21/10/2013 Roma, un caffè con..., nella foto Renato Brunetta

Non credo alla sua serietà, credo alla sua tracotanza.
Non credo alla sua sincerità, credo alla sua recitazione.      
Non credo alla sua correttezza, credo alla sua sconfitta.
Non credo alla sua coerenza, credo al suo opportunismo.
Non credo alla sua commozione, credo alla sua delusione.
Non credo al suo rispetto degli avversari, credo alla sua vanità.
Non credo al suo essere democratico, credo nella sua intenzione di creare una Democrazia Cristiana 2.0 insieme al partner con cui ha fatto il Patto del Nazareno.
Anche per questi motivi sono contento che la Resistenza messa in atto da parte di chi ha votato NO abbia vinto, convinto e stravinto.

Per gli stessi motivi però credo occorra essere molto attenti; se, da una parte, è vero che questo referendum è vinto, dall’altra il futuro che ci è stato proposto dallo schieramento del SÌ invita tutti noi a continuare a resistere, impegnandoci insieme nelle battaglie a difesa delle persone e dei beni comuni.
Il nostro orizzonte ideale dovrà rimanere quello dei valori costituzionali.

Comunque la pensiate, buona lettura della dichiarazione del presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

ho_votato_noAncora una volta ha vinto la Costituzione, contro l’arroganza, la prepotenza, la mancanza di rispetto per la sovranità popolare e i diritti dei cittadini.
Hanno usato tutti gli strumenti possibili, il denaro, la stampa, i poteri forti, gli stranieri; sono ricorsi al dileggio e alla diffamazione degli avversari, ma il popolo italiano non si è lasciato convincere e ha dato una dimostrazione grandiosa di maturità.
Noi che abbiamo fatto una campagna referendaria rigorosa, sul merito, con l’informazione e il ragionamento, siamo felici e orgogliosi di questo successo.
Ora finalmente si potrà pensare di attuare la Costituzione nei suoi principi e nei suoi valori fondamentali, per eliminare le disuguaglianze sociali, privilegiare lavoro e dignità della persona, per riportare la serietà, l’onestà e la correttezza nella politica e nel privato.
Alle sorti del Governo provvederà il Presidente della Repubblica e noi ci rimettiamo alla sua saggezza.
La cosa importante è che riprenda il confronto politico e democratico e che prevalga su ogni altra cosa la partecipazione dei cittadini.

Questa è una vittoria anche dell’ANPI che tanto si è impegnata per la difesa dei valori costituzionali, ma è soprattutto una vittoria della democrazia e ripeto, con forza, della Costituzione.

Carlo Smuraglia, Presidente Nazionale ANPI

Milano, 5/12/2016
anpi_difesa_costituzione

 

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