cannocchiale_bimbiElena è una studentessa e mi ha inviato questo bel testo, Davide è suo padre; insieme hanno condiviso alcune proposte su come dovrebbe essere una scuola che funziona.
Le pubblico volentieri senza, per ora, entrare nel merito o commentare perché considero una bella cosa il fatto che vogliano condividere le loro osservazioni. Li ringrazio entrambi ed invito le persone interessate ad inviare il proprio contributo o ad usare lo spazio dei commenti per esprimere opinioni e proposte.
Comunque la pensiate, buon commento.

Vedo 700 ragazzi tutte le mattine timbrare il cartellino e doversi giustificare per via scritta se per caso si è arrivati un secondo dopo la scadenza oraria.
Vedo quelli che arrivano alle 8 dopo due ore di tragitto e per regolamento non possono prendere un caffè e portarselo in classe, non possono nemmeno mangiare un biscotto in classe, perché quando iniziano le lezioni è vietato e piuttosto è meglio farsi due ore a stomaco vuoto fino all’intervallo senza capire nulla di quello che ti viene spiegato.
Vedo i prof che ti dicono di rispettare la scuola come fosse casa tua, ma non deve più essere casa tua nel momento in cui hai bisogno di andare in bagno perché la prof sta spiegando e non sarebbe rispettoso.
Vedo prof che ti ordinano di comportarti come un adulto, ma ti trattano come un bambino e non ti dicono le cose come stanno.
Vedo anche tanti studenti che sono lì solo per cavarsela, non importa quanto avranno veramente acquisito durante gli anni di scuola, non gli interessa sapere niente su niente, solo avere un diploma per non essere scartati a priori una volta entrati nella vita reale…
Vedo i miei compagni di classe che scommettono sull’umore dei prof prima che entrino in classe, e già da quello capirai come andrà la tua interrogazione: tu SAI che la tua valutazione, dalla prima interrogazione all’ultima prova d’esame, dipende da tutto fuorché dalla tua effettiva preparazione culturale.
Dipende da quanto sei bravo a copiare o dissuadere, da quanto tieni la testa abbassata, da quanto non opponi le tue idee ai dogmi scolastici, da quanto fingi di apprezzare ciò che non apprezzi.
La scuola italiana è una preparazione eccellente alla vita del cittadino italiano: insegna che chi va avanti nella vita sono i furbi e gli ipocriti, mentre se si vuole dire ciò che si pensa bisogna premettere la consapevolezza che nel migliore dei casi molto semplicemente non verrai ascoltato, altrimenti la tua scelta potrà anche ritorcertisi contro; insegna che se chiedi “Perché”, nessuno ti risponde; che è proprio chi sta al potere che ti spinge ad infrangere le regole di nascosto mentre basterebbe ascoltarsi a vicenda.
A scuola non c’è democrazia, ci si fossilizza su regole inutili perdendo di vista il fatto che siamo persone a contatto con persone, anzi siamo maestri a contatto con allievi, artisti: nell’arte di insegnare e nell’arte di apprendere.
È tutto sbagliato.
school_its_way_more_boring_than_when_you_were_thereNon ci rendiamo più conto dell’immensa ricchezza contenuta nell’opportunità di consegnare sapere e ricevere sapere, è un rapporto fondamentalmente di affetto, di scambio, perché anche gli allievi hanno sempre da insegnare ai propri maestri, anche soltanto lasciandosi conoscere, consegnandogli le proprie opinioni e punti di vista. Ognuno dovrebbe avere a che fare con “se stesso” per non dimenticare: gli alunni dovrebbero avere a loro volta altri alunni più inesperti e i maestri dovrebbero avere a loro volta maestri più esperti.
Io e il mio babbo abbiamo iniziato a fantasticare su come potrebbe essere una scuola che funzioni e che non dimentichi cosa significa e a cosa serve la scuola.
Abbiamo immaginato una scuola fatta di insegnanti che vengono valutati dai propri alunni: intanto, una volta che un determinato numero di insegnanti si sono messi a disposizione per determinate materie, gli alunni sceglieranno autonomamente da chi farsi insegnare con la possibilità di cambiarlo, e già così la selezione si fa da sé: chi sarà un buon insegnante avrà cento alunni e chi lo sarà di meno ne avrà tre, ma finché anche solo quei tre vorranno ipoteticamente gli insegnamenti di questo, c’è spazio per tutti (magari farà poche ore lavorative da insegnante ed avrà tempo per un altro lavoro così da mantenersi più stabilmente continuando ad insegnare per passione).
Ad ogni modo così facendo i prof faranno addirittura a gara per chi sa conquistare più cuori di studenti; una volta che si saranno formate le classi, nello stesso modo in cui vengono tenuti i consigli di classe per valutare uno studente, anche gli studenti terranno vari “consigli di classe” per valutare i propri professori, secondo i criteri di: passione, sincerità, democraticità, competenze, rapporti di parità con gli allievi e non abusi di potere, imparzialità nei giudizi, ascolto reciproco… anche i prof potranno prendere delle note, anche i prof potranno essere bocciati, ed anche i prof a fine anno avranno delle pagelle di valutazione sottoforma di recensioni per gli studenti che arrivano.
Sarà cosi possibile per entrambe le parti essere sé stessi a 360 gradi senza discorsi su chi ha il coltello dalla parte del manico e chi deve subire; cosi sarà possibile godere nell’insegnare a persone che ti hanno cercato e che vogliono essere di fronte a te, e godere nell’apprendere da persone che non sono solo sapienti, ma anche modelli, punti di riferimento che tu, studente, hai sinceramente scelto per te stesso.
Per quanto riguarda invece il regolamento scolastico… beh, come minimo discutere le regole in assemblea d’istituto tutti insieme, prima che vengano imposte, e comunque tenere sempre aperto l’ascolto ma anche il dialogo verso gli studenti tramite inchieste o articoli argomentati appunto dagli alunni.
Questa è la bozza di come secondo noi potrebbe essere costruita una scuola con la funzione di scuola, meritocratica nei confronti sia degli alunni che degli insegnanti, e rilasciamo la nostra idea a chi magari la sa ascoltare e potrebbe avere l’opportunità di utilizzarla, anche solo in minima parte, anche esteso soltanto ad una classe, anche solo come spunto teorico; c’è bisogno di sfondare i muri che si erigono tra professori frustrati e alunni passivi, svogliati.
Secondo noi è possibile!

Keith-Haring2

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