logoAl referendum del 17 aprile scorso il quorum non è stato raggiunto quindi non ha vinto il Sì e non ha vinto neppure il No.
Io ho votato Sì ed ho invitato altri a farlo quindi SIcuramente ho perso e, come me, tutti quelli che si sono comportati in tal modo.

Ma la domanda spontanea è: Chi ha vinto?
Chi non è andato a votare” come ha invitato a fare il Presidente del Consiglio: Matteo Renzi? [1]
Chi ha giudicato inconsistente l’iniziativa referendaria” come ha sentenziato l’ex Presidente della Repubblica: Giorgio Napolitano? [2]
Chi non ha voluto farsi vedere” come ha dimostrato l’attuale Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, andando a votare alle 20,38 di ieri sera? [3]
Noi del governo” come ha scritto la senatrice PD Francesca Puglisi in un suo tweet? [4]
Chi ha preso in giro quelli che hanno promosso un referendum inutile” come si è divertito a fare Ernesto Carbone della segreteria PD su Twitter? [5]
La risposta più adatta alla domanda “Chi ha vinto?” non è quella battuta che circola da ieri sera sui social: “Quando non si vota Renzi vince sempre” e non è nemmeno la giustificazione: “Ha vinto chi non ha partecipato”.
La mia risposta è: “Hanno vinto quelli che hanno paura della partecipazione delle persone”.
63fbe4a7ac94e46344bdb2a15ddacd8bPer questo motivo hanno usato tutti i deterrenti possibili: non hanno informato, hanno dissuaso dall’andare a votare, hanno invitato a “non disturbare il conducente”, hanno minacciato perdita di posti di lavoro, hanno disprezzato i rappresentanti istituzionali di 9 regioni italiane (e con loro tanti cittadini di quelle regioni).
15 milioni e mezzo di persone però sono andate a votare; è vero non sono la maggioranza degli italiani ma, che piaccia o no, sono una buona parte.

15 milioni e mezzo di italiani hanno deciso di andare a votare perché lo hanno sentito un loro diritto, un loro dovere, un loro modo di essere cittadini.
15 milioni e mezzo di italiani hanno votato nonostante alcune fra le più alte cariche dello Stato italiano li abbiano invitati a stare a casa.
In molti abbiamo sperato in un miracolo ma in quanti avrebbero scommesso su una partecipazione simile?
Il primo tempo di questa partita sulla democrazia è finito; lo abbiamo perso.
Se fossi un allenatore direi che lo abbiamo giocato bene ma che adesso occorre sacrificarsi e dare tutto quello che si ha dentro perché la posta in gioco è molto alta.
Io però non faccio l’allenatore ma sono un maestro elementare e so per mestiere che per cambiare le cose occorre tempo, pazienza, perseveranza e partecipazione.

Quindi, nell’intervallo, tutti insieme continuiamo con coerenza e costanza a raccogliere le firme per proporre i referendum sociali (4 sugli elementi più pericolosi della “cattiva scuola” renzusconiana, 1 sulla legislazione che consente le trivellazioni in mare e in terra, 1 su quanto prevede lo Sblocca Italia rispetto ad un piano strategico per nuovi inceneritori ed una grande raccolta di firme per una petizione popolare che vuole contrastare la ripresa dei processi di privatizzazione dell’acqua e dei beni comuni).
Staremo a vedere come andrà il secondo tempo: abbiamo il vantaggio di sapere in anticipo quale sarà il modulo di gioco del nostro avversario: “considerare i cittadini degli spettatori che devono rimanere a casa a guardarsi la partita in televisione”.
Noi, di conseguenza, dobbiamo riuscire a far “scendere in campo” quante più persone possibili.
Alla fine vincerà SIcuramente la partita chi non ha paura di informarsi e di partecipare perché “solo facendo emergere una discussione di merito su ciascuno di questi temi e proponendo un modello alternativo delle idee di società e di democrazia; solo dando modo ai cittadini di riprendere la parola e ristabilendo il principio della partecipazione diretta e della riappropriazione della sovranità popolare sarà possibile invertire la rotta.”
Comunque la pensiate, buona partecipazione.

Volantino_A5_sintesi_Pagina_22

[1] “Ci sia l’onestà intellettuale di riconoscere che la posizione dell’astensione a un referendum che ha il quorum, è una posizione sacrosanta e legittima. Non riconoscerlo è sbagliato e profondamente ingiusto.”

[2] “Se la Costituzione prevede che la non partecipazione della maggioranza degli aventi diritto è causa di nullità, non andare a votare è un modo di esprimersi sull’inconsistenza dell’iniziativa referendaria.”

[3] Il Presidente Mattarella ha votato alle 20,38 e senza nessun fotografo o video operatore che lo riprendesse.

[4] “Care opposizioni unite da Sx a #M5S che avete usato un referendum inutile x abbattere il governo #vincetepoi. Anche stasera abbiamo vinto noi.”

[5] “Prima dicevano quorum. Poi il 40. Poi il 35. Adesso, per loro, l’importante è partecipare #ciaone

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