti­quat­tro buoni pro­po­siti per il nuovo anno, il secondo alla guida del Miur. Quello che segnerà la san­ti­fi­ca­zione dell’impegno di Renzi sulla scuola: assu­mendo 148 mila docenti pre­cari a set­tem­bre, esclu­den­done almeno altri 100 mila aventi diritto.
Tra i pro­po­siti emerge quello dell’allungamento dell’orario di lavoro dei docenti, una misura con­te­sta­tis­sima l’estate scorsa, al punto da imporre al governo il ritiro della misura annun­ciata a mezzo stampa. Da Viale Tra­ste­vere fanno sapere che le scuole saranno sem­pre «più aperte» anche oltre l’orario delle lezioni per lo svi­luppo di pro­getti e pro­grammi per il con­tra­sto della disper­sione sco­la­stica. Tor­nano dun­que d’attualità i seguenti pro­blemi: ver­ranno pagati gli straor­di­nari al per­so­nale ammi­ni­stra­tivo? Oppure gli isti­tuti reste­ranno aperti gra­zie ai privati?
Tra gli altri pro­po­siti ci sono i «ram­mendi» all’edilizia sco­la­stica.
edilizia_scuola_nonsicureLa Banca Euro­pea per gli Inve­sti­menti ha con­cesso un pre­stito a lungo ter­mine (fino a 40 milioni l’anno per 30 anni) da 900 milioni esente dal patto di sta­bi­lità. Entro il 15 feb­braio 2015 il Miur ripar­tirà le risorse tra le Regioni. I lavori dovranno essere aggiu­di­cati entro il 30 set­tem­bre 2015. Tempi lun­ghi, insomma. Per i pros­simi tre anni il governo dovrebbe stan­ziare 3,7 miliardi di euro per il «decoro».

«Fin­ché le pro­vince non potranno dero­gare al Patto di Sta­bi­lità, qual­siasi pro­messa di inter­ve­nire sulle con­di­zioni inde­gne in cui ver­tono le nostre scuole rimarrà tale e non si tra­durrà in miglio­ra­menti fat­tivi» sostiene Danilo Lam­pis, coor­di­na­tore nazio­nale dell’Unione degli Stu­denti Gli stu­denti tor­ne­ranno in piazza il pros­simo 12 marzo. Tra i punti elen­cati dal Miur non ci sono impe­gni per aumen­tare gli inve­sti­menti nell’istruzione, nè nell’università. E non c’è un impe­gno con­creto per l’innalzamento dell’obbligo sco­la­stico a 18 anni. «Si ripro­pone la solita reto­rica sulla valu­ta­zione — com­menta Dome­nico Pan­ta­leo della Flc-Cgil — quote pre­miali, com­pe­ti­zione e assun­zioni meri­to­cra­ti­che senza peral­tro aumen­tare le risorse. Nel rap­porto tra lavoro e istru­zione viene affer­mata l’egemonia delle imprese sui pro­cessi edu­ca­tivi met­tendo sullo stesso piano alter­nanza scuola-lavoro, appren­di­stato e tiro­cini». Il sin­da­ca­li­sta lamenta l’assenza di ogni rife­ri­mento al rin­novo dei con­tratti dei docenti bloc­cati dal 2009.
In com­penso il governo pro­mette di tor­nare a «rifor­mare» l’università «su base meri­to­cra­tica», auspi­cando un ricam­bio gene­ra­zio­nale tra i docenti​.In attesa che il governo uffi­cia­lizzi nel cdm pre­vi­sto il 20 feb­braio l’assunzione dei docenti pre­cari e chia­ri­sca i reali con­te­nuti del decreto legge della riforma set­ti­mana suc­ces­siva, ad oggi non è chiaro se, e come, gli scatti di anzia­nità reste­ranno in vigore per i docenti e quanto pese­ranno invece gli «scatti di com­pe­tenza», cioè il «merito».
Que­sto cavallo di bat­ta­glia del governo, e del par­tito demo­cra­tico, è stato boc­ciato a sor­presa dalla con­sul­ta­zione online sulla «buona scuola» voluta dallo stesso Renzi.
La più «grande con­sul­ta­zione mai rea­liz­zata su una riforma», così recita il claim pro­pa­gan­di­stico del ren­zi­smo, ha boc­ciato il pila­stro della riforma. Si parla di un «sistema misto» merito-anzianità.
Fitto resta il mistero sulla solu­zione.

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