no2Cari commentatori del post I miei 10 motivi per votare NO al referendum costituzionale, grazie dei vostri contributi.
Quel testo è stato letto da moltissime persone e ciò, in un piccolo blog come il mio, è sorprendente; lo è ancor di più se considero che, in 10 giorni, ha avuto oltre 32.000 condivisioni Facebook. 

Ci sono anche diversi commenti, soprattutto a favore del : alcuni ironici, altri più seri.
Da maestro elementare, 10 giorni fa, ho scritto il mio pensiero scegliendo con cura parole e frasi con la speranza di essere compreso dalla maggior parte delle persone ed ora, con gli stessi obiettivi e nello stesso stile, provo a rinforzare il mio NO rispondendo con 10 frasi ai vostri commenti seri e con un sorriso a quelli ironici.
Comunque la pensiate, buona lettura.

1) Io credo sarebbe giusto che, come la Costituzione è stata condivisa da uno schieramento politico molto largo, anche i suoi eventuali cambiamenti venissero decisi da un’assemblea formata da tutte le forze politiche e non solo da una maggioranza frutto di una legge elettorale incostituzionale (il Porcellum).
2) La sottrazione di democrazia avviene quando la riforma Boschi, sfruttando la legge elettorale nuova (l’Italicum), affida tutti i poteri ad un partito non rappresentativo del Paese.
3) La riforma riduce le occasioni di partecipazione democratica inibendole a monte visto che delega a pochi, scelti dai partiti e garantiti dall’immunità, il governo del paese.
4) Non si può dire che chi invita a non andare a votare per certi referendum (vedi 17 aprile 2016) e poi alza in maniera consistente il numero di firme necessarie per poterli presentare e triplica il numero di firme per avanzare leggi di iniziativa popolare, sia interessato ad incoraggiare le proposte fatte dai cittadini.
14265042_857781247686536_3492215854917089343_n5) La prima parte della Costituzione non viene cambiata formalmente ma verrebbe ad essere messa seriamente in discussione perché in conseguenza di ciò l’articolo 1 dovrebbe diventare: “La sovranità appartiene ad alcuni partiti che la esercitano nelle forme e nei limiti della Costituzione modificata”; l’articolo 3: “Tutti i cittadini hanno dignità sociale pari a zero e sono ugualmente trascurati davanti alla legge” e infine l’articolo 5: “La Repubblica, messa sui mercati intera o a pezzi, riconosce e boccia le autonomie locali quando gli fa comodo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze della finanza internazionale”.
6) Chi voterà Sì alla riforma costituzionale, il 24 ottobre scorso, non ha sostenuto la proposta di legge del M5S per ridurre l’indennità di tutti i parlamentari dunque non mi sembra che il risparmio sia un tema particolarmente sentito, anzi mi sembra che la logica sia “Il risparmio va bene se fatto sullo stipendio degli altri”. Ribadisco il concetto: se si risparmia sulla democrazia di conseguenza si investe sull’oligarchia.
7) Nonostante la Costituzione attuale affidi la potestà legislativa allo Stato e alle Regioni, la riforma Boschi prevede che il governo faccia tutto quello che gli pare – quando gli pare – dove gli pare. Se la logica è quella di affidare tutti i poteri ad un Capo la proposta di chi sostiene il Sì dovrebbe essere anche quella dell’abolizione delle Regioni, oltre a quella delle Province.
8) Fare politica dicendo che si vuole rottamare non vuol dire “spiegare per farsi capire” ma “far capire che rottamare va sempre bene”. Non può essere così! La realtà è complessa e va spiegata, se si vuole che sia capita in tutte le sue diverse sfaccettature. Spiegare, ascoltare e capire sono operazioni impegnative per chi è interessato alla partecipazione; quello della rottamazione è un concetto semplice che crea confusione.
no19) Viviamo in tempi frettolosi e sordi quindi chi banalizza sembra aiutarti a capire; in realtà ti regala il suo comandamento preconfezionato: “Tutto ciò che è nuovo è interessante mentre tutto ciò che è vecchio è da rottamare”. La realtà è semplice per le persone arroganti e presuntuose perché preferiscono vederla solo dal proprio punto di vista, invece le persone che considerano il punto di vista dell’altro riescono a vederne le complessità.
10) Non mi piace chi usa la paura per sostenere le proprie campagne elettorali e costruire le proprie crociate: in nome del “Se vince il NO” se ne sono letti ed ascoltati tanti di possibili disastri che i registi cinematografici ci possono fare film di fantascienza a volontà. A me bastano e avanzano le brutture che, in continuità con i governi precedenti, questo esecutivo ha imposto e sta realizzando sulla pelle delle persone.

Sono preoccupato della forzatura autoritaria che sta avvenendo nel nostro Paese.
Sono angosciato dall’invadenza della finanza nella politica.
Sono stravolto dalla disinvoltura con la quale i mass media stanno facendo pubblicità per il mascherandola come campagna informativa.
Sono in disaccordo con le motivazioni del perché fanno riferimento ad un modello di Paese, governato da un capo e dai suoi pochi fedeli amici, che non è il mio.
Sono sempre più convinto: il 4 dicembre voterò NO al referendum costituzionale.

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Se lo condividi, puoi firmare l’appello di docenti per il No alle modifiche costituzionali. Qui: lascuoladiceno.org

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