dsc_080Lo scorso 28 aprile lo spettacolo teatrale “Me che libero nacqui al carcer danno” è stato presentato al Teatro Comunale di Ferrara davanti ad un folto pubblico che ha apprezzato moltissimo l’impegno e la bravura degli attori detenuti.
Per chi l’avesse perso e per chi lo volesse rivedere, lo stesso spettacolo, aggiornato e maturato, verrà presentato prossimamente dentro il carcere di Ferrara, per qualche giorno trasformato in sala teatrale con tanto di prenotazioni e di biglietteria. 

Infatti nell’ambito del prossimo festival di Internazionale che si svolgerà a Ferrara, saranno due gli eventi dedicati al progetto di teatro-carcere che il Teatro Nucleo porta avanti dal 2005: la presentazione di due repliche dello spettacolo: “Me che libero nacqui al carcer danno all’interno della casa circondariale, APERTE AL PUBBLICO, e un incontro presso la libreria “IBS-Libraccio”.

124639-ldQuesto il programma:
GIOVEDÌ 29 SETTEMBRE ORE 20:30 e VENERDÌ 30 SETTEMBRE ORE 17:30
“Me che libero nacqui al carcer danno”regia H.Czertok
Presso CASA CIRCONDARIALE, VIA ARGINONE 327, FERRARA
È necessario richiedere l’accesso entro il 19 di settembre

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VENERDÌ 30 settembre  ore 15:00 – 17:00 
CARCERE CROCEVIA CULTURALE EUROPEO
Il programma Erasmus Plus al Carcere di Ferrara 

Presso Libreria IBS IL LIBRACCIO

SABATO 1 ottobre 2016 ore 11
“Me che libero nacqui al carcer danno” riservato  ai giornalisti del Festival di Internazionale e ai detenuti

SINOSSI (a cura di Horacio Czertok)
Ecco la trama leggera che struttura il nostro lavoro: nella sua cella al Sant’Anna i compagni di prigione di Torquato Tasso incarnano i versi del suo Canto, per aiutarlo a combattere la tristezza in cui lo ha precipitato la decisione del duca, di incarcerarlo. Studiando il Tasso dove Goethe esplora i difficili rapporti tra poeta e committente troviamo questo verso, che il sommo tedesco attribuisce al Nostro:  me che libero nacqui al carcer danno. Sarà il nostro titolo.

dsc_0161Dalla Gerusalemme abbiamo scelto il “Combattimento di Tancredi e Clorinda”. Vi troviamo l’essenza della tragedia. Combattere senza requie né respiro contro un altro che ci appare un nemico mortale e che ne dà a noi quante ne prende. Finché uno cade affogato nel proprio sangue. E quando la pietà si impone sopra la soddisfazione della vittoria, dell’avercela fatta, scoprire che hai ucciso ciò che più al mondo ami, ciò che fino a quel momento ha dato senso al tuo esistere. Che la vittoria era anche, esattamente, una sconfitta.
Oltre al Tasso vi é Monteverdi e la nascita dell’opera lirica, dove per la prima volta degli attori cantano e agiscono. Una grande sfida: così facciamo da sempre nel nostro teatro, con gli attori, detenuti o meno. Deve sembrare e deve anche essere così alta da far paura. La fiducia che c’è tra di noi funziona da supporto.
Quando leggiamo per la prima volta il testo, si fa un silenzio pieno di incredulità. Non ci abbiamo capito niente. Per giunta più della metà dei detenuti conoscono poco l’italiano, ma anche gli italiani conoscono poco la loro propria lingua. Non possiamo semplificare? qualcuno osa proporre.
dsc_0134Usare l’italiano corrente, così si capisce. Nasce una bellissima discussione su cos’è capire, sulla storia, sul racconto. Cosa c’è da capire? La storia si racconta così in fretta che finisce subito. Ma nella discussione affiora tanto altro. E poi, alle porte di Gerusalemme ancora oggi i cugini – discendenti di Isacco e di Ismaele – continuano a massacrarsi per fare gli affari di tanti e il diletto di chi, avendo provocato la situazione con la Shoah, ora si arroga il diritto di dare lezioni di comportamento.

Cosa c’è da capire? La complessità con cui ci viene raccontata la cosa impone la riflessione su molti livelli. Capiamo la sapienza del poeta nel scegliere e fare lavorare le parole e la metrica per costruire immagini e sentimenti. Tutto è lì, in quelle sedici ottave, un messaggio in codice che dobbiamo scoprire. Di storie ne sentiamo tante oggi, dai media, persino da certe pubblicità ben costruite – le migliori menti della nostra generazione oggi lavorano per la pubblicità, mica per l’opera lirica. Là nel profondo ‘600 Tasso aveva solo quello per mostrare tanto; perciò ogni parola è impregnata, ogni parola conta: ogni parola canta, ogni parola lìbera.

dsc_0128Il progetto
Teatro Nucleo ha iniziato Il progetto teatro nella Casa Circondariale di Ferrara nel 2005 e d’allora è continuato ininterrottamente. Due e paralleli sono i lavori in corso. Anzi, tre.

Primo
: Il prosieguo del lavoro pedagogico. La formazione è essenziale. Per divenire attori le persone detenute devono crearsi una cultura scenica, superare schemi comportamentali legati ad archetipi culturali tanto definiti quanto inconsapevoli, sui quali possono agire per produrre consapevolezza e cambiamento, processi utili non solo per la scena.

