elemosinaQualche giorno fa sono stati accreditati i 500 euro di bonus per la formazione degli insegnanti.
Qualcuno mi chiede perché non ammetto che questa è una buona cosa della cosiddetta “buona scuola”.
La mia risposta inizia con la metafora numero 1.

Immagina che qualcuno prima ti rubi l’automobile; poi, dopo sette anni, quello stesso ladro, fingendosi pentito, ti restituisca… solo il portachiavi.
Gli diresti “grazie”?
La risposta continua con la metafora numero 2.
Immagina che qualcuno tolga dal tavolo un piatto con un buon risotto, lo porti in mezzo ad un pascolo di bovini ed una mucca lo ricopra… con le proprie deiezioni.
Che sapore avrebbe il candido chicco di riso in fondo?
Poi la mia risposta termina con la definizione di “populismo“.
esterne171559081710163418_bigÈ una forma di prassi politica, tipica di paesi in via di rapido sviluppo dall’economia agricola a quella industriale, caratterizzata da un rapporto diretto tra un capo carismatico e le masse popolari, con il consenso dei ceti borghesi e capitalistici che possono così più agevolmente controllare e far progredire i processi di industrializzazione.”
In sintesi, ogni riferimento al contratto della scuola scaduto da sette anni, al mancato pagamento degli arretrati degli scatti di anzianità, al nascondere i “furti” per spacciare come investimento qualche specchietto per le allodole, alla volontà di delegittimare la contrattazione, al trasferimento dell’idea di scuola dal tavolo costituzionale al terreno aziendale, al capo che parla in prima persona singolare come un imbonitore, è puramente voluta.
Anche per questo, parteciperò sabato 24 ottobre a Bologna alla manifestazione contro la legge 107, che si autodefinisce della “buona scuola”.
Comunque la pensiate, buona partecipazione.
LUnioneFaLaScuola

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