king-crimson-in-the-court-of-the-crimson-kingSul sito di Orizzonte Scuola ho letto un articolo intitolato: Chiamata diretta, come prepararsi al colloquio col dirigente in 10 mosse. Mentire si può, attenti a Skype.
L’ho trovato scandalosamente frivolo ma terribilmente rivelatore della trasformazione in atto nel nostro Paese: dalla scuola della Repubblica si sta passando ad un’azienda imbarazzante, pomposamente venduta come “buona scuola”.
Dopo la prima lettura mi sono chiesto se l’intenzione di chi ha firmato l’articolo fosse quella di fare dell’ironia su una situazione paradossale quale quella del Dirigente che deve scegliersi i docenti più idonei attraverso un curriculum ed un colloquio ma, forse perché ho un’altra idea di umorismo, mi sono risposto con certezza di no.
Anselmo Penna (non so se sia il nome vero dell’autore o un suo pseudonimo) offre dieci consigli ai nuovi docenti su come affrontare un colloquio con il Dirigente Scolastico; nel farlo sembra considerare gli educatori come manichini da mettere in vetrina nella posizione giusta, con l’abito sfavillante e la luce adatta per “vendersi” al meglio.
stylised-m1Fra i dieci consigli, mi colpiscono quelli di parlare al telefono in un posto in cui non ci sia rumore per non dover urlare; cercare il Piano Triennale dell’Offerta Formativa, la mission, il Piano di Miglioramento dell’Istituto ed impararli tutti a memoria; guardare il profilo Facebook del dirigente per capire che tipo è; mentire pur di soddisfare la richiesta del dirigente; non contraddirsi; fare attenzione al colloquio tramite Skype perché “qualcuno potrebbe essere portato a pensare di vestire solo la parte superiore del corpo e sotto la scrivania restare in costume da bagno in modo da trovarsi già pronto per scappare al mare terminato il colloquio” .
Mi chiedo: che idea ha dei docenti il signor Anselmo se i consigli che regala sono di questo tipo?
Non mi pare sia un’idea molto rispettosa se li immagina come gente che urla al telefono in mezzo al traffico, che impara a memoria la poesiuola del PTOF per far bella figura, che sbircia il profilo Facebook del Dirigente per poi adularlo, che racconta bugie pur di piacere al Capo di Istituto e che potrebbe partecipare alle videoconferenze vestita solo a metà magari proprio per attirare le curiosità meno pedagogiche del Principale.
Mi chiedo: come sia riuscito il signor Anselmo, con questi suggerimenti così strampalati, a tradurre in modo perfetto la logica cattiva, deprimente e deleteria che è alla base della cosiddetta “buona scuola”?
Mi chiedo: cari colleghi neoassunti, di quanta indignazione siete capaci?
Non sono nella posizione di dar consigli ma mi sento di ricordare, alle nuove colleghe e ai nuovi colleghi, che la scuola è fatta di saperi ma soprattutto di relazioni e le persone devono venir prima di qualsiasi altra cosa: bambini, bambine, ragazzi e ragazze, colleghe e colleghi, personale ausiliario e assistenti amministrativi, collaboratori scolastici e dirigenti scolastici.
Care colleghe e cari colleghi, in questo contesto scolastico voi, per i vostri studenti e per le altre persone, sarete un esempio: potrete esserlo nel modo che a voi e alla vostra idea di scuola e di società sembrerà giusto, ma vi invito a tener presenti alcune cose che Mario Lodi scrisse, nel settembre 2010, in una lettera di augurio agli insegnanti:
Il mio augurio è questo: non sentitevi mai da sole e da soli!
MarioMaestroLodiPrima di tutto ci sono i bambini e le bambine, che devono essere nonostante tutto al centro del vostro lavoro e che, vedrete, non finiranno mai di sorprendervi.
Poi ci sono altre e altri che, come voi, si stanno chiedendo in giro per l’Italia quale sia ancora il senso di questo bellissimo mestiere.
Capitò così anche a me, anche a noi. 

Poi ci sono anche i genitori e le zie e i nonni dei vostri alunni e delle vostre alunne, che possono darvi una mano, se saprete, anche insieme a loro, rendere la scuola un luogo accogliente e bello, in cui ciascuno abbia il piacere e la felicità di entrare e restare assieme ad altri.
Non dimenticate che davanti al maestro e alla maestra passa sempre il futuro.
Non solo quello della scuola, ma quello di un intero Paese: che ha alla sua base un testo fondamentale e ricchissimo, la Costituzione, che può essere il vostro primo strumento di lavoro.
Siate orgogliosi dell’importanza del vostro mestiere e pretendete che esso venga riconosciuto per quel moltissimo che vale.
Care colleghe e cari colleghi, se proverete a mettere in pratica questo, son sicuro che saprete trovare la giusta collocazione anche per i consigli strampalati del signor Anselmo Penna.
Comunque la pensiate, buon viaggio!

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