altan_ricattoIl Presidente del Consiglio Matteo ‘enzi, dopo aver annunciato per mesi che il primo provvedimento d’urgenza per realizzare la sua “Buona scuola” sarebbe stato l’assunzione dei docenti precari con un decreto legge, nella conferenza stampa di giovedì scorso ha invece cambiato completamente strategia.
Dapprima ha attirato l’attenzione delle sue “prede” mettendo alcuni specchietti per le allodole (il mantenimento degli scatti di anzianità, il voucher per le spese culturali) ma contemporaneamente ha chiesto una delega in bianco al suo governo per materie importantissime quali: riforma del sistema di assunzione e di valutazione del personale, di valutazione e di certificazione delle competenze degli studenti, di assegnazione degli incarichi, di governance della scuola e degli organi collegiali, di istituzione del sistema integrato dalla nascita ai sei anni, di riordino del diritto di istruzione degli studenti con disabilità e BES, della disciplina del diritto allo studio, del rafforzamento dell’autonomia scolastica, della semplificazione degli Istituti Tecnici, eccetera eccetera.
Il tutto, aggiungendo sgravi per chi iscrive i propri figli alle scuole private, introducendo la chiamata diretta dei docenti da parte del dirigente scolastico, ignorando la contrattazione, riducendo il numero di precari da assumere e senza nemmeno indicare l’indispensabile copertura finanziaria per l’incremento organico complessivo del personale docente.
In pratica Matteo ‘enzi ha messo sotto ricatto il Parlamento per imporre una rapida approvazione della sua proposta autoritaria.


Con quel suo appello: “Fate bene, fate presto” è come se avesse detto:
Mi avete detto che sono autoritario mentre io invece sono un “diversamente” democratico.
Va bene, ci pensi pure il Parlamento a fare la mia riforma.
Pongo solo alcune condizioni: per fare bene e fare presto i tempi, i modi ed i contenuti devono essere i miei.
Adesso, cari parlamentari, siete voi i responsabili dell’assunzione o meno di questi precari.
Vediamo se siete capaci, altrimenti ci devo pensare io ma, in quel caso, mi darete carta bianca su tutto
.”

Dal vocabolario della lingua italiana:
RICATTO: Intimidazione, di carattere materiale o morale, con cui si costringe una persona a pagare una somma di denaro o a compiere atti contrari alla sua volontà; pressione psicologica, richiesta a cui è impossibile opporre un rifiuto.
Comunque non vi facciate ricattare, buona mobilitazione sociale per il 28 marzo.

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