A scuola non faccio l’APPELLO ma questo APPELLO l’ho firmato. Anche se il mio non è un invito senza APPELLO, ho pensato che il vostro nome non possa mancare all’APPELLO.
Sappiate che non ci sentiamo in un drAPPELLO e che non indossiamo tutti lo stesso cAPPELLO perciò mi APPELLO alla vostra intelligenza e sensibilità perché credo siano le qualità di chi sa ascoltare il battito della città.
Il “battito della città” non è lo schiamazzo notturno di chi deride l’avversario politico la sera delle elezioni, non è il silenzio minaccioso di chi appende striscioni contro le adozioni gay sotto casa del sindaco, non è l’urlo di chi addossa le responsabilità di ogni problema di questa città ai migranti, non è il chiasso di chi festeggia la fine di una presunta cuccagna dopo aver intascato 49 milioni di nostri euro, non è il frastuono dell’odio dilagante.
Il “battito della città” è il ritmo alternativo di chi sente prima le persone; è la vibrazione delle tante intelligenze e delle diverse sensibilità che resistono a questo clima di intolleranza; è il suono che trasmette Ferrara come città aperta, accogliente, amichevole; è un concerto di proposte da condividere per progettare insieme la città del domani.
Comunque la pensiate, buona lettura dell’APPELLO.

(Se siete di Ferrara e se lo ritenete, potete firmare l’appello che segue inviando una mail con nome e cognome a: ilbattitodellacitta.ferrara@gmail.com oppure indicandoli direttamente nei commenti a questo post. Potete anche seguire la pagina Facebook de Il battito della città) per restare aggiornati sulle prossime iniziative).

ASCOLTARE IL BATTITO DELLA CITTÀ PER RIGENERARE LA DEMOCRAZIA
Un appello per invertire la rotta nel governo della città di Ferrara

In primavera, insieme alle Europee, anche Ferrara è chiamata a votare per il rinnovo del governo locale.
Ci guardiamo intorno e, pur appartenendo a mondi e a posizioni politiche differenti, condividiamo la medesima necessità di invertire la rotta e la voglia di far uscire le energie positive della nostra città.
C’è bisogno di costruire una svolta nella rappresentanza elettorale della città e nella stessa azione di governo.
La nostra intenzione è quella di aprire un percorso finalizzato a quest’obiettivo.
Crediamo sia necessario chiamare all’impegno le tante forze democratiche e progressiste e tutte le competenze e intelligenze di cui Ferrara dispone. Un impegno che significa mettere in secondo piano le appartenenze consolidate, uscire da ottiche particolaristiche e ritagliate sulla propria esperienza, superare la frammentazione e la voglia di protagonismo per valorizzare le molte energie politiche e sociali, individuali e collettive presenti in città, per mettersi in gioco e prospettarne un futuro diverso.
banksy-street-artVogliamo dunque verificare la possibilità di costruire una lista elettorale civica e di sinistra per la prossima scadenza amministrativa del Comune di Ferrara.
Una lista civica alternativa alle politiche praticate fin qui a livello locale, autonoma e indipendente dai partiti e dalle coalizioni politiche, che assuma un orizzonte più alto e ambizioso e un progetto alternativo.
Una lista civica che assuma come valori e scelte politiche fondanti la democrazia, il contrasto al dominio del neoliberismo e della finanza, la lotta alle disuguaglianze sociali, il diritto al lavoro dignitoso, la valorizzazione dell’istruzione e della cultura, la giustizia ambientale, la promozione dei diritti civili, la scelta della pace e della non violenza, l’accoglienza e il dialogo interculturale.
Pensiamo ad una proposta aperta, che vogliamo confrontare con tutta la cittadinanza, raccogliendo altre idee e contributi.
Indichiamo di seguito già alcune precise priorità e linee di azione che crediamo
dovrebbero qualificare la prossima esperienza di governo della città:

  • la sperimentazione di nuove forme decisionali e di controllo ispirate alla democrazia partecipativa, a partire dal funzionamento del Consiglio Comunale;
  • l’adozione di misure per la promozione del lavoro dignitoso e di qualità, invertendo la tendenza alla esternalizzazione dei servizi;
  • l’elaborazione di nuove linee nel campo della cultura e dell’istruzione, con particolare attenzione alla dimensione di base e delle periferie;
  • il contrasto attivo ai cambiamenti climatici, la cura e conservazione dell’ambiente naturale e urbano, di un territorio prodigo e che si fa salubre dalla città alla campagna, passando per le zone artigianali e industriali;
  • l’affermazione dei beni comuni, promuovendone la gestione pubblica e partecipata, a partire da acqua e gestione dei rifiuti;
  • la promozione di politiche di accoglienza e integrazione più efficaci e condivise, a partire dai migranti;
  • un grande piano per il recupero e la qualificazione sociale, culturale ed economica del quartiere GAD, assicurando agli abitanti non solo sicurezza ma nuovi servizi e nuove opportunità;
  • la reale affermazione dei diritti civili, contro ogni discriminazione legata alla differenza di razza, di genere, di orientamento sessuale, di opinione e di convinzione religiosa.

Pensiamo che i principali poli politico-elettorali, attualmente presenti nella nostra città non diano risposte soddisfacenti alle problematiche delle persone che più sono state investite dalla crisi economica e sociale e dei ceti più deboli della società, stretti fra disoccupazione e marginalizzazione.
In Italia (e in Europa) crescono oramai da tempo gli attacchi alla democrazia, ai diritti sociali e civili, ai valori sanciti dalla Costituzione.
Il governo nazionale, in un clima di eterna propaganda, combatte e irride ai diritti civili, indica nei profughi, negli stranieri, nei nomadi i nuovi nemici.
Intanto, tardano ad arrivare misure economiche e di ridefinizione del contesto europeo, a contrastare gli effetti delle politiche di austerità imposte nell’ultimo decennio.
A questo quadro preoccupante, l’opposizione del PD, che non ha neppure aperto una seria autocritica sugli errori e le omissioni dei governi da esso guidati, sembra incapace di dare una risposta efficace, innovativa e convincente.
Né appare utile il permanere della frammentazione che si registra nel panorama delle formazioni politiche collocate a sinistra del PD.
Per questi motivi, nelle prossime settimane vogliamo raccogliere adesioni al nostro appello ed aprire un primo confronto perché Ferrara non può tornare indietro.
Vogliamo guardare avanti, ma occorre invertire la rotta, c’è bisogno diAscoltare il battito della città per rigenerare la democrazia”.
Seguono le firme dei primi firmatari:

 

  1. Guido Barbujani
  2. Gianni Belletti
  3. Loredana Bondi
  4. Daniele Buzzoni
  5. Massimo Buzzoni
  6. Sandro Cardinali
  7. Daniela Cataldo
  8. Antonio Del Bello
  9. Paola Felletti Spadazzi
  10. Giovanni Fioravanti
  11. Silvano Gambi
  12. Laura Fogagnolo
  13. Sergio Golinelli
  14. Pier Luigi Guerrini
  15. Paola Guerzoni
  16. Kiwan Kiwan
  17. Marzia Marchi
  18. Francesco Monini
  19. Angela Occhi
  20. Corrado Oddi
  21. Mauro Presini
  22. Marcella Ravaglia
  23. Carlotta Rossi
  24. Stefania Soriani
  25. Nicoletta Umano
  26. Giovanni Verla
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