untitled_13122016_172135La frase del titolo è un tautogramma, cioè un testo nel quale tutte le parole cominciano con la stessa lettera.
Mi è venuta in mente ieri pomeriggio, insieme ad altre frasi, mentre camminavo dentro la nebbia ferrarese.
Mi è tornata in mente stamattina a scuola dopo che i bambini e le bambine della classe che sto frequentando (la seconda elementare) hanno dimostrato di “saper sentire stupendamente suggestioni silenziose”.

Lo hanno dimostrato componendo un testo in cui hanno immaginato la nebbia oltre la nebbia, l’hanno paragonata ad altre cose, hanno trovato somiglianze inaspettate, hanno cambiato il loro modo di vedere, sono andati oltre le apparenze.
Ciò che ne è uscito, a mio modo di vedere, è una specie di “poesia collettiva” che diffondo volentieri con lo scopo di dare “la parola ai bambini in quanto cittadini che hanno il diritto costituzionale di esprimere liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. [1]
Comunque la pensiate, “se sapete sognare scenari stupendi, sentendovi svegli” buona lettura.

La nebbia è come zucchero filato che cade dal cielo.
Sembra una gigantesca capanna che copre tutto.
È nemica del cielo, combatte col sole: a volte vince, a volte perde.
È fatta di nuvole lisce e spiaccicate.
È come una nuvola gigante che vuole conquistare tutto il mondo.
È come la neve che cade ma non si ferma per terra.
Sembra il fumo di un camino che però non scalda.
È un distributore di malinconia.
È come polvere che quando passi con la macchina non va mai via.
È fatta da tutti i bianchi del mondo messi assieme.
Sembra cioccolato che si scioglie e diventa un lago.
È il tappeto del cielo.
È un pennarello che colora tutto di grigio.
Sembra una casa di ghiaccio invisibile.
Impacchetta la terra e le mette il fiocco.
È un profumo d’argento che si muove piano vicino al fiume e nella campagna.
La nebbia è il cielo che si mette la maglietta bianca.
È l’impasto della pizza che si espande.
Fa come una mamma e un papà che proteggono i loro bambini.
La nebbia è la pagina di un quaderno ancora da scrivere.
La nebbia ti fa accendere le luci della fantasia.

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Le mura di Ferrara (ph. Mauro Presini)

[1] Dalle note di copertina de “Il giornale dei bambini” (1988, direttore Mario Lodi – Edizioni Sonda)

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