Divulgo questa bella proposta del mio amico maestro Roberto Lovattini di Piacenza che con le sue classi, fra le altre cose, si occupa da anni di raccogliere notizie positive.
È un’iniziativa molto interessante, coinvolgente ed aggregante.
In un momento in cui questa emergenza ci costringe a stare in casa, ci si può “tenere stretti” anche e soprattutto condividendo pensieri, emozioni, timori e speranze.
Gli insegnanti e le classi interessate possono inviare direttamente all’indirizzo mail indicato nel post oppure far riferimento a me: mi impegnerò a far avere il materiale a Roberto.
Comunque partecipiate, buona condivisione.

Il corona virus ha costretto i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze alla sospensione forzata dalla scuola. Che cosa pensano del virus, che cosa  desiderano e cosa hanno riscoperto: lasciamo che lo raccontino liberamente.
Nella pedagogia delle scuole attive lo scrivere non è mai una cosa meramente tecnica, ma tutto parte dalla consapevolezza che si scrive per esprimere qualcosa, comunicare un contenuto a qualcuno. Quindi risulta fondamentale avere la possibilità di esprimere il proprio vissuto (reale, immaginato, percepito, ecc…).

Inoltre occorre individuare per chi si scrive e perché.
In questi giorni tanti bambini e bambine, ragazze e ragazzi sono a casa da scuola impossibilitati a proseguire le loro esperienze scolastiche e in una situazione nuova ed eccezionale. Spesso rimangono in casa senza uscire poiché la paura ha preso il sopravvento nell’opinione pubblica oppure sono in compagnia di nonni che non possono uscire ed accompagnarli.
Il coronavirus ci sta mettendo di fronte ad una prova difficile, ma per certi versi indicativa dell’evolversi della nostra società.
Come ne usciremo?
Rafforzati, più solidali ed uniti e maggiormente consapevoli delle cose importanti della vita.
Oppure più deboli, divisi e individualisti, preda del panico e delle fake news?
Come vivono questo stare a casa i bambini, cosa percepiscono delle nostre paure ed ansie?
Che idea si stanno facendo del futuro?
Oggi abbiamo la possibilità di capire direttamente sul campo le loro sensazioni e metterle anche a confronto tra di loro.
Ho coinvolto in questa iniziativa diversi insegnanti delle  diverse zone dell’Italia.
Proponiamo agli insegnanti di chiedere ai bambini di scrivere come stanno vivendo questi momenti, se stanno scoprendo cose nuove nelle relazioni con genitori e nonni , se e perché sentono la mancanza della scuola, se riescono a trovare aspetti positivi in questa esperienza oppure se vogliono loro proporre azioni e attività positive per uscirne bene.
Ogni insegnante interessato dovrebbe raccogliere i testi e potrebbe utilizzarli in proprio: giornalini di classe, metterli in bacheca, leggerli insieme e commentarli,  altro.
Inoltre i testi, i disegni e i fumetti  prodotti saranno pubblicati e messi a disposizione dei bambini, degli insegnanti e dei genitori che vorranno leggerli per capire come ognuno ha vissuto l’esperienza.

I testi potranno essere pubblicati su: giornali  che ogni realtà potrebbe individuare; giornalini di classe, di scuola e saranno pubblicati su un blog (per leggerli il link èhttps://nonscuola.wordpress.com/giorni-senza-scuola/); potrebbero infine essere raccolti per una pubblicazione.
Una copia dei testi potrà essere inviata, direttamente dai bambini o dagli insegnanti, a piacenza@mce-fimem.it oppure agli insegnanti che coordinano l’iniziativa nelle diverse realtà.

Roberto Lovattini, maestro – Mce Piacenza

da Avvenire del 12 marzo 2020