Riassumo in questo testo, in modo molto schematico, il senso dell’intervento che ho tenuto lunedì 5 novembre 2018 al corso di formazione per docenti curricolari, insegnanti di sostegno ed educatori intitolato “Incontro Tras-formativo”, svoltosi presso la scuola “Dante Alighieri” di Ferrara
Il mio intervento aveva lo scopo di aiutare a riflettere sulle proprie emozioni e relazioni con la disabilità in modo da costruire in classe un clima inclusivo ed una concreta e positiva integrazione. Non so se sono riuscito nell’intento ma ci ho provato parlando soprattutto dei metodi e degli strumenti che ho utilizzato in questi 36 anni di lavoro a scuola con i bambini.
In questo post, metto a disposizione un po’ di materiale “per chi l’ha visto, per chi non c’era e per chi quel giorno lì inseguiva una sua chimera [1] con la certezza che non esistano ricette valide precostituite ma come esempio di come ciascuno possa costruirsi, insieme agli altri, i propri strumenti a seconda della situazione specifica.
Comunque la pensiate, buona lettura.

A distanza di anni, mi semb140ra banale precisare o ribadire alcuni concetti alla base di una scuola inclusiva ma, viste alcune differenze che riscontro fra la scuola delle leggi e quella reale, preferisco correre il rischio di essere ripetitivo piuttosto che dare per scontati alcuni concetti basilari.

SI IMPARA MEGLIO NELLA RELAZIONE CON GLI ALTRI
Il processo di apprendimento
non è solo un fatto privato ed individuale ma è soprattutto il frutto di un lavoro collettivo, di una sinergia di intenti, di un’unione di intelligenze e di sensibilità.

Un riferimento normativo di cui condivido il senso:
La promozione e lo sviluppo di ogni persona stimola in maniera vicendevole la promozione e lo sviluppo delle altre persone: ognuno impara meglio nella relazione con gli altri. Non basta convivere nella società, ma questa stessa società bisogna crearla continuamente insieme.” [2]

LEGGI LE LEGGI MA… IMPARA A SCRIVERE IL CAMBIAMENTO
Unicef08Quando si parla di diversità e di integrazione, la premessa che mi sento di ribadire è che non bastano le leggi da sole per determinare un vero cambiamento ma è il percorso culturale che le persone vivono insieme in prima persona ad essere indispensabile per il miglioramento delle condizioni di tutti.[3]
Nessuna legge riuscirà a modificare l’atteggiamento di una persona ma l’atteggiamento di molte persone può portare a scrivere una legge o a modificarla.
Un pensiero pedagogico che condivido:

 “Fare della scuola il luogo dell’utopia pedagogica dove è possibile vivere e sperimentare quello che la società sembra non offrire e non permettere: fare vivere ad ogni alunno, a prescindere delle proprie particolarità, la possibilità di accedere alla propria umanità e al suo aspetto più nobile, la capacità di pensare e di sentire che l’altro diverso da sé è anche simile…
La pedagogia aperta alle esperienze vive degli alunni crea gli spazi dell’utopia concreta che forma dei cittadini consapevoli e soggetti attivi della comunità e del suo funzionamento democratico
.”
[4]

11433115251pynBVLA SCUOLA NON DEVE ESSERE SOLA ALTRIMENTI DIVENTA UNA SUOLA
La scuola, intesa come luogo di cittadinanza attiva, come palestra di democrazia, come “comunità che interagisce con la più vasta comunità sociale e civica”, è uno fra i contesti fondamentali in cui agire INSIEME per mettere in atto buone pratiche di inclusione.

GLI INSEGNANTI SONO ARTIGIANI DI FUTURO
14606419_1296218900388471_910050691057719343_nSia in questo percorso scolastico che in altri, l’atteggiamento degli insegnanti è il principale veicolo di integrazione: se gli insegnanti fossero solo dei semplici “trasmettitori” di nozioni e non si coinvolgessero dal punto di vista relazionale, sarebbero una variabile ininfluente.

Per far nascere una buona esperienza di integrazione, gli insegnanti dovrebbero essere “giardinieri” per rendere fertile il terreno relazionale, “elettricisti” per collegare i fili dell’energia comunicativa creando un quadro relazionale, “contadini” per coltivare il dialogo ed affrontare il necessario conflitto senza paura e pregiudizi, “allevatori” per far crescere speranze, “operai” per lavorare sulle conoscenze ed “artigiani” per aiutare gli alunni ad immaginare e a costruire futuri diversi.

