00825bisMi sarebbe piaciuto essere l’autore della bella frase del titolo ma non l’ho mica scritta io.
L’autore è Simon Michael Schama, saggista e storico dell’arte inglese, il quale, pochi mesi fa sul Financial Times, osservava che in Europa libertà e risata formano un’accoppiata solida e coerente.

Libertà e risata vanno di pari passo nella tradizione europea da più di 300 anni e insieme hanno proclamato il diritto di ridicolizzare».
In pratica il suo articolo sostiene che la democrazia, senza ironia, fa più fatica a prosperare.
Sono completamente d’accordo con lui… e credo proprio lo siano anche i superlativi maestri e maestre della scuola primaria di Longhena che hanno usato lo strumento meraviglioso dell’ironia per cercare di far capire la pericolosità della cosiddetta “buona scuola” di Matteo ‘enzi a quanti non l’avessero ancora colta (colleghi, genitori, studenti, cittadini).
Hanno realizzato una serie di fotografie per offrirsi come “insegnanti a chiamata diretta” ai futuri dirigenti scolastici ai quali la nuova scuola renzusconiana affida il potere incostituzionale di scegliersi i docenti (vedi sotto).
Credo che, oltre alle necessarie mobilitazioni, alle indispensabili manifestazioni e agli scioperi urgenti, ci sia bisogno di trovare altri linguaggi per cercare di contrastare l’esercito mediatico che il premier sta mettendo in campo per imporre le sue idee di scuola-azienda.
Linguaggi credibili che permettano di arrivare, in modo nuovo e sorprendente, all’opinione pubblica per sbeffeggiare chi usa il termine “buona scuola” in maniera completamente impropria ed in modo pedagogicamente sbagliato.
Modalità efficaci per ridere di chi usa la definizione di “riforma del sistema nazionale di istruzione” per intendere una serie di fandonie che non hanno niente a che vedere col “sistema scuola”, un elenco di promesse che sono già state disattese ed una lista di deleghe in bianco su materie fondamentali che, in altri tempi, avrebbe fatto gridare allo scandalo anche i politici più moderati.
I colleghi e le colleghe della scuola primaria Longhena sono riusciti a trovare il modo per farsi capire e per far capire, quindi: bravi, brave e ancora bravissimi e bravissime!!!

Clicca sulla foto per ingrandirla.

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E adesso, chi ha più fantasia
la dimostri per far antologia!

L’articolo apparso su Repubblica Bologna è qui.

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