Il primo manager dei Rolling Stones, Andrew Loog Oldham, voleva a tutti i costi per il suo gruppo una maggiore attenzione mediatica rispetto a quella che avevano quei “bravi ragazzi” dei Beatles, così promosse volutamente per le “pietre rotolanti” l’immagine di ragazzi “brutti, sporchi e cattivi “. Per farlo, fece anche pubblicare sulla rivista Melody Maker il famoso messaggio: Lascereste uscire vostra figlia con un Rolling Stone?[1] che riscosse un successo enorme dal punto di vista promozionale, scandalizzando i genitori ma attirando l’attenzione dei figli.

Pensando alle vicende giudiziarie del segretario ferrarese della Lega,[2] un acconciatore che si fa chiamare Naomo come un personaggio interpretato anni fa dal comico Panariello, ho immaginato che se si rivolgesse la stessa domanda ad un elettore ortodosso della Lega (per intenderci, uno di quelli che fa del giustizialismo un proprio elemento caratteristico) molto probabilmente, e a malincuore, sarebbe costretto a rispondere che “non lascerebbe uscire sua figlia con Naomo”.
Non ho invece alcuna ipotesi rispetto a come reagirebbe la figlia di un elettore leghista.
Però poi mi è venuta un’altra domanda: mi sono chiesto se quell’elettore ortodosso della Lega, pur non lasciando uscire sua figlia con Naomo, lo voterebbe come consigliere comunale.
La risposta che mi sono dato, questa volta, è diversa: io penso che lo voterebbe.

Se fossero vere le mie due ipotesi precedenti (ma non essendo leghista potrei sbagliare), quello che mi incuriosisce capire è perché, da parte di alcuni, esiste una sorta di attrazione magnetica verso il “rissoso, irascibile, carissimo[3] Naomo?
È vero che certi personaggi, certi giornalisti, certi commentatori hanno cercato da tempo di elevare la bassezza di un “vaffa” al livello di critica politica seria o di valorizzare pochi caratteri “cinguettati” sui social come se fossero veri e propri ragionamenti filosofici.
È anche vero che il valore della coerenza, come categoria fondamentale per un uomo politico serio, è stato sostituito dall’importanza del successo, inteso come apparizione in televisione o sui giornali. È purtroppo vero che la bugia in politica ormai è diventata elemento caratteristico dell’arte retorica. È ahimè vero che basta segnalare un problema per fingersi automaticamente abile amministratore. È tristemente vero che la strafottenza verso gli avversari politici è scambiata per capacità di governo. È infine vero che l’ignoranza e la volgarità ormai sono elementi che prevalgono sul bisogno di studiare e sui ragionamenti raffinati.
Tutto ciò che ho appena elencato continua a screditare la politica con la P maiuscola e rischia di trasformarla in un elemento non necessario per gestire la cosa pubblica.
Io credo che, di questi tempi, molti cittadini siano indotti a pensare che far politica voglia dire criticare, essere intolleranti, non riconoscere le proprie responsabilità, ridicolizzare gli avversari, chiamare “amici” gli sconosciuti, cinguettare su Twitter frasi velenose, postare su Facebook la foto di ciò che si mangia, fare selfie con chiunque.
In pratica, stiamo confondendo queste attività con quelle molto diverse che dovrebbe invece svolgere chi riveste una carica pubblica.

Ciò probabilmente ha generato una sorta di mistificazione che ha portato alcuni a classificare il “rissoso, irascibile, carissimo” di cui sopra fra i fenomeni “pop”.
Forse per qualcuno Naomo è pop (nel senso di popolare) perché trasgredisce, esagera, sfotte, denuncia. Se si esclude questo periodo di campagna elettorale in cui presumibilmente è stato “sedato” in modo strumentale per offrire agli elettorali un volto più civile del suo partito, la sua attività si è caratterizzata per la denuncia urlata, per la burla chiassosa, per la provocazione sterile, per la ricerca del fatto eclatante a tutti i costi.
I giornali locali, che gli hanno dato uno spazio enorme, hanno restituito di lui un’immagine di persona “contraria”; contraria all’amministrazione, agli stranieri, ai rom, all’inclusione ma anche al rispetto delle regole, al buon senso, alla coerenza, alla logica… una persona contraria a prescindere.
Io penso che, in questi tempi disumani di egoismo e cattiveria, quel genere di contrarietà possa aver assunto per taluni un fascino paradossale e perverso: quello di un approccio distruttivo che viene adulterato dal clima diffuso di intolleranza  e trasformato in desiderio di emulazione e quindi in ammirazione e fiducia.
A questo punto, la mia domanda finale diventa: chi ha fatto della ruspa, simbolo di demolizione, il proprio elemento politico distintivo può essere capace di costruire relazioni indispensabili per tenere insieme le varie componenti sociali di una città? In sintesi: voi gli fareste governare Ferrara?
Pur rispettando le opinioni altrui, la mia risposta è no perché, per me, far politica è un’altra cosa: vuol dire saper affrontare i problemi, sapersi confrontare, saper mediare, saper studiare, saper criticare, saper denunciare, saper comunicare, saper proporre, saper immaginare ma soprattutto essere di esempio.
Preoccupato per il futuro della nostra città, credo che le uniche alternative possibili al diffondersi di un clima politico che considero pericoloso, siano quelle idee espresse da diverse persone credibili per la loro storia, candidate negli schieramenti di centro sinistra, che mettano a disposizione umilmente la propria esperienza, che sappiano investire sulla partecipazione, sul lavoro, sulla cultura, sull’istruzione, sull’ambiente, sulla sanità pubblica, che riescano a valorizzare le differenze facendole diventare una leva di cambiamento culturale e che ci aiutino ad immaginare un futuro che restituisca un senso alla parola democrazia.
Comunque la pensiate, buon futuro.

P.S. Sicuro che la mia opinione non sia condivisibile, sono interessato a conoscere risposte diverse dalla mia.
P.P.S. Consapevole che il mio punto di vista è di parte, ascolterò chi obietterà usando argomenti ma non chi userà i soliti quattro epiteti forniti con “il kit del bravo odiatore prodotto dalla bestia”.

Il mezzo era parcheggiato, qualche giorno fa, davanti ad un passo carrabile in via Cittadella.

[1] Would you let your daughter go with a Rolling Stones? (https://brianjonestimeline.wordpress.com/1964/03/14/melody-maker-would-you-let-your-sister-go-with-a-rolling-stone/)

[2] “Il passato giudiziario del segretario comunale della Lega di Ferrara” (Fonte Estense.com: https://www.estense.com/?p=777211)

[3]Quel rissoso, irascibile, carissimo Braccio di Ferro” era il titolo di una serie di cartoni animati.

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