Cari bambini, oggi verrò a scuola come al solito e sarò con voi a pranzo ma non mangerò.
No, non preoccupatevi non sono malato, non ho preso un virus e non sono neanche schizzinoso quindi non c’entrano i cibi previsti dal menu di oggi.
Ho deciso di digiunare cioè di non mangiare nella giornata di oggi senza che me lo abbia ordinato il medico e adesso provo a spiegarvi perché scrivendovelo e poi ve lo spiegherò anche a scuola.
Dovete sapere che oggi è il 10 ottobre e si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale dei diritti umani per ricordare l’adozione della Dichiarazione Universale dei diritti umani da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, avvenuta a Parigi il 10 dicembre 1948.
Questa dichiarazione dice che per avere un mondo libero, giusto e pacifico bisogna fare in modo che tutte le persone abbiano gli stessi “diritti”.
I diritti sono un insieme di leggi naturali e scritte dagli uomini che si occupano delle persone e possono riguardare diverse cose: dalla protezione della vita umana alla libertà di pensiero, dalla cura dei bisogni all’uguaglianza di tutti contro le discriminazioni (sono delle azioni che fa chi vuole escluderne qualcuno e perciò fa delle differenze fra le persone).
Ogni Paese quindi dovrebbe garantire libertà e diritti a tutti i suoi cittadini.
Noi “grandi”, però, a volte siamo bravi quando si tratta di parlare ma, nei fatti, non siamo altrettanto bravi nel riconoscere davvero ai cittadini tutti i diritti che essi hanno.
In italiano, dire una cosa e farla si dice “essere coerenti” mentre dire una cosa e farne un’altra si dice “essere incoerenti”.
Certi Paesi infatti sono incoerenti perché fanno in modo diverso da quello che c’è scritto su quella Dichiarazione: anche per questo, oggi si parla tanto di nuove forme di razzismo, anche per questo oggi l’aiutare chi è più in difficoltà sembra essere diventato un divieto, anche per questo oggi sembra ci sia molta cattiveria ed egoismo. (Questa ultima parola si usa quando una persona pensa soprattutto a se stessa e non anche agli altri; chi invece fa il contrario si chiama “altruista” e non “buonista” che invece è una persona che fa del buono in maniera finta per i suoi interessi).
Quei “grandi”, che devono dare una spiegazione della loro incoerenza, spesso si inventano delle scuse o un nemico che non c’è; questo può essere una persona che ha la pelle di un altro colore, uno persona che viene da un altro Paese, una persona povera, una persona malata, una persona che la pensa in maniera diversa, una persona che crede in un altro dio, una persona che vuole bene ad un’altra persona del suo stesso sesso o una persona che fa delle cose sbagliate e/o che sta in una prigione.
Anche voi siete cittadini ed io credo che tutti i cittadini siano diversi ma tutti debbano avere uguali diritti.
Nel mio piccolo, io oggi digiuno per l’abolizione dell’ergastolo in Italia.
L’ergastolo è la pena che deve affrontare chi ha fatto delle cose molto brutte e per questo deve stare in prigione tutta la sua vita. La nostra Costituzione, che è la legge più importante in Italia, dice che: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato” (articolo 27).
Per me, e per persone molto più importanti di me come ad esempio Papa Francesco, la pena dell’ergastolo non è un trattamento umano ma una specie di “trattamento violento” che non ha niente a che vedere con il diritto ad avere una “giustizia giusta”: è invece una specie di “vendetta” che sembra dare soddisfazione solo a chi crede che chi ha fatto del male agli altri debba essere ucciso o debba passare tutta la sua vita in una prigione.

Trattare una persona con “violenza” fa nascere ancora altra violenza ed io penso che, anche chi ha fatto delle cose molto brutte agli altri, se sente di non avere futuro non può avere la speranza di imparare a cambiare.
State attenti che non sto scrivendo che chi ha fatto del male non debba scontare la sua pena ma che questa, per un periodo giusto e nel posto giusto, debba consistere in un aiuto perché quella persona possa rientrare in una società che accolga la persona e il suo cambiamento positivo.
È vero che il mio digiuno è una piccolissima cosa e sembra che lo faccia più per far del bene alla mia pancia ma io penso che se una persona crede che una cosa sia giusta debba impegnarsi perché questa si realizzi, senza però far del male agli altri.

Spesso sembra che la ragione ce l’abbiano quelli che urlano più forte o che fanno dei pensieri molto semplici senza riuscire a mettersi dal punto di vista degli altri; non è vero! La ragione non si ottiene urlando o picchiandosi ma parlando per confrontare le idee diverse.
Provate sempre a cercare di ragionare con la vostra testa anche quando sembra che tutti la pensino in un altro modo, non fatevi condizionare dalla maggioranza ma spiegate i motivi del vostro essere in minoranza.
Non è che non mi piaccia stare dalla parte di chi ha ragione; a me non piace quando ci sono persone che vogliono convincermi che hanno ragione solo perché sono più forti o sono in tanti.
Questa cosa non piaceva anche ad uno scrittore importante di nome Bertold Brecht che ha scritto: “Ci sedemmo dalla parte del torto visto che tutti gli altri posti erano occupati”; non piaceva neanche ad un cantante importante di nome Claudio Lolli che ha cantato: “E quando vi siederete dalla parte del torto  perché ogni altro posto sarà già stato occupato <…> venitemi a trovare, correte a perdifiato per voi ci sarà sempre il mio cuore incantato venitemi a cercare nel mio arcobaleno privato tra il colore del futuro e quello del passato.”
Se stare dalla parte del torto vuol dire fare l’errore di chi sogna la speranza di un futuro diverso, nel mio piccolo, io vado “diritto” per difendere i diritti di tutte le persone anche se questo vuol dire stare “dalla parte del torto”.

P.S. Oggi, lunedì 10 dicembre 2018, ActionAid, AMNESTY International Italia, CARITAS, EMERGENCY e Oxfam organizzano fiaccolate in tutta Italia per celebrare il 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani e il suo valore. A partire dalle 18.30 le organizzazioni promotrici scenderanno in piazza in oltre 80 città italiane per accendere una candela contro le violazioni dei diritti umani diffuse quotidianamente nel mondo e nel nostro Paese. A Ferrara la manifestazione sarà in Piazza Castello.

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