SUPERARE I PREGIUDIZI AFFRONTANDO IL CONFLITTO
117Per creare le basi di un cambiamento, occorre affrontare gli stereotipi diffusi nella società, i propri pregiudizi ed accettare il conflitto emotivo, relazionale che nasce dal confronto: cioè bisognerebbe imparare a gestire le situazioni di conflitto e a considerarle uno strumento di crescita.

Sappiamo che le differenze tra le persone sono la ricchezza di una relazione ma al tempo stesso siamo abituati a considerarle, consapevolmente o meno, una sorta di pericolo.
Questo elemento ambiguo ci porta a valorizzare le differenze solo a parole e di conseguenza a limitarci ad assimilare la differenza; affermare che “siamo tutti uguali” è una stupidaggine immensa perché è evidente che siamo tutti diversi ed è proprio a partire dal riconoscimento delle reciproche diversità, cioè dall’affrontare questo conflitto cognitivo e relazionale tramite il confronto, la condivisione, lo scambio, lo spostamento del proprio punto di vista che possiamo affrontare il nostro cambiamento.

PARLARE DELLA DISABILITÀ CON I BAMBINI
137Con i bambini e gli studenti occorre parlare di tutto, in maniera chiara, non ipocrita, insieme: quindi anche dei problemi di un loro compagno di classe.
[5]
Non farlo equivale a nascondere il problema, ad ignorare il conflitto e corrisponde ad un messaggio molto chiaro del docente nei confronti degli alunni: di questo non si parla perché non è un nostro problema.
Parlare dei diversi modi che gli essere umani hanno per esprimere emozioni e bisogni, delle diverse strategie comunicative, dei limiti e delle abilità, può diventare uno stimolo per favorire nuovi apprendimenti, per ricercare nuove tecniche didattiche e per porre le basi di relazioni indispensabili per dare vita ad un clima utile ad un apprendimento efficace.
Tutto questo si può progettare partendo in molti modi: questi possono dipendere dalla preparazione e dalla sensibilità dei docenti, dalla complessità del gruppo-classe, dagli interessi e dalle aspettative degli alunni, dalle sinergie educative che si vengono a creare con la famiglia e con i servizi. A volte può essere utile farsi aiutare anche da esperti esterni.

PARLARE DI DISABILITÀ… “TAGLIANDO CORTO”
Pubblicazione1Uno fra gli strumenti in cui credo e che continuo ad usare è la presentazione di cortometraggi o di brevi spezzoni di film, preventivamente selezionati, come stimolo per una discussione comune che abbia come scopo quello di raccogliere il vissuto ed il punto di vista dei bambini, o dei ragazzi, per poi impostare il lavoro successivo. [6]

Cliccando qui si accede alla playlist “Per parlare di integrazione in classe”.

PARLARE DI DISABILITÀ… RACCONTANDO STORIE
Storie_diversitàFra gli strumenti di cui mi servo abitualmente ci sono sicuramente le storie o meglio alcune storie, quelle in cui il protagonista si distingue per una sua caratteristica apparentemente negativa, evidentemente diversa, straordinariamente insolita, che poi si rivela essere una sua potenzialità o che nasconde qualità insospettate.
Qui potete scaricare una vecchia Bibliografia per ragazzi sulla diversità (2005); sono storie che parlano a vario titolo di diversità. Questa lista l’ho composta nel tempo grazie anche all’aiuto dell’amico Gino Rasetti della Biblioteca Rodari di Ferrara (non è aggiornata ma per quelle più recenti potete usare i computer delle librerie e delle biblioteche che hanno database efficientissimi).

PARLARE DI DISABILITÀ… INVENTANDO STORIE
Storie_inventate_diversitàMa le storie scritte da altri possono rimanere una bella avventura mentre invece si può provare ad inventare insieme una storia, a scriverla e a pubblicarla con i mezzi a disposizione della scuola. Infatti la creazione di una storia sulla diversità richiede che prima si rifletta insieme agli alunni, che la si costruisca collettivamente secondo la propria esperienza diretta e che si presti attenzione al messaggio che si vuol far arrivare ai lettori.
Sono molto legato a diverse storie inventate insieme ai bambini: Il gabbiano salvatore, La storia della stella Gialla, Il bambino blu, Angelo il bambino con la testa fra le nuvole, il mostro che aveva paura del buio, … e molte altre.
Si possono usare diverse tecniche: fra le varie, io uso anche leLe carte inventastorie”che abbiamo costruito a scuola. Si distribuiscono casualmente le carte ed i bambini intervengono inventando, secondo l’ordine dato dalle carte che hanno in mano.