Secondo: Di concerto con altre sei realtà regionali per il progetto collettivo “Stanze del teatro carcere” del Coordinamento Regionale Teatro Carcere (Associazione dei teatri-carcere, Regione Emilia Romagna, PRAP e Università di Bologna) ha aperto un cantiere sulla “Gerusalemme liberata” di Torquato Tasso. I teatri associati hanno prodotto spettacoli ispirati a quell’opera in sei carceri regionali. Ci si è misurati con lo straordinario sforzo compiuto dal poeta, elevandosi alla sua altezza, entrando nel suo universo di immagini, nel suo laboratorio del linguaggio.
Terzo: è il lavoro per creare una metodologia utile a migliorare l’efficacia dell’alfabetizzazione in carcere utilizzando il teatro. Collaboriamo, tramite il partenariato strategico KA2 “Arte di leggere” nell’ambito del programma europeo Erasmus +,  del quale siamo coordinatori, con partner della Germania e della Spagna, il monitoraggio scientifico dell’Università di Liegi (Belgio), e con l’associazione Alpha Centauri.

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Il giornale del carcere di Ferrara

ME CHE LIBERO NACQUI AL CARCER DANNO
drammmaturgia sulla “Gerusalemme Liberata” di Torquato Tasso, in collaborazione con Paolo Billi, con gli attori detenuti del Laboratorio Teatrale della Casa Circondariale di Ferrara: Lesther Batista Santisteban, Desmond Blackmore, Federico Fantoni, Sotirios Kalantzis, LefterKuli, EdinTicic.

Regia di Horacio Czertok 
Trainer Davide della Chiara
Musiche originali di Claudio Monteverdi e di Federico Fantoni, elaborazioni a cura di Gianfranco Placci, In collaborazione con il Conservatorio “Girolamo Frescobaldi” di Ferrara 
Costumi Maria Ziosi
Video Marinella Rescigno
Fotografia Cristiano Lega
Assistenti Alessandro Primavera e Nicola Schincaglia

COME PARTECIPARE
Per richiedere l’accesso è necessario inviare via posta elettronica i seguenti dati per ogni spettatore: Cognome, Nome, Data e Luogo di nascita, Numero di documento di identità all’indirizzo: teatroccferrara@gmail.com

I biglietti verranno acquistati direttamente il giorno dello spettacolo presso la Casa Circondariale. L’ingresso costa 10 euro. Per informazioni su come partecipare e per prenotazioni è possibile consultare il sito di Teatro Nucleo.

COME ENTRARE IN CARCERE
È necessario presentarsi all’ingresso della Casa Circondariale almeno 30 minuti prima dell’inizio dello spettacolo.

È proibito l’accesso a persone con carichi penali pendenti.
Al fine di consentire gli opportuni controlli il termine ultimo per la richiesta di accesso è il 26/9 (il 19/9 per persone straniere).
È proibito introdurre: telefoni cellulari, computer, macchine fotografiche, cineprese, strumenti di archiviazione USB.

dsc_0150CARCERE CROCEVIA CULTURALE EUROPEO
Il programma Erasmus Plus al Carcere di Ferrara
Attività del Laboratorio Teatrale del Teatro Nucleo presso la Casa Circondariale di Ferrara
Presso Libreria IBS IL LIBRACCIO, VENERDÌ 30 settembre 2016  h. 15:00 – 17:00
Presentazione del progetto “Arte di leggere” – Programma Erasmus + in fase di realizzazione presso la Casa Circondariale di Ferrara.

Presentazione della 3°edizione della rivista QUADERNI DEL TEATRO CARCERE edita dal Coordinamento Regionale Teatro Carcere
Proiezione dei docufilm “Epica carceraria” di Marinella Rescigno e Davide Pastorello sul processo di alfabetizzazione col teatro in carcere, “Tasso dal carcere al Comunale” di Marinella Rescigno sulla rappresentazione dello spettacolo “Me che libero nacqui al carcer danno” con i detenuti attori del carcere di Ferrara al Teatro Comunale Claudio Abbado.
Dibattito
Saranno presenti esponenti del Comune di Ferrara, dell’ASP, del Provveditorato all’Amministrazione penitenziaria della Regione Emilia-Romagna, del Coordinamento Regionale Teatro Carcere.

ferrara_nucleoProduzione Teatro Nucleo, col patrocinio del Comune di Ferrara – ASP, nell’ambito del progetto del Coordinamento Regionale Teatro Carcere. Teatro Nucleo di Ferrara è una cooperativa fondata nel 1981, dal 1995 è riconosciuta Organismo Stabile dalla Regione Emilia-Romagna, gestisce in convenzione con il Comune di Ferrara il Teatro Julio Cortazar a Pontelagoscuro, uno spazio specialmente disegnato per ospitare produzioni di teatro danza contemporanei, sede di Residenze Creative della Regione e Ministero della Cultura. Dal 2005 ha attivato un palcoscenico presso la Casa Circondariale di Ferrara in modo continuativo, dove conduce un laboratorio teatrale per i detenuti e presenta i lavori per un pubblico di detenuti, cittadini e allievi delle superiori e dell’università. Dal 2007 l’attività è in rete, tramite i programmi Grundtvig ed Erasmus+, con partner europei.

 

P.S. Le foto di scena sono state scattate al Teatro Comunale “Claudio Abbado” di Ferrara il 28 aprile 2016 da Francesco Presini.

P.P.S. Scarica il primo supplemento di Astrolabio, il giornale del carcere di Ferrara, che ospita l’intervento che il Ministro della Giustizia: Andrea Orlando ha fatto a Roma  agli Stati Generali dell’esecuzione penale, il 18 aprile 2016.

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