Sapendo che la spesa militare mondiale nel 2018 è stata di 1.656 miliardi di euro e tenendo conto che la popolazione mondiale è di circa 7 miliardi e mezzo di persone:
conteggia il totale dei sogni e delle speranze che si possano sopprimere con le armi comprate con quella cifra;
quantifica la potenza che una nazione è convinta di avere se sottrae democrazia ad un’altra;
misura il grado di prepotenza di uno Stato che ritiene di essere esportatore di libertà;
esamina le espressioni sul viso dei produttori di armi;
stima il loro livello di umanità;
valuta se veramente l’Italia ripudi la guerra;
determina la percentuale di buoni motivi per mandare a quel paese i leader mondiali che invece di far parlare i propri diplomatici fanno parlare le loro armi.
Infine, chiediti: quanto pesa l’odio, quanto è lungo un fiume di lacrime, quanto dolore ci può stare dentro un essere umano, in quale veleno è solubile il futuro.
Forse, solo affrontando il problema, ti renderai conto che la soluzione non è militare ma è limitare progressivamente il conflitto andando alle cause del problema fino ad estinguerle alla radice.
Forse, solo provando a risolvere il problema, capirai che l’unica operazione che serve per risolverlo è un’operazione di pace.

 

P.S. Problema letto in piazza durante il presidio “No alla guerra in Iran” promosso da GAD (Gruppo Anti Discriminazioni) e Rete Cambiavento.