charlie2Prima che lei nascesse i suoi genitori volevano farla diventare una scuola materna.
Appena venuta al mondo, una piccola scuola come lei passò quasi inosservata, ma tra i vecchi istituti ci fu un gran parlare: “Ma chi si crede di essere così piccola?”, “È tutta a piano terra e non ha neanche le scale!”, “Da dove salta fuori questa scuoletta che siamo già in tante!”, “I genitori dovrebbero pensarci due volte prima di fare delle scuole così”.

A pochi mesi di vita la piccola, forse anche per le condizioni difficili in cui crebbe, tra diffidenza e voglia di cambiamento, dimostrò di avere un carattere ed un orgoglio inaspettati: voleva essere una scuola dell’obbligo.
Maturando in condizioni ardue, lei riuscì faticosamente a realizzare il suo sogno e diventò una scuola elementare… addirittura a tempo pieno.
Con il tempo anche i suoi genitori se ne fecero una ragione.
Si caratterizzò fin da subito per la sua indisciplina, ad esempio a lei non piacevano i sussidiari ed i libri di testo ma preferiva crearsi fonti alternative.
Infatti cominciò fin da subito a produrre pubblicazioni proprie e a stampare un giornalino.
A lei piaceva ospitare gente nuova e sperimentare modi diversi di essere scuola.
Nel tempo, l’aver vissuto su se stessa le aspettative dei genitori fecero di lei una scuola elementare con un’anima da scuola dell’infanzia; se questa fosse una cosa buona lei non lo sapeva ma non si faceva troppi problemi: era semplicemente il suo modo di essere.
A lei piaceva fare la scuola in quella piccola frazione: abbracciata dai frutteti, immersa nella campagna, persa nelle nebbie padane e rallegrata dalle voci e dai movimenti infantili.
Le piaceva soprattutto nei mesi dell’anno scolastico cioè quando i bambini e le bambine le facevano il solletico con le loro parole, i loro giochi, le loro risate, le loro corse.
Le piaceva meno d’estate quando rimaneva da sola al sole.
Con il passare degli anni imparò a farci l’abitudine.
12494688_1592686774385588_2353097797577613893_nDopo più di 40 anni però, quando meno se lo aspettava, qualcosa successe.
Qualcuno cominciò ad immaginarla anche come una scuola dove si potevano far concerti, dove si poteva mangiare in compagnia, dove si poteva parlare, ridere e scherzare fino a notte fonda.

Insomma qualcuno cominciò a mostrarle una parte di sé che ancora non conosceva ma che le piaceva di aver scoperto.
Dapprima intimorita e poi sempre più convinta, anche la piccola scuola si persuase che quella era un’esperienza da provare.
Si mise a disposizione e condivise quello che poteva e quello che le piaceva.
Fu così che all’hamburger, simbolo della festa estiva, si unì il cocomero, simbolo del giornalino della scuola.
È così che, se andrete a Cocomaro di Cona in queste sere d’estate, potrete mangiare nel cortile della scuola, ascoltare buona musica, parlare fino a notte fonda e contribuire alla campagna di autofinanziamento del nostro giornalino scolastico “la Gazzetta del Cocomero”.
13083083_1608898529431079_7490690520810105130_nCi sono hamburger eccezionali (anche per vegani), birre di vario tipo, piatti appetitosi ed una programmazione musicale validissima, il tutto proposto dai ragazzi e dalle ragazze del pub Lady Hawke di Cocomaro di Cona.

Ci sono vecchie copie della Gazzetta, calendari, quaderni, magliette e cappellini proposti dai genitori, dai bambini e dagli insegnanti della scuola elementare “Bruno Ciari” di Cocomaro di Cona.
Ci sono molti tavoli per i grandi ed un super gonfiabile per i bambini.
Ci sono ospitalità e benessere.
Ci sono scuola, cocomero e hamburgher.
Che cosa vorrà fare in futuro la nostra piccola scuola nessuno lo sa, ma siamo in molti a pensare che adesso sia sicuramente più felice, insieme a tanti nuovi compagni di viaggio.
Comunque la pensiate, buona partecipazione.

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Mail: La Gazzetta del Cocomero

 

 

 

 

Alcune copertine dei quaderni a disposizione alla festa
(ce ne sono 30 tipi diversi, realizzate con disegni dei bambini e delle bambine)

 Q_24.pub  Q_1.pub  Q_9.pub
 Q_2.pub  Q_17.pub  Q_18.pub
 Q_22.pub  Q_25.pub  Q_2.pub
 

Calendario 2016

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Un cartellone con alcune copertine de La Gazzetta del Cocomero

 

 

 

 

 

 Manifesto_Gazzette_2015.pub

Foto della festa: Giulio Masieri

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