PARLARE DI DISABILITÀ… METTENDOSI NEI PANNI DELL’ALTRO
giornata-mondiale-teatroQuando succedono i piccoli conflitti o quando ci sono problemi importanti da affrontare in classe, chiedere ai bambini di mettersi nei panni dell’altro per raccontare, interpretandolo,  ciò che è successo è qualcosa che, dapprima, fa attenuare la tensione fra i bambini stessi e poi li aiuta ad immedesimarsi nell’altro visto che devono “recitare” il suo comportamento.

In questo caso sono molto utili le tecniche delTeatro dell’oppressoperché rendendo attivi anche quelli che non si sentono normalmente coinvolti (gli “spett-attori”), aiutano ad analizzare e a trasformare la realtà.

PARLARE DI DISABILITÀ… GIOCANDO INSIEME
Giochi_DiversitàL’organizzazione di attività fisiche gratificanti, anche inventate, possono risolvere il problema di come integrare un bambino o una bambina con disabilità nelle attività motorie o nei giochi in cortile durante gli intervalli. La fantasia dei bambini e/o degli insegnanti, dopo aver sperimentato le difficoltà che potrebbe avere un compagno, si può sbizzarrire per inventare le situazioni più inclusive: il tuffo nelle foglie, il sollevamento dei problemi, il tiro a sogno, la corsa sincronizzata, il pelouchecanestro, la ginnastica ridicola, il salto del fosso, il lancio del disco a 33 giri, …

PARLARE DI DISABILITÀ… PARLANDO DI DISABILITÀ
Fare in modo che i bambini ed i ragazzi si confrontino anche sui problemi legati alla disabilità di un loro compagno
, o di una loro compagna, è certamente un’occasione per creare un contesto favorevole all’apprendimento e alle relazioni.
A seconda delle situazioni, lo si può fare direttamente con i compagni stessi a mo’ di intervista, con i genitori, con i fratelli o le sorelle, con gli operatori dei servizi, con l’insegnante, con persone adulte con lo stesso tipo di disabilità e con chiunque possa aiutare i ragazzi a non tenersi dentro pregiudizi e stereotipi. 

PARLARE DI DISABILITÀ… PROVANDO LA DISABILITÀ
124Si impara soprattutto facendo cioè facendo esperienza
quindi, per un alunno, provare direttamente cosa si prova a muoversi in carrozzina per le vie della città, a restare bendato in un ambiente che non si conosce, a provare a comunicare con gli altri senza parlare e anche senza poter muover alcune parti del corpo, sono esperienze forti che aiutano a conoscersi e a rendersi conto di come, nel nostro agire quotidiano, diamo per scontate molte cose che per altri non lo sono. Le Associazioni sono una risorsa importante, non solo a questo proposito.

Concludo questo breve intervento, sicuramente incompleto a causa dei tempi ristretti, con il mio impegno a rimanere a disposizione di colleghe e colleghi, in caso di ulteriori informazioni e/o di bisogno e vi saluto con una citazione di Bruno Ciari che, a mio modo di vedere, sintetizza il senso di un fare scuola onesto ed invita a creare una comunità scolastica attiva e coerente con il dettato costituzionale: «Le attitudini, i valori etici, in quanto sono di natura pratica, non possono che derivare da un modo di operare e di vivere

Prof_Keating
P.S. Per chi avesse già le idee chiare e volesse scegliere un cortometraggio da vedere, di seguito, vicino al titolo, sono indicati i link ai filmati che compongono la playlist che ho creato:
A PROPOSITO DI SENTIMENTI: https://youtu.be/Uoa31uVeuU8
ALLA RICERCA DI NEMO: https://youtu.be/_TH7uv4-FfY
BALLA LA MIA CANZONE: https://youtu.be/JH1fzZPZVyc
BASTA GUARDARE IL CIELO: https://youtu.be/mzA23eyo_o8
BASTA UN SORRISO: https://youtu.be/l24vlVy-K8w
BE TOGETHER. NOT THE SAME: https://youtu.be/bxrNhB1WA7M
DE ESO NO SE ABLA: https://youtu.be/gCqgEM-pegI
DECIDE CHI PROGETTA: https://youtu.be/bc2wxURPgY8
DIETRO LA MASCHERA: https://youtu.be/_9CBqtJSv1k
DUMBO: https://youtu.be/giE4DsrOqTE
ELLING: https://youtu.be/Xu_YZwUzvkA
FIGLI DI UN DIO MINORE: https://youtu.be/wmwgAsK7hyI
GIVEN TO FLY: https://youtu.be/8jNbd-hHoLA
HAPPY FEET: https://youtu.be/m8tk7oRnYX0
HORSE BOY: https://youtu.be/pV51z5GrPdg
IL BELLO DELLA DIFFERENZA: https://youtu.be/vjy-il1g3yk
IL MIO PIEDE SINISTRO: https://youtu.be/xtoG04vjblQ
IL RAGAZZO SELVAGGIO: https://youtu.be/qweAo0I0NFc
IL RAGAZZO SELVAGGIO 2: https://youtu.be/mhzn0CZzC-I :
IMAGINE: https://youtu.be/XFwZnXSxzdE
JACK: https://youtu.be/v-p16h_YHco
L’AGNELLO RIMBALZELLO: https://www.youtu.be/dOmFbB82hXA
L’OTTAVO GIORNO: https://youtu.be/D1oQdAcHW2k
L’UNIONE FA LA FORZA: https://youtu.be/jTBIZ97LLiI
LA CANZONE DELLA DIVERSITÀ: https://youtu.be/9ocLCG0KQgY
LA MOSCA: https://youtu.be/eoF516vj7m4
LA STORIA DI GIALLA, LA STELLA: https://youtu.be/VUOO1KvM-A0
LE CHIAVI DI CASA:
https://youtu.be/YLS90mBdrS4
LO SCAFANDRO E LA FARFALLA: https://youtu.be/mjnKa8L-1as
LOVE HAS NO LABELS: https://youtu.be/1tjDOqwvt3Q
MON PETIT FRÈRE DE LA LUNE: https://youtu.be/nnQbDtfm9mA
PENNUTI SPENNATI: https://youtu.be/zI7KbNhMCg8
PER UNA SOCIETÀ SENZA BARRIERE: https://youtu.be/rR5STPrAfKA
RAIN MAN: https://youtu.be/iKKUyKl764A
ROSSO COME IL CIELO: https://youtu.be/GvZ6iVJxFR0
SE TI ABBRACCIO NON AVERE PAURA: https://youtu.be/KOtpirT3_RA
SI PUÒ FARE: https://youtu.be/5w-Hw-6x2e4
SPORT: https://youtu.be/XfiTo7hiyJE
STELLE SULLA TERRA: https://youtu.be/9nWcDARGKUA
TEMPLE GRANDIN, UNA DONNA STRAORDINARIA: https://youtu.be/y0ccbPjoMlI
WING: https://youtu.be/Z3QTraAJxrA
YO, TAMBIEN: https://youtu.be/0pJyL5vV91U

[1] cfr. Ivano Fossati “La mia banda suona il rock”, 1979

[2] Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione, 2012

[3] Bruno Ciari, nel 1961, scriveva: “Le attitudini, i valori etici, in quanto sono di natura pratica, non possono che derivare da un modo di operare e di vivere.”

[4] Alain Goussot I rischi di medicalizzazione nella scuola su Comune Info

[5] “C’è pure chi educa, senza nascondere l’assurdo ch’è nel mondo, aperto ad ogni sviluppo ma cercando d’essere franco all’altro come a sé, sognando gli altri come ora non sono: ciascuno cresce solo se sognato.” Danilo Dolci

[6] Alle persone interessate metto a disposizione una parte dei filmati che ho raccolto ed usato negli anni, augurando un buon uso didattico; ho creato infatti un canale YouTube che ho chiamato “Per parlare di integrazione in classe” dove sto inserendo un poco alla volta dei cortometraggi, degli spezzoni che ho tagliato e delle parti che ho montato. A volte non mi è stato possibile condividere parte di un video a causa di problemi con la violazione del copyright; ci tengo a precisare che tutti i pezzi che ho inserito e che inserirò non superano i 5 minuti e che l’uso che ne ho fatto e che suggerisco di farne è esclusivamente didattico. Finora sono disponibili una quarantina di spezzoni ma ho in programma di inserire altro materiale (copyright permettendo).